FERRETTI: «LA SKY? È LA ROVINA DEL CICLISMO»

PROFESSIONISTI | 27/01/2018 | 07:44
«Cosa faccio? Invecchio, lavoricchio. Curo la mia società immobiliare. E poi vado a spasso con i miei cani, due Jack Russell, una razza stupenda. Sono due femmine, mamma e figlia, Molly e Lilly».

Dall’ammiraglia Giancarlo Ferretti ha guidato grandi campioni e ha visto scorrere più di trent’anni di ciclismo. Ma la sua esperienza da direttore è ferma al 2005, quando chiuse la Fassa Bortolo. Da allora Ferron guarda il ciclismo da amante, da appassionato, da critico. E sempre, si capisce, da tecnico.

Non pensa mai di rimettere su una squadra?
«Ci ho pensato, e ci penso ancora. La mente per fortuna non mi abbandona, e spesso il pensiero va a finire lì, nel ciclismo. Ma quello che vorrei non è fare una squadra qualunque, vorrei una squadra come quelle che ho avuto. Ci sono dei bravi tecnici che mi suggeriscono di metterla su, non posso fare i nomi. Dico solo che l’attrezzatura umana ce l’avrei già».

Cosa manca?
«I soldi ovviamente. Ho cercato uno sponsor anche fuori dall’Italia. Ma sono fuori da anni, non è facile. Però continuo a fanstasticare. Ho sempre lavorato anche con la fantasia».

Ha lavorato con i più grandi corridori, e ha vinto sempre.
«Per chi mi conosce da tempo è normale pensarlo. Ma adesso cercano i giovani, e fanno bene. L’età pesa: non per me, ma per gli altri sì. E prima o poi peserà anche per me, ho 76 anni. Se riuscirò a fare una squadra, non farò più come prima: la avvierò, poi andrà avanti con le sue gambe. Però se c’è da parlare di ciclismo, sono pronto a sostenere il confronto con tutti i tecnici».

Parliamone allora. Come sta il ciclismo?
«Si è un po’ appiattito. La gente lo segue ancora, si capisce, ma si divertiva di più quindici, vent’anni fa. Purtroppo non si lavora più molto di fantasia, manca l’imprevedibilità. Tutte quelle maglie nere in testa non sono il massimo per uno che si vuole divertire».

Quest’anno saranno bianche. Sky non le piace, dunque.
«E’ una squadra che ha tanti soldi e prende tanti corridori forti. Ne hanno sette-otto che potrebbero fare i capitani nelle altre squadre. Ma correre così avvilisce il ciclismo».

Un corridore mi ha detto che così in gruppo si fa meno fatica, tanto c’è Sky che controlla la corsa.
«Se non è uno di Sky ha detto una cosa grave, non voglio sapere chi è. Ma un corridore può anche essere uno stupido. Se lo dicesse un tecnico sarebbe da radiare. Correre in bicicletta è fatica, bisogna sudare. Se va bene ci prendi gusto, vincere dando spettacolo è bellissimo, però te lo devi meritare. Bisognerebbe fare qualche convegno con i tecnici per spiegargli come rendere un po’ più interessante il ciclismo. Bisogna motivare i corridori».

Ci sono squadre che corrono come piace a lei?
«Ci sono. La Movistar sa correre, la Quick Step pure. Sky no, e c’è tanta gente che la pensa come me. Speriamo che se ne vadano dal ciclismo, sono loro che lo rovinano».

Viviani, che li conosce bene, dice che a loro non interessa lo spettacolo: vogliono vincere, e vincono.
«Anche a me interessava vincere. Ho letto quello che ha detto Damiani proprio su tuttobiciweb: che io correvo per vincere anche se avevo un gommone e dovevo vedermela con una portaerei. E’ vero. Però ai miei corridori chiedevo di fare sempre bella figura, di menare la danza. Oggi ci sono molti direttori sportivi che non dovrebbero stare alla guida dell’ammiraglia, farebbero bene a mettersi nel baule. Invece quando mettono fuori la testa dalla macchina si sentono come nei film di guerra, quando Rommel veniva fuori dal carrarmato».

