L'ORA DEL PASTO. EDDY E PAOLETTI

LIBRI | 01/05/2017 | 07:16
Non ha scavato in biblioteche e archivi, non ha studiato su libri e giornali, non ha recuperato e intervistato avversari e gregari. E’ salito sulla sua bici e ha cominciato a pedalare. E a inseguirlo. Quarantadue anni dopo.

François Paoletti ha scritto – a pedali – un libro su Eddy Merckx, sul 1973 di Eddy Merckx, sulle classiche del 1973 di Eddy Merckx: Milano-Sanremo (primo Roger De Vlaeminck, il Cannibale la saltò per una tonsillite), Giro delle Fiandre (terzo dietro a Eric Leman e Freddy Maertens), Gand-Wevelgem (vinta), Amstel Gold Race (vinta), Parigi-Roubaix (vinta), Freccia Vallone (secondo dietro André Dierickx), Liegi-Bastogne-Liegi (vinta), Parigi-Tours (quarto nella volata conquistata da Rik Van Linden) e Giro di Lombardia (vinta, ma cancellata perché positivo all’esame antidoping per un farmaco contro la bronchite). Non pago, Paoletti si è concesso un bis alla Milano-Sanremo.

Paoletti, 49 anni, francese, abita a Montreuil-sous-Bois e lavora a Parigi
. Ancora bambino, era stato folgorato da una Gitane blu da corsa regalatagli dal padre. Hinault, un innamoramento. Il Tour, una passione. Il ciclismo, una missione. Un giorno François si è ritrovato in bici, da Nemours (a sud di Parigi) a Béziers (dove tira già aria di Pirenei), ottocento chilometri, d’estate. E ha cominciato a pensare che la pedalata potesse trasformarsi in scrittura, che le classiche potessero diventare capitoli, insomma, che la strada potesse tradursi in un libro.

E così è nato il coraggioso e originale progetto di “Eddy” (Rossolis, 240 pagine, 33 euro, testo in francese): dieci viaggi nello spazio e nel tempo, nella geografia e nella storia, dentro Merckx e soprattutto dentro se stesso. Fatti, pensieri, luoghi. Mappe e foto. Foto in bianco e nero per Merckx, a colori per Paoletti. Infine l’incontro fra i due protagonisti. Affettuoso.

“Rifare le classiche seguendo le orme dell’annata 1973 – scrive Merckx nella prefazione – era una bella idea e completamente inedita. E’ l’occasione di restituire a questi percorsi da leggenda un po’ di quella che mi hanno dato. E poco importa se sono stati fatti un po’ meno velocemente di quanto li abbia fatti io…”. Merckx coglie l’occasione per ringraziare i compagni di squadra di quel magico 1973: “Senza quegli uomini, il mio palmarès non avrebbe potuto essere lo stesso”. E li cita tutti e diciannove, fra cui gli italiani Giancarlo Bellini, Gianni Di Lorenzo e Aldo Parecchini. Signori si nasce, campioni si diventa.

Marco Pastonesi
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