| 01/10/2008 | 10:22 Lance Armstrong al Giro d’Italia: comincia davvero ad essere qualcosa di più di un pensiero in libertà d’inizio autunno. Che il texano, dopo l’annuncio del ritorno alle corse, avesse una mezza idea di debuttare l’anno prossimo nella corsa rosa del Centenario l’aveva lasciato intendere già mercoledì scorso a New York: "Potrebbe essere l’anno buono. Se riuscirò a sensibilizzare il premier Berlusconi sulla lotta al cancro...".
AL TELEFONO - Ieri il sette volte re del Tour de France è tornato sull’argomento in una conference-call che ha tenuto dalla cittadina texana di Marfa. "Non avere mai corso il Giro è un rimpianto - ha detto -. Mi piacerebbe farlo l’anno prossimo. Visto che non corro da tre anni e mezzo, per preparare il Tour ho bisogno di più giorni di gara e il Giro d’Italia potrebbe essermi utile in questo senso".
2009 - L’operazione-rientro, in ogni caso, è già partita. "Peso poco più di 76 chili, di solito cominciavo la stagione a quasi 81 e prima del Tour pesavo 74 chili. Non sono mai stato così in forma in questo periodo dell’anno", ha affermato Armstrong, che aveva partecipato alla Maratona di Chicago e poi a una corsa di mountain bike. Al debutto ufficiale in maglia Astana - 18 gennaio al Tour Down Under di Adelaide, Australia: un circuito prima dell’inizio ufficiale della corsa il 20 - mancano 109 giorni. Anzi: dovrebbero mancare 109 giorni.
REGOLAMENTO - La necessità dell’utilizzo del condizionale va spiegata. I dubbi sulla partecipazione di Armstrong dipendono dall’articolo 77 del regolamento Uci, che riguarda il passaporto biologico: chi vuole rientrare alle competizioni deve darne avviso almeno 6 mesi prima, ai fini dei test antidoping a sorpresa. Armstrong ha comunicato l’intenzione il 1° agosto e quindi dovrebbe attendere fino al 1° febbraio 2009. "Ogni sport ha regole e bisogna rispettarle - ha detto Armstrong -. Ma ci sono eccezioni e questa regola non fu applicata per il ritorno di Cipollini. Se non potessi correre in Australia, magari andrei in Qatar, oppure farei un ritiro prima del Giro di California. E a marzo vorrei disputare la Parigi-Nizza... Ma sono fiducioso che la situazione si risolva".
POLEMICA - Intanto l’ex patron del Tour, Jean Marie Leblanc, si è detto scettico sull’opportunità di questo rientro. E resta aperto il caso-Contador, (ex?) leader indiscusso dell’Astana e fresco di titolo della Vuelta, dopo il Tour 2007 e il Giro 2008. Per lui Armstrong è un idolo ma sarebbe stato meglio che fosse restato idolo e basta: di compagni di squadra così ingombranti non sentiva il bisogno, le offerte non gli mancano (l’ultima un "assegno in bianco" della Columbia), vuole andar via. Ma ha un contratto fino al 2010 con l’Astana, senza clausole rescissorie: se vorrà romperlo, è lecito pensare che della faccenda dovranno occuparsi anche i tribunali.
da La Gazzetta dello Sport
a firma di Ciro Scognamiglio
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