PROFESSIONISTI | 26/09/2016 | 09:50 Ha il nome di un antico re, israeliano: Davide. E il cognome di un eterno corridore, e commissario tecnico, toscano: Ballerini. Ma non ha nessuna parentela né con il monarca né con il ciclista. Ha compiuto 22 anni in corsa, il 21 settembre, al Giro della Toscana. E ha già una bella storia da raccontare: la sua.
Campione italiano esordienti A. Non in pista, su strada o nei prati: in piscina. Non ciclismo: nuoto. “Anche mio fratello maggiore nuotava: misti e delfino. Io, 200 misti. Per la Dds di Remo e Luca Sacchi, ma non nella piscina di Settimo Milanese. Fino al titolo italiano. Però era ripetitivo: una corsia, avanti e indietro, mi annoiavo, non ce la facevo più. E allora ciclismo: ogni pedalata una novità. C’era sempre stato, il ciclismo, fin da quando ero piccolo: mio padre mi portava a vedere le corse, e la prima, ricordo, il Giro di Lombardia. Qualcosa, o molto, mi era rimasto dentro. Provai a correre: la prima volta dalle mie parti, Cantù, in Brianza. Arrivai in fondo: dodicesimo. Poi giunse anche la prima vittoria: a Gazoldo degli Ippoliti, nel Mantovano. Anticipai la volata, tagliai il traguardo da solo”.
Team Idea, Unieuro Wilier, Hopplà Petroli Firenze: le sue squadre da dilettante. Tinkoff e Italia: la prima da stagista, la seconda da azzurro, in corse ufficiali internazionali, in altre del calendario nazionale. Androni Giocattoli: dal prossimo anno, professionista. “Il ciclismo, per me, è una continua scoperta. L’altro giorno, alla Coppa Sabatini, una fuga così lunga non l’avevo mai fatta. Siamo evasi dopo 18 chilometri, sono stato ripreso quando all’arrivo ne mancavano tre: in tutto, 175 chilometri in cui ho sognato di vincere. Ma io sono uno di quelli che, prova e riprova, prima o poi alla fine ne arriverà una. Non ho vinto tanto: una nel 2014, una nel 2015, due quest’anno, compreso il Piccolo Giro dell’Emilia”.
Geometra, il nuovo “Ballero” sa come progettarsi e costruirsi una carriera da stradista: “Volontà, coraggio, disciplina. Entrare nelle fughe sperando che la fuga arrivi. Senza pensieri”.
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Guai se non ci fossero le regole. Guai se non venissero applicate, ma c’è un limite, soprattutto al buon senso. Quello che è accaduto ieri al Giro Women è semplicemente folle, un insulto all’intelligenza umana che si ostina a dimostrare...
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