GUARDO GUARDIOLA

TUTTOBICI | 24/02/2017 | 07:55
Mi ripeto, ma non posso esimermi dal farlo, visto e considerato che sistematicamente e con regolare cadenza questi episodi si ripetono. Chiedo quindi venia se torno a dire cose che in più di un’occasione, in questi anni, ho detto. Non mi rassegno a guardare solo al mio orticello, a casa mia, a casa nostra: guardo Guardiola. A tale riguardo riprendo la notizia rimbalzata dall’Inghilterra qualche settimana fa e nella sostanza ignorata, o nei migliori dei casi nascosta, dalla nostra stampa. Le agenzie riferiscono che il Manchester City, nel giro di un anno, per ben tre volte avrebbe eluso i controlli antidoping, violando dunque la legge 14D che impone ai club di comunicare l’impossibilità di compiere i test. Se questo fosse accaduto ad un ciclista - lo sappiamo bene - avrebbe meritato ben altro spazio, ben altre attenzioni e approfondimenti. Nel caso di Guardiola, invece, nessuno che si prende la briga di dedicargli un po’ di spazio, cercando di capire e far capire. Alcuni mezzi d’informazione hanno bellamente ignorano il fatto, altri l’hanno liquidato con una breve collocata nei posti meno nobili di giornali o siti web. Men che meno ci si preoccupa di indagare, verificare e ricordare che questa storia torna a interessare quello che viene da più parti riconosciuto e ritenuto uno dei più grandi allenatori del mondo, che nel suo passato di atleta è stato squalificato per doping (nandrolone) nel 2001, con conseguenti condanne (4 mesi di sospensione della Disciplinare confermati in appello dalla Caf, sia dalla giustizia ordinaria: 7 mesi di reclusione, 9 mila euro di multa e il pagamento delle spese processuali). Nessuno che ricordi nemmeno di striscio che anche ai tempi del Barcellona, la Wada ha avuto i suoi bei problemi ad effettuare i controlli in casa dei blaugrana allenati, guarda un po’, sempre dal medesimo Guardiola. Ora al City la storia si ripete. Sono in corso indagini. Probabilmente l’inchiesta si chiuderà con un nulla di fatto, ma spesso sui giornali le inchieste sul calcio vengono silenziate, chiuse e tacitate molto prima, anche quando sono ancora aperte. E noi, inguaribili idealisti anche un po’ tonti, vorremmo che il calcio fosse trattato né più né meno alla stessa stregua di altri nobili sport professionistici. Lo so, molti liquidano l’annoso problema con un semplice guarda a casa tua, fai in modo che il tuo mondo - quello del ciclismo - sia specchiato e inattaccabile. Ma quando si tratta di professionismo, io chiedo ed esigo che tutti gli sport che muovono capitali e grandi interessi commerciali siano assolutamente uguali. Quindi, guardo Guardiola e il silenzio che lo accompagna.

NON È UNO SPOT. Il Giro numero Cento si avvicina e non si allontana da mamma Rai. Per i prossimi due anni sarà sempre la tivù di Stato a trasmettere la corsa rosa che è passata da qualche mese nelle mani di Urbano Cairo, da quando l’editore torinese ha acquistato Rcs Media Group. L’accordo dovrebbe prevedere lo spostamento da RaiTre a RaiDue e la trasmissione integrale delle tappe: dal chilometro zero all’arrivo. Dalla prima all’ultima. Per il presidente Cairo questa potrebbe essere una grande vittoria e lo sarebbe soprattutto a livello economico, visto e considerato che è riuscito a rinnovare l’intesa con Rai strappando più del doppio di quanto la tivù di Stato garantiva nel precedente accordo a Rcs Sport. Va tutto bene, sono contento per Cairo e tutta la macchina organizzativa della corsa rosa, ma come forse ricorderete, su queste pagine l’argomento è già stato trattato: le dirette integrali (se saranno confermate) non ci piacciono neanche un po’. Sia ben chiaro, il tappone dolomitico ci può anche stare, ma da appassionato malato di ciclismo m’interessa poco seguire sin dal mattino frazioni di trasferimento adatte ai velocisti. Lo stesso vale per le cronometro. Mi si dirà: se non vuoi vederle fatti tuoi, tieni spento il tuo apparecchio e siamo tutti felici. Verissimo, ma temo per chi non ne avrà la forza e stordito dalla noia crollerà tramortito davanti alla tivù. Il ciclismo vive di sponsor, ma temo che per il nostro beneamato sport questo non sia un bello spot.

INTERVENTI DI STATO. In questo numero di tuttoBICI cerchiamo di tirare su la testa, diamo qualche numero per dimostrare che sarà anche vero - perché è vero - che non abbiamo più un team di World Tour, ma il ciclismo italiano, dai corridori al personale, è il più esportato al mondo. Siamo i numeri uno. Nessuno ha tanti corridori professionisti nella serie regina quanti noi italiani. Abbiamo tecnici, medici, allenatori, meccanici e massaggiatori in quasi tutti i team di World Tour. Insomma, siamo un’eccellenza. Detto questo, una considerazione sulla crisi di sponsor, che molti osservatori vogliono far passare solo come un segno distintivo molto italiano. Vi invito a pensare che ci sono sponsor e sponsor. Ci sono le aziende private e i capitali di Stato. Pecunia non olet, d’accordo, ma l’Uci dovrebbe tenerne conto e fare le sue appropriate valutazioni. Astana, Bahrain, Abu Dhabi e Katusha sono squadre nazione a tutti gli effetti. Fdj, Lotto olandese e Lotto belga hanno sponsor riconducibili direttamente ai loro Stati. La Orica e il Team Sky sono sponsor privati che però sono stati coinvolti direttamente dai loro Paesi, per incentivare e promuovere la pratica del ciclismo. La Federazione britannica, gestita allora da Brian Cookson, riuscì a dare il ‘la’ dalla pista fino alla strada, grazie proprio ai capitali messi a disposizione dalla tivù di Murdoch. Insomma, o direttamente o indirettamente, sono tutti interventi per così dire governativi. Questo per dire che cosa? Che l’Italia è davvero in grande difficoltà, ma gli altri non stanno meglio. Si salvano per vie traverse, grazie alla cosiddetta politica. Anche altrove si fa fatica a trovare una Segafredo o una Bora, una Movistar o una Quick Step: sono pochi gli sponsor “indipendenti”, di questo il governo mondiale della bicicletta dovrebbe prenderne atto, farsi qualche domanda e magari, se i suoi dirigenti ne hanno anche voglia, darsi qualche risposta.

Pier Augusto Stagi, editoriale da tuttoBICI di febbraio
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il Lombardia 2026 è iniziato 5' in ritardo e con un messaggio importante lanciato dai corridori al mondo. Remco Evenepoel ha preso il microfono e spiegato le ragioni della scelta del gruppo agli spettatori presenti a Bergamo, il presidente del...


I Giri di Lombardia nel palmares di Mattia Cattaneo sono talmente tanti che ormai ha perso il conto. La classica delle foglie morte per lui significa correre sulle strade di casa, salite che conosce a memoria, ma anche la responsabilità...


Nel giorno de Il Lombardia, con il classico cielo grigio d'autunno, Giorgia Bronzini piange papà Dante. La due volte campionessa del mondo su strada oltre che iridata su pista, che dall'anno prossimo sarà sull'ammiraglia della Visma Lease a Bike ha...


Marianne Vos non si ferma mai. E soprattutto non smette mai di vincere! La grandissima ciclista olandese si è laureata per la seconda volta campionessa del mondo gravel imponendosi a Nannup, in Australia, giungendo sola al traguardo. Vos ha portato il...


Matteo Malucelli continua a raccogliere successi in Estremo Oriente. Il velocista forlivese della XDS Astana ha conquistato la prima tappa del Tour de Kyushu, corsa a tappe giapponese scattata oggi con la frazione di 152 chilometri da Karatsu a...


Ancora una volata vincente per Lorena Wiebes al Tour of Chongming Island. L'olandese della SD Worx Protime ha concesso il bis imponendosi anche nella seconda tappa della corsa cinese, la Changxing-Chongming di 129 chilometri. La campionessa olandese ha fatto...


Il grande ciclismo sta per... invadere la Cina: sia per quanto riguarda le corse su strada che quelle su pista, infatti, le attenzioni degli appassionati stanno per rivolgersi al grande paese asiatico. Il Velodromo di Shanghai, situato nel distretto di...


Dopo il buon esordio stagionale a Tarvisio (una vittoria con Pablo Zanolini negli Esordienti e un terzo posto con Sara Peruta nelle Juniores) l’Ale CX Team torna a gareggiare nel fine settimana. Lo farà ad Osoppo, in provincia di Udine,...


Dopo una stagione molto intensa, con un secondo posto al Tour de France, un oro al Mondiale a cronometro e il titolo continentale su strada, Remco Evenepoel arriva al Giro di Lombardia con grande motivazione e tanta voglia di vincere....


Proprio come i grandi campioni del pedale, c'è un altro protagonista che sta per chiudere la sua splendida stagione: l'Olio Redoro. In questa lunga annata di sfide e corse appassionanti, Redoro è sempre stato al fianco dei campioni. Lo abbiamo...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra