| 10/09/2008 | 18:38 Sarà Franco Pellizotti il capitano della Liquigas che si appresta a partire verso est. Destinazione: Tour de Pologne. Il nome di lusso scelto dal team, affiancato ad una squadra tosta e affiatata, esprime al meglio le intenzioni dei verde-blu. «Ci sono tutti i presupposti per far bene» commenta il direttore sportivo Mario Chiesa «e la determinazione di Pellizotti sarà fondamentale per raggiungere degli obiettivi importanti. Franco avrà vicino una squadra esperta e potente, adatta agli impegnativi tracciati polacchi. Una bella corazzata, insomma, con la quale puntiamo ad essere protagonisti pure nella classifica a squadre».
Il “Delfino di Bibione” arriva a questo appuntamento dopo una stagione ricca di soddisfazioni. In primis, il quarto posto al Giro d’Italia con una strepitosa vittoria nella crono-scalata di Plan de Corones e quattro giorni in maglia rosa. Poi, la chiamata in azzurro per le Olimpiadi. E ora la ricerca della seconda convocazione per i Mondiali di Varese, partendo proprio dalla Polonia. «La condizione fisica è molto buona» afferma Pellizotti. «Il Giro di Polonia è una corsa insidiosa dove bisogna essere sempre concentrati. Più la gara sarà dura, più mi troverò a mio agio: punterò a fare la differenza nelle tappe di montagna. Correrò al massimo delle mie possibilità per vincere e per convincere Ballerini a portarmi a Varese».
I principali scudieri selezionati da Chiesa e Paolo Slongo saranno Aliaksandr Kuchynski, Vladimir Miholjevic e Kjell Carlström (già presenti anche al Giro), Mauro Da Dalto e Alberto Curtolo. Il brasiliano Murilo Fischer sfrutterà le doti di “ruota veloce” negli arrivi in volata, mentre il promettente corridore di casa Maciej Bodnar sarà “l’uomo in più”. «Correre sulle strade di casa gli darà delle motivazioni speciali» aggiunge Chiesa. «Già nella Classica di Amburgo di domenica ha dimostrato di essere in forma: se ci sarà l’occasione, cercheremo di dargli spazio per permettergli di raccogliere una soddisfazione personale». Quest’anno Bodnar ha già ben figurato nella sua terra, dove ha colto un secondo posto nella cronometro ed un terzo nella prova in linea dei campionati nazionali. «E’ un giovane molto interessante ma a 23 anni è giusto che gli venga riconosciuto il tempo di crescere senza fretta e senza eccessive pressioni» conclude Chiesa.
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