LE STORIE DEL FIGIO. UN VERO ERCOLE

STORIA | 30/10/2016 | 07:43
“ERCOLE” di nome e di fatto verrebbe da dire per Gualazzini, il possente corridore di San Secondo Parmense dove è nato il 22 giugno del 1944. Era una vera e propria forza della natura che in pianura la cedeva a pochi e pure in volata sapeva dire la sua anche al cospetto degli sprinter patentati. Sono attorno alla quindicina i successi che ha conseguito nella sua carriera professionistica iniziata nel 1966 e conclusa nel 1978. Fra i successi spiccano quattro tappe al Giro d’Italia nel 1971, 1974, 1976 e 1977, due al Tour de France (1972 e 1974) e, per completare il palmarès pure una tappa alla Vuelta Espana 1969. Un “triplete” che non appartiene a molti, rivelatore di costanza di rendimento e presenza non formale, di specifica qualità.

E’ etichettabile come un “gregario”, anzi un “gregarione” di ferro, di sicuro e assoluto rendimento per il quale il lavoro duro e la fatica non costituivano problema. E nella sua carriera ha collaborato con capitani d’assoluto valore come Felice Gimondi, Italo Zilioli, Roger De Vlaeminck, Patrick Sercu e Giuseppe Saronni avendo vestito nel 1966 e ’67 la maglia Salvarani, nel biennio ’68-’69 quella della Max Meyer, ritorno alla Salvarani nei tre anni successivi, passaggio alla Bianchi nel 1973, tre anni con le insegne Brooklyn per concludere con l’altra squadra di casa, la Scic, nel ’77 e nel ’78. Sono state formazioni poste ai vertici del movimento professionistico di quel periodo e, dove i ruoli erano ben definiti e la disciplina di squadra aveva logiche precise, prefissate. E “l’incredibile Hulk”, uno dei soprannomi che lo definivano verso il fine carriera per rendere l’idea di forza e potenza che la sua figura emanava, sapeva mettere bene a frutto le occasioni che gli si prospettavano.

Un esempio della sua straordinaria forza veloce, unita a resistenza, è stato la vittoria ottenuta nella quarta tappa, la Potenza-Benevento, del Giro d’Italia 1971. Era alla Salvarani e il suo compito era di tirare la volata a Dino Zandegù. Cade nella parte finale della tappa, è aiutato dal suo amico, compagno, parmense pure lui, Emilio Casalini (è sempre ricordato come il “fante del Grappa” per la sua vittoria alla tappa del Giro 1968 che finiva al Monte Grappa) a rientrare in tempo per tirare la volata a Zandegù. Tira tanto che nessuno più lo supera e, dietro Gualazzini, si classificano, nell’ordine, straordinari sprinter come Sercu e Basso. Il gruppo alle loro spalle, sul viale Principe di Napoli della città sannita, dopo il ponte Vanvitelli, è vittima di una scenografica caduta collettiva, un vero e proprio mucchio selvaggio.

Ercole Gualazzini, con i suoi compianti grandi amici Vladimiro Panizza e Giacinto Santambrogio, era fra i corridori più ascoltati del gruppo e non solo per il suo vocione, in abbinata alla complessione fisica. Portavano avanti le richieste della categoria nei talvolta serrati e aspri confronti con gli organizzatori, anche in corsa, con fiero cipiglio. Quando però c’era da correre, da menare, a tutta, giù la testa e pedalare, pedalare, muovendo il rapportone, per chilometri e chilometri. Era pure difficile dare il cambio a “la Gualazza”, il soprannome che lo distingueva in gruppo.

Conclusa la carriera di pedalatore, cambia diametralmente la prospettiva e si impiega in banca dove, per ufficio, racchiude la sua prorompente muscolatura in un abito di grisaglia con tanto di camicia e cravatta d’ordinanza.
Da qualche anno si gode la pensione e ha trovato maggiore tempo disponibile per andare in bicicletta con gli amici di un tempo e di sempre contando, per la cura e la manutenzione del suo mezzo che deve sopportare e supportare peso e forza ancora rilevanti, sull’amico Mario Mordonini, meccanico parmigiano di lungo corso e comprovata abilità.

