Reverberi "comanda": è ora di vincere il Cimurri

| 23/09/2008 | 13:24
Due, come i piazzamenti ottenuti nelle tre precedenti edizioni del Memorial Cimurri – Gran Premio Bioera. Due, come il numero che identifica il posto d’onore, bellissimo in qualsiasi occasione, ma agrodolce se pedali sulle strade di casa e il sogno è solo uno: vincere. Lo pensa e lo dice, come nel suo stile, Bruno Reverberi, Team Manager e anima storica della CSF Group Navigare, la squadra reggiana, guidata insieme al figlio Roberto, Direttore Sportivo, che sabato 4 ottobre riproverà a sbancare la quarta edizione di una corsa cresciuta a tutta velocità: «E proprio per questo - attacca Reverberi - si fa sempre più dura vincere. Altro che passerella o esibizione come qualcuno pensava il primo anno, il Cimurri è diventata in fretta una corsa dove tutti vogliono fare bene e corrono per essere protagonisti. Certamente noi lo siamo sempre stati nelle scorse edizioni, con due secondi posti, ma adesso sarebbe ora di tagliare per primi il traguardo. Puntiamo soprattutto sui giovani, come Finetto e Richeze, che stanno ottenendo risultati importanti, ma il problema è che tanti corridori vengono a Reggio con il nostro stesso obiettivo, chi perché deve ancora trovare un contratto per l’anno prossimo, chi perché vuole ottenere un grande risultato a fine stagione. Il percorso lo conosciamo bene e le difficoltà non mancano, a cominciare dai Pavulli. Credo che la novità di Montericco servirà invece più per lo spettacolo che per una vera selezione tra i corridori. Comunque bisognerà andare forte per essere davanti alla fine». Bello e impossibile. Fino ad oggi è stato così il Memorial Cimurri per il team dei Reverberi, che sull’appeal dell’evento hanno le idee chiare: «C’è poco da fare - assicura Bruno - quando si mettono in campo tutti i mezzi per fare le cose per bene, il risultato è assicurato. L’organizzazione di questa corsa se la sognano quasi tutte le altre in Italia, siamo a livello del Giro d’Italia. Con queste premesse era inevitabile che la gara diventasse sempre più importante ed ambita, anche se, onestamente, nemmeno io pensavo, nel 2005, che soltanto quattro edizioni dopo saremmo stati già a questo livello. Poi la nostra gente ha una passione immensa per il ciclismo e lo spettacolo di pubblico sulle strade, soprattutto in salita e in centro a Reggio, rende il tutto ancora più affascinante». «È una gara dal valore tecnico altissimo» gli fa eco il figlio, Roberto Reverberi, «e il fatto che tanti big del pedale vi partecipino, a soli sei giorni dalla prova in linea di Varese e il giorno prima dello storico Giro del Lazio, credo sia anche un segno di riconoscimento per quello che la famiglia Cimurri ha fatto e continua a fare per il ciclismo». Il 4 ottobre sarà ancora una grande festa per tutti i reggiani, anche perché la gente non si allontana dal ciclismo, nonostante il doping resti una macchia pesante su questo sport: «La vicenda Sella ci ha colpito direttamente - confessa Bruno - e non posso dire di non essermi sentito tradito. Ma la verità, per quanto brutta, è che ho smesso da un pezzo di mettere la mano sul fuoco per i corridori e, forse, anche il pubblico ha smesso di sorprendersi perché sa che il fenomeno è sempre esistito. Però anche la gente si è resa conto che negli ultimi anni si è imboccata la strada giusta per affrontarlo seriamente, ad esempio, con l’obbligo di reperibilità per i controlli a sorpresa. Solo con queste misure serie il ciclismo potrà ritrovare vera credibilità e recuperare la fiducia anche degli sponsor».
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