Armstrong, deluso, pronto a collaborare con i giudici francesi

| 21/01/2005 | 00:00
L'indagine preliminare a carico di Lance Armstrong riguardo l'eventuale uso di sostanze dopanti aperta dai magistrati francesi potrebbe chiudersi immediatamente a causa delle rivelazioni della stampa che avrebbero compromesso le indagini. E' quanto ha spiegato Philippe Trouyet, commissario della polizia giudiziaria di Annecy, che ha anche annunciato la prossima chiusura delle indagini. Gli investigatori avevano puntato il loro obiettivo sulle dichiarazioni rilasciate dall'ex massaggiatrice di Armstrong, Emma O'Reilly, ad un magistrato francese prima dell'ultimo Tour de France. Le rivelazioni di ieri del quotidiano 'Le Parisien' raccontavano di un particolare interesse della polizia riguardo un osteopata ed un dietologo residenti nella zona delle alpi francesi. Trouyet ha spiegato che le anticipazioni del giornale avrebbero ormai messo i medici in guardia. "Sarebbe difficile cercare qualcuno o qualcosa nella sua casa nei prossimi mesi quando questa persona sa di essere sotto sorveglianza", ha detto il commissario. Da parte sua, Lance Armstrong è pronto a collaborare con la procura francese di Annecy. ''Sono disponibile a incontrare gli investigatori in ogni momento e in ogni luogo. Voglio chiarire una cosa: credo in una competizione pulita e leale. Come ho detto in altre occasioni, non prendo e non ho mai preso nessuna sostanza illecita. Gli investigatori possono verificare tutti i controlli a cui sono stato sottoposto nella mia lunga carriera. In nessun caso sono risultato positivo, solo lo scorso anno sono stato controllato 22 volte. A marzo correrò la Parigi-Nizza, sono sicuro che il mio nome uscirà pulito da questa vicenda e che correrò ancora molti anni in Francia''. Lance Armstrong e' pronto ad essere ascoltato dal giudice francese che ha aperto un'inchiesta sulle accuse di doping contenute nel libro 'L.A. Confidential: i segreti di Lance Armstrong', uscito la scorsa estate alla vigilia del Tour de France. In un comunicato diffuso da una agenzia di relazioni pubbliche, il campione americano di e' detto ''deluso'' per non essere stato interpellato dal procuratore di Annecy Philippe Drouet prima che venisse aperto il fascicolo, ma ha pure sostenuto di essere ''sicuro di uscire pulito'' dai sospetti di doping. Icona mondiale della lotta contro il cancro, ex campione del mondo (1993), vincitore di sei consecutive edizioni del Tour de France, Armstrong e' di gran lunga il ciclista piu' popolare del mondo. Ma la sua immagine e' stata non poco incrinata dalla pubblicazione del libro scritto da David Walsh, firma del 'Sunday Times', e da Pierre Ballester, ex giornalista de 'L'Equipe'. Nel libro viene citata la testimonianza di Emma O'Reilly, ex massaggiatrice di Armstrong che racconta - tra l'altro - fatti relativi al Giro d'Olanda 1998 e al Giro del Delfinato 1999, quando l'americano le avrebbe rivelato di avere l'ematocrito 'basso' aggiungendo che avrebbe rimediato facendo ''come fanno tutti''. Nel comunicato di oggi Armstrong dice: ''Sono deluso per la decisione del giudice di aprire un'inchiesta senza avermi prima ascoltato. Mi rendero' disponibile ad incontrare gli inquirenti in qualsiasi momento e ovunque vorranno. Li invito anche a considerare nel dettaglio la storia dei mie controlli antidoping. Solo lo scorso anno sono stato sottoposto a test per 22 volte''. L'americano, che nei mesi scorsi ha lasciato intendere di non aver intenzione di correre il prossimo Tour de France, e' tra gli iscritti della Parigi-Nizza in calendario a marzo prima della Milano-Sanremo. Quella di Annecy e' la settima inchiesta a carico del texano. In Italia e' indagato a Lucca per violenza privata contro Filippo Simeoni (testimone chiave nel processo che ha portato alla condanna di Michele Ferrari, il medico che e' anche preparatore dell'americano) e a Latina per diffamazione; in Francia, oltre all'inchiesta di Annecy, e' in corso il procedimento per diffamazione intentatogli dallo stesso Simeoni; negli Stati Uniti e' in causa con un ex assistente per un mancato pagamento di 500.000 dollari mentre una assicurazione ha bloccato, per le inchieste doping, il pagamento di 5 milioni di dollari per le vittorie al Tour de France. In compenso Armstrong ha vinto a Londra la causa contro gli autori la pubblicazione da parte del 'Sunday Times' di ampi stralci del libro 'L.A. Confidential', ma il giornale ha fatto appello.
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