Altro “impegno” di Ercole è di seguire il nipote, figlio della figlia Samuela, Alberto Cerri, calciatore professionista tesserato per la Juventus, ora in prestito alla Spal, attaccante che ha già rivestito con successo la maglia azzurra nell’Under 21. Per delineare le caratteristiche fisico-tecniche del “nipotino” c’è da riferire che il suo soprannome è quello di  “Ibrahimovich della via Emilia”.
Buon sangue…. con quel che segue.

Giuseppe Figini
Copyright © TBW
COMMENTI
Ercole "Il Contestatore"
30 ottobre 2016 15:53 geo
Così lo definiva Adriano Dezan

scusa se ti correggo
30 ottobre 2016 23:54 pickett
De Zan lo definiva "il sindacalista".

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
I 137 chilometri della Omloop Nieuwsblad femminile si sono conclusi con la vittoria di Demi Vollering. L'olandese della FDJ United - SUEZ, già protagonista alla Volta Femenina de la Comunitat Valenciana, ha centrato il quarto successo stagionale personale battendo in una volata a...


Paul Seixas ha vinto per distacco la Faun‑Ardèche Classic 2026 con un’azione di forza che lo ha portato a tagliare il traguardo in solitaria dopo oltre 30 chilometri di fuga.  Il giovane francese della Decathlon CMA‑CGM Team ha costruito il...


Ha scelto la Omloop Het Nieuwsblad per aprire la sua stagione su strada e nella gara belga, tra muri e pavé, Mathieu van der Poel ha conquistato la prima vittoria del 2026. Il campionissimo della Alpecin-Premier Tech, alla prima partecipazione in...


La tappa regina del Giro di Sardegna ha regalato spettacolo e incoronato Filippo Zana. Il vicentino della Soudal Quick Step ha preso il largo dal drappello dei migliori a circa 10 km dalla conclusione e sfruttato la superiorità numerica della...


Volata vincente del francese Bryan Coquard nel GP South Aegean prima prova di un weekend di gare a Rodi che si completerà domani col GP Dodecanese. Sull'arrivo al termine di una rampa di 2 km nel villaggio di Salakos il...


Allo stadio Pelé l'arrivo in salita della penultima tappa del Tour du Rwanda premia il 19enne brasiliano della Soudal Quick Step Henrique Bravo. In capo ai 147 km odierni, arroventati dalla côte (posta a 3 km dal traguardo) su cui...


Lorenzo Magli è ufficialmente il vincitore del Memorial Giuseppe Polese 2026, dopo che Filippo D’Aiuto, primo sul traguardo in solitaria, è stato squalificato per irregolarità nell’appendice delle leve del manubrio. La decisione ha ribaltato l’ordine d’arrivo, assegnando la vittoria al...


«Con profonda tristezza apprendiamo che il caro Natale Luigi Volpi, socio fondatore del sodalizio "Amici della Pista", ieri sera ci ha lasciati. La nostra comunità e il movimento ciclistico da oggi saranno orfani di un profondo conoscitore e appassionato del...


In questi giorni è stata annunciato l’arrivo di una linea Santini realizzata in collaborazione con Mads Pedersen,  capi che attingono alla ricerca aerodinamica della linea MADSS (Mega Aerodynamic Speed Shell) e riescono a combinare oggi performance e stile come difficilmente accade.  per proseguire...


Il weekend che tutti in Belgio aspettavano è finalmente arrivato: si corre oggi la prima classica dell’anno, la Omloop Het Nieuwsblad. Dopo la presentazione delle squadre nell’iconico velodromo Kuipke di Gand, il via ufficiale verrà dato a Merelbeke. Il gruppo...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024