DAGNONI: «PRONTO A COSTRUIRE UN PALASPORT A PIOLTELLO»

PISTA | 07/01/2017 | 08:12
E’ dal 17 gennaio 1985, giorno in cui il peso della neve fece cedere il tetto del Palasport di San Siro, che in zona Milano non esiste più un impianto coperto con la pista di ciclismo. A Limito di Pioltello c’è la possibilità di togliere lo zero dalla casella. “Sono pronto a metterci un terreno di mia proprietà – esclama Cordiano Dagnoni, 52 anni, neopresidente del Comitato lombardo della Federciclismo – oltre al mio know how d’imprenditore e dirigente del ciclismo per far nascere un nuovo palasport  multifunzionale con pista ciclistica da 250 metri nella mia Limito”.

Cordiano è figlio di Mario Dagnoni, storico industriale pioltellese e noto allenatore stayer su pista protagonista di 17 edizioni dei Campionati del Mondo. Papà Mario è salito in cielo nell’agosto 2015. “Costruire un palasport ai margini dell’innesto della BreBeMi – rivela Cordiano – era il sogno di mio papà. Il cuore mi dice di costruirlo per intitolarlo a Mario Dagnoni, ma la ragione mi spinge a cercare un’azienda alla quale denominare l’impianto: queste sono le nuove esigenze dell’edilizia sportiva”.

L’idea di Dagnoni prevede un impianto con pista di ciclismo, possibilità di utilizzo per basket, tennis, volley, congressi, concerti e l’abbinamento ad una palestra fitness, una spa, l’hotel, il centro estetico, svariati negozi e grande  bar-ristorante self service.
“Vorrei creare una struttura che lavori 12 mesi l’anno: un vero centro commerciale con profitti per i privati e benefici per lo sport”, aggiunge Dagnoni junior. L’idea di Dagnoni e dei suoi progettisti prevede per l’interno parterre un pavimento speciale con dei “led” pronti a disegnare all’interno pista il campo da volley o tennis o altro: “L’ho già visto a Londra – precisa Cordy – e la funzionalità è garantita. Vorrei creare tribune con 2500 posti fissi e la possibilità di ampliare la capienza a 3000 spettatori. Chiaramente un impianto adatto ad ospitare anche i Mondiali di ciclismo e le Sei Giorni. Ho incluso pure l’estetista affinchè le mamme che accompagnano giovani atleti agli allenamenti abbiano la possibilità di ottimizzare il tempo”. Dagnoni ha già presentato due progetti leggermente diversi tra loro alle ultime due amministrazioni di Pioltello. Ne ha parlato anche con Saimon Gaiotto, Assessore all’urbanistica. “Il Comune di Piotello – afferma Dagnoni – deve dirmi se vuole il Palasport, altrimenti ho la proposta di Paullo, Comune in cui  mi sembrano molto interessati ad avere il velodromo. Se a Pioltello mi daranno l’ok metterò in moto  il Coni per avere sovvenzioni, oltre ad amici industriali. Ma sono pronto a farlo anche per Paullo...”.  

da Il Giorno del 5 gennaio, a firma di Alessandro Brambilla
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COMMENTI
7 gennaio 2017 10:55 BARRUSCOTTO
MI RICORDO DEL VECCHIO PALASPORT DI MILANO CADUTO PER NEVE ... CONTENEVA 18 MILA SPETTATORI ORA SI PARLA DI 2500...

BRAVO
7 gennaio 2017 12:40 geo
Resta solo che dire BRAVO!!!!!!! Non mollare!

Dagnoni
8 gennaio 2017 12:12 siluro1946
Dato per scontato competenza, passione, ed onestà del signor Dagnoni, qualche decennio fà era, per me, Cordiano figlio di Mario e sponsor ciclistico con la DA.RI.MEC.,come possa pensare di costruire in quei territori ove il ciclismo è "più morto" che altrove, aggiungerei che il ciclismo è "odiato", anche rammentando le difficoltà che hanno dovuto superare i Dagnoni per organizzare una gara prestigiosa come il Giro delle Tre Province", "Cordiano" ripensaci.

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