PRUDHOMME. «TOUR PER EVENEPOEL? LE CRONO PIU' LUNGHE FAVORISCONO UNA CORSA PIU' EQUILIBRATA»

TOUR DE FRANCE | 23/10/2026 | 08:30
di Francesca Monzone

L'argomento cronometro del Tour de France è sempre molto caldo: ne abbiamo parlato anche noi sul numero di settembre di tuttoBICI e poi su queste pagine. Christian Prudhomme, numero uno del Tour de France, ieri ha risposto a molte domande che la stampa gli ha fatto e tra queste una riguardava le due tappe a cronometro della prossima edizione, viste da qualcuno come un possibile vantaggio per Remco Evenepoel. 


Settantuno chilometri a cronometro, è il totale più alto dal 2012.  La scelta del percorso del Tour de France 2027 riporta al centro una domanda: le due prove contro il tempo sono state pensate per Remco Evenepoel? Christian Prudhomme, direttore della corsa, ha risposto senza troppi indugi: «Il Tour non si costruisce guardando alle caratteristiche di un singolo atleta, ma a quelle di diverse tipologie di corridori».


Di esempi la storia del Tour ne ha molti e Prudhomme ne ha citati alcuni, per poi tornare al cernto della domanda. «Negli ultimi anni il tracciato aveva offerto più occasioni agli scattisti, i cosiddetti attaccanti, ma questa volta sarà diverso». In questa edizione, gli organizzatori hanno voluto valorizzare anche i grandi specialisti delle cronometro. Evenepoel, campione europeo, mondiale e olimpico della disciplina, è il nome più evidente, ma non l’unico: Prudhomme ha citato anche Paul Seixas e ricordato che Tadej Pogacar è capace di brillare su ogni terreno.

Il percorso prevede due prove individuali: 38,3 chilometri pianeggianti nella cronometro dei castelli della Loira e 33 chilometri a Tolosa. La seconda prova, lungo la Garonna, nasconde una sorpresa a circa due terzi del tracciato: una salita di 800 metri con pendenza media superiore al 12% e rampe iniziali che arrivano al 20%. «È un dettaglio che richiama il duello tra lo scalatore Federico Bahamontès e il passista Jacques Anquetil: a ciascuno il proprio terreno, con la possibilità di guadagnare e poi recuperare».

Ma Prudhomme non si aspetta che il percorso, da solo, ridisegni i rapporti di forza. L’esperienza del pavé e delle strade sterrate insegna che, quando la corsa si fa più selettiva, i campioni tendono a emergere ancora di più. Su quelle strade, ricorda, si è vista una fuga a tre con Pogacar, Jonas Vingegaard ed Evenepoel. «Qualche anno fa abbiamo inserito dei tratti in pavé. E cosa è successo? Abbiamo visto una fuga a tre. In sostanza, quando il percorso diventa più selettivo o si introducono elementi inediti, i migliori emergono ancora di più. Potrebbe accadere di nuovo: magari sarà proprio Tadej Pogacar a vincere entrambe le cronometro del prossimo Tour de France. Chi può dirlo?».

La domanda, allora, non è soltanto chi potrà approfittare dei chilometri contro il tempo. È piuttosto: le due cronometro basteranno ad accendere un confronto più aperto prima delle montagne? Prudhomme non esclude che Pogacar possa vincerle entrambe; ma il disegno del 2027 offre anche agli specialisti l’occasione di mettere alla prova i grandi scalatori sul loro terreno. E, dopo anni in cui gli stessi nomi hanno dominato su percorsi diversi, è proprio questo equilibrio a rendere la sfida più intrigante.


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COMMENTI
E se ne accorge adesso?
23 ottobre 2026 14:41 pickett
Dopo aver rovinato una dozzina di edizioni del Tour,questo emerito somaro si accorge che le crono rendono la corsa + equilibrata e interessante.Cioè scopre l'acqua calda.Félicitations.Mi viene in mente la famigerata regola del "golden goal" nel calcio;dopo aver rovinato dieci anni di competizioni calcistiche si accorsero che avevano combinato una cag...a.

Equilibrio
23 ottobre 2026 16:28 Thelonious
Le crono rendono più equilibrata la corsa? Strano: ai tempi di Indurain tutti ma proprio tutti dicevano il contrario. Qua mi sà che ognuno si rigira la frittata come gli pare, a seconda delle proprie simpatie e delle