Quelli bravi dove sono?
«Lefevere ha dei direttori sportivi di prim’ordine. Unzue è Unzue. Anche la Bmc non è male, e la Sunweb. E molti validi tecnici sono in squadre modeste».

Rivedremo una squadra italiana ad alto livello?
«Tutto è possibile, ma mi sembra difficile. Anche perché io la decima squadra del mondo non la considero grossa. Grosse sono le prime tre. Devi avere un budget di almeno venti milioni. Non è facile trovare i soldi. Sapete cosa mi hanno detto i manager a cui ho proposto di investire in un team? Nel ciclismo si drogano tutti, mi hanno detto. Vagli a spiegare che non è vero, o che in altri sport è peggio. E’ anche colpa vostra, benedetti o maledetti giornalisti, con quei titoloni».

Purtroppo non possiamo mai stare tranquilli. Questa storia di Froome non ci voleva. Se fosse un suo corridore l’avrebbe sospeso?
«Sì, io sì. Ma loro fanno quello che vogliono. Però è tutto sbagliato. Perché sto salbutamolo dev’essere consentito fino a un certo limite? Se serve per curare l’asma, niente salbutamolo. Se sei malato, invece di correre vai a casa. Se non respiri come fai ad andare in bicicletta? Il ciclismo è uno sport per atleti sani e forti».

Se lei fosse il presidente dell’Uci cosa farebbe?
«Faccio fatica a rispondere perché io non sono mai stato presidente di niente. Però le regole nuove mi fanno schifo: finirà che correremo il Giro d’Italia con squadre di cinque corridori, ma perché? Per la sicurezza? Non bisogna ridurre il numero dei corridori per squadra, ma quello delle squadre. Al Giro, al Tour, come nelle grandi classiche, devono correre solo le squadre di valore».

Le wild card non le piacciono?
«Non sono le wild card il problema. E’ il sistema dei punteggi che è sbagliato, ormai le squadre non corrono più per vincere ma soltanto per piazzarsi. Si accontentano. Non fanno niente per tutta la corsa e poi a venti chilometri dalla fine si danno da fare per piazzare più corridori che possono. Ma se i corridori non pensano più di poter vincere, è finita».

Le piace vedere in corsa la Nazionale?
«No. Cassani ama molto l’idea di avere una squadra, ma ce l’ha: è quella azzurra, deve correre i Mondiali, gli Europei e le Olimpiadi. Che senso ha una Nazionale che fa le altre corse? E quanti corridori ha, settantacinque? E’ qualcosa che fa soltanto confusione. Davide prende sempre come esempio Martini, ma Martini tutta sta confusione non l’ha mai fatta. Cassani è un mio corridore, io gli sono affezionato, gli voglio bene, però dico quello che penso».

E’ finalmente l’anno del Mondiale azzurro?
«E’ possibile, qualche corridore c’è. E’ ora che andiamo sul podio, ma attenzione: i posti che contano sul podio sono pochi, anzi uno. Conta solo l’oro. Il secondo e il terzo sono il primo e il secondo degli imbecilli».

Lei ha guidato grandissimi campioni. Ce n’è uno nel suo cuore?
«Non c’è, e se ci fosse non lo direi. Ho avuto circa duecento corridori, e anche per il più umile ho fatto di tutto. Mi piacevano tutti, chi non mi piaceva lo mandavo via».

Il più grande che abbia mai visto?
«Si chiama Eddy Merckx, e siamo diventati molto amici. Abbiamo fatto le notti fuori, ci siamo anche ubriacati. Perché quando uno è grande sa anche vivere. Un altro che non dimentico mai è Gimondi».

Una volta ha detto che a Bugno mancava qualcosa.
«Confermo. E’ troppo buono, e se fai il corridore è un difetto. Correva sempre in fondo, lui che era il più forte. E se vedeva uno cadere, era capace di fermarsi per essere sicuro che non si fosse fatto male, e magari era un suo rivale. Gli mancava la grinta? Sì, quella roba lì, io la chiamo cattiveria. Quando corri vai in guerra, e se sei buono non va bene».

C’è un corridore su cui si è sbagliato? Uno che pensava sarebbe arrivato e invece si è perso?
«Più d’uno. Ma non lo dico».

E uno che l’ha stupita in positivo?

«Quello lo dico subito: Petacchi. Era stato cinque anni con Reverberi, lo presi per tirare le volate a Konyshev, non avevo capito. Poi ho parlato con lui, era tutto diverso da come me l’ero immaginato. Era Petacchi. Forte, fortissimo. E di un’onestà unica».

Nibali le piace?

«Sì, è quello che mi piace di più. Lo stimo molto, è uno dei pochi che sa correre in maniera intelligente, sa attaccare, ha fantasia. E’ il migliore che abbiamo. E uno dei migliori del mondo».

Abbiamo anche Aru.

«Sì, è bravo, può crescere. Ma non è Nibali. Uno che mi piace molto sai chi è?».

Credo di sì. Moscon?

«Sì, proprio Moscon. Mi piacerebbe allenare uno così. E’ come me, ha poca paura, è cattivo in corsa».

Gliene hanno dette di tutti i colori.

«L’hanno un po’ ingrandita. Se fosse un mio corridore gli direi che certe cose non le deve dire o fare, ma non esageriamo, dai».

Sagan le piace?

«Mi piace sì. E’ forte. Furbo. Però una cosa la devo dire: se uno ha una squadra e sa che in gruppo c’è Sagan deve cominciare dopo venti chilometri a martellarlo ai fianchi. Altrimenti lui fa quello che vuole, e alla fine li va a prendere tutti e li batte. Certo, è fatica corrergli contro. Ma davvero vogliono correre in bici senza fare fatica?».

Alessandra Giardini
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COMMENTI
Un grande.
27 gennaio 2018 05:12 Bastiano
Come non essere d'accordo con una persona come Ferretti, peccato che le sue interviste non vengano lette dai signori che scaldano le poltrone e ci si fanno legare sopra, per paura di staccarcisi!!!

ERA ORA
27 gennaio 2018 07:50 ERIO
Finalmente uno che non le manda a dire...perfetta analisi del momento attuale del ciclismo, appiattito sulla noia specie nei grandi giri, vero Sky ? ecco perché' registro le corse e scorro velocemente la gara, tanto fino agli ultimi km non succede niente...almeno il carro funebre di Sky ha cambiato colori...

Ci vorrebbe sempre un po\'di attenzione in più.
27 gennaio 2018 09:05 Farnese
Un grande saggio come Ferretti, ci ha dato grandi spunti per comprendere meglio i mali del settore, ci vorrebbe un po\'di buona volontà nel saper leggere e comprendere le ragioni per le quali, non abbiamo più un team World Tour in Italia e forse, non ne avremo neanche in un immediato futuro. La vita dei poveri fatta oggi, non aiuterà nessuno per il futuro, forse è il caso di fermarsi, rileggere attentamente questa analisi e programmare un futuro che faccia riavvicinare in Italia, giovani praticanti, sponsor e tifosi, a questo sport.

Grande Ferron
27 gennaio 2018 10:12 rufus
Parole scolpite nella pietra. Ce ne fossero di Ferron.

ferretti
27 gennaio 2018 10:40 siluro1946
Credo che il signor Ferretti possa essere d'accordo anche nell'eliminare dai campionati il Real Madrid, la Juve, il Barcellona, il Chelsea, la Ferrari, V. Rossi, Federer la Mercedes, ecc. ecc. perché troppo ricchi o troppo forti, magari suddividiamo anche i piccoli e gli alti i magri e i robusti gli intelligenti e gli stupidi.

Anche Lui
27 gennaio 2018 11:30 pianista
sono d'accordo con siluro 1946, perchè anche lui ( Ferretti ) quando ha potuto ha preso i migliori sulla piazza !!!

INTERVISTA ESEMPLARE DI UN GRANDE TECNICO
27 gennaio 2018 12:19 bric
Ficcante intervista e grande intervistato che dice grandissime verità eppure sempre c'è il bastian contrario che adora sparare idiozie!!!!!!!!!!!!!!

la tocca piano!!
27 gennaio 2018 12:21 Leonk80
spunti molti interessanti specie sui punteggi e le squadre che corrono per piazzarsi.

Non ha torto,ma...
27 gennaio 2018 14:11 bike76
In una prima lettura si potrebbe essere d accordo al 100%, ma in ogni ambiente comanda e fa le scelte chi ha i soldi. Ricordiamo che per molti il ciclismo è una passione ma per altri è il proprio lavoro.
È comunque credo che ognuno pensi che i propri anni vissuti siano i migliori.

Purtroppo Ferretti
27 gennaio 2018 16:20 canepari
non si rende conto che il ciclismo non è più lo stesso sport che conosceva lui. E’ completamente cambiato… Se una volta c’era un relativo equilibrio nelle risorse finanziarie, adesso questo equilibrio è “squilibrato”. Tuttavia molti “autisti dell’ammiraglia” potrebbero imparare qualcosa da Ferretti invece di restare chiusi “nel baule” come dice lui…. Altro punto: pochi vogliono investire nel ciclismo: “TUTTI DROGATI”. Ha ragione che i giornalisti rimestano nel torbido del ciclismo ma bisogna anche dire che “è sempre il marinaio che rovina il porto”, vale a dire, per chi non l’avesse capito, che i ragazzi ci hanno messo del loro per screditare l’ambiente; e in parte ci sono riusciti. Sagan viene portato in carrozza all’arrivo? Giusto anche questo; ma chi si sacrifica per “martellarlo ai fianchi”? Poi dichiara di avere duecento corridori nel cuore e non fa nomi sui suoi preferiti anche se li conosciamo bene. E poi sono d’accordo su Moscon; in mano al Ferretti anni “90 farebbe faville. Peccato che i tempi cambiano e il ciclismo non è più lo stesso sport che conosceva lui e che conoscevamo noi.

FERRETTI
27 gennaio 2018 18:20 geom54
le risposte?
sono la sua anima;
soprattutto nel giudizio su BUGNO (direi troppo mite)e su NIBALI (direi perfetto).

27 gennaio 2018 20:58 BARRUSCOTTO
il mio parere e che il ciclismo piace e tanto visto il pubblico sulle strade e i dati auditel sono alti certo con dirette integrali come in questi anni una volta non le facevano immaginate se ci fossero state con il gruppo che andava ai 20 all'ora per 150 km ora si parte a tutta poi il problema non e di sky merito dei suoi dirigenti che an saputo trovare uno sponsor cosi potente in italia abbiamo 4 professional che sono invitate solo nelle corse di terza fascia

27 gennaio 2018 23:03 froome
Io la penso come Siluro, anche se per il pensiero unico sono idiozie.
Sono d'accordo con Ferretti quando accusa i giornalisti se per l'opinione pubblica, il ciclismo è lo sport dei dopati. Condivido anche quando dice che bisognerebbe cambiare il meccanismo dei punteggi.
Detto questo, non sono però d'accordo quando vede in Sky la rovina del ciclismo. Vorrei ricordare che quando Ferretti dirigeva le sue squadre, cercava il meglio, non vedo perchè Sky con quel che spende, debba fare diversamente. Se poi la soluzione è quella di fare allontanare Sky dal ciclismo, non mi pare sia una gran soluzione.

Maaaa...
28 gennaio 2018 08:37 maicol
Io nn capisco tutto questo accanimento contro Sky.. le differenze economiche di budget ci sono sempre state.. non mi sembra la Fassa avesse un budget da continental quando nata e campioni ne aveva tra le sue fila.. poi non continuiamo a paragonare ciclismo di oggi con quello di 20 anni fa..come tutte le cose si evolve in bene o in peggio ma evolve e non ci puo fa nulla.. forse qualcuno ha dimenticato l era Mapei dove con piu di 40 atleti in squadra ne trovavi di corridori che potevano fare da leeader in altre squadre sia per le classiche che per le corse a tappe.. a ma forse andava bene perche era di matrice e spinsor italiano. Qui sono inglesi e ci fanno invidia.. maaaa

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