MINSK, LA NUOVA AVVENTURA DI TORTOMASI

CONTINENTAL | 12/01/2018 | 07:34
Leonardo Tortomasi, siciliano di Partinico classe ’94, si prepara a vivere una nuova avventura: correrà in Bielorussa con maglia del Team Minsk, formazione Continental del Paese baltico.

Leonardo, siciliano di nascita ma toscano di adozione, ha inizia la sua avventura nel ciclismo trasferendosi dalla Sicilia a Massa Carrara per correre da juniores con i colori della Mobili Berti - Normanna.


Nella stagione 2013 è passato Under alla alla Maltinti Lampadari e nel team di Renzo Maltinti ha militato per quattro stagioni ottenendo buoni piazzamenti.


Nel 2016 il passaggio alla Coppi Lunata -Altopack per una stagione purtroppo condiziona da tanti problemi. Nonostante tutto crede in lui la famiglia Gini con Daniele Masiani che lo vuole alla Snep Focus: nel 2017 Tortomasi centra il primo successo a Montecarlo, vicendo nel 43° Critérium de Monaco – Trophée Paco Alonso.

Durante la stagione appena conclusa il siciliano ha ottenuto piazzamenti di prestigio e tra questi spiccano il secondo posto nella durissima corsa di Gambassi Terme, il terzo posto nel Trofeo Alta Valle del Tevere. Grazie a tutti questi ottimi risultati è arrivata la chiamata del Team Minsk. 

Leonardo, come ti senti adesso dopo queta novità?
«È sicuramente molto emozionante essere riuscito a compiere un passo in avanti ma non è un punto d’arrivo: per me sarà un nuovo punto di partenza».

Hai gia' iniziato la preparazione con la nuova squadra e dove sei al momento?
«Siamo al lavoro nel Pisano, stiamo iniziando un piccolo periodo di ritiro per conoscerci e fare gruppo tra compagni».

Tra i tuoi nuovi compagni ci sono altri italiani?  
«No, non ho nessun compagno italiano, però diversi ragazzi ed anche il DS parlano molto bene la nostra lingua».

 A chi devi dir grazie?
«Non ci sono parole per descrivere la gratitudine verso la mia straordinaria famiglia e  la mia ragazza Vanessa, poi volevo ringraziare le persone che hanno creduto in me come Daniele Masiani, Alfredo Luddi, Diego Guardì, Marco Baldini, Alessandro Mansueto e la famiglia Gini che mi ha accolto come un figlio. E per finire grazie a tutti gli amici che mi hanno sostenuto in tutti questi anni: sono davvero fortunato ad essere circondato da persone come voi».

Roberto Fruzzetti

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