1982, IL 5 SETTEMBRE SARONNI A GOODWOOD...

STORIA | 05/09/2017 | 07:38
Trentacinque anni fa, era domenica e un uomo andava alla conquista del mondo. Trentacinque anni fa, Goodwood era la capitale del ciclismo mondiale e Beppe Saronni firmò la fucilata più spettacolare della storia delle due ruote.

«Il momento più difficile della corsa - ricorda Saronni che oggi è general manager della UAE Emirates - è stato a tre-quattro chilometri dal traguardo, quando c’era ancora via una fuga con Chinetti.Ovviamente c’era tensione, tanti scatti e alcuni li ho chiusi in prima persona. Ma ero sicuro di vincere, l’avevo detto ai miei compagni “portatemi all’ultimo chilometro e ci penso io” e così è stato».

Un finale perfetto.
«Perfetto sì, perfetto per me. Nemmeno io avrei potuto disegnare un tracciato così adatto alle mie caratteristiche. Iil percorso? a quei tempi non si andava a provarli, sapevamo tutto perché Alfredo Martini ce li spiegava metro per metro e poi li conoscevamo solo sul posto. Ricordo che quando abbiamo fatto il primo sopralluogo tutta la squadra ha capito subito che ero io l’unico uomo su cui puntare».

Non era facile essere tutti d’accordo in quegli anni...
«Venivamo dal mondiale di Praga, nel quale io non sono mai andato così forte, ma sapete come è andata a fire, c’era troppo antagonismo. Invece a Goodwood tutti erano per me, c’era un un clima eccezionale in seno alla nazionale, non c’è mai stato un solo attimo di tensione».

Lei ha vinto tanto e avuto una carriera ricca di soddisfazioni: ha qualche rimpianto?
«Sono felice di quello che ho fatto e questo è quel che conta di più. Certo, un mondiale in più, proprio quello di Praga, me lo sarei meritato. E anche una Sanremo in più, magari davanti a Roger De Vlaeminck, ma il maggior rimpianto è per la Classicissima che ho perso da Pier Mattia Gavazzi. E con il senno di poi dico che non sarebbe stato male andare al Tour per cercare di vincere qualche tappa e puntare alla maglia verde».

a cura della redazione di tuttobiciweb
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COMMENTI
Come scrisse Gianfranco Josti...
6 settembre 2017 13:42 pickett
Il giorno in cui Beppe si ritirò ,al termine di una tetra,piovosa,triste Milano-Torino,lo storico inviato del Corriere della Sera lo definì "un personaggio biblico;la sua carriera è durata 14 anni,i primi 7 di vacche grasse,i secondi sette di vacche magre".Proprio così...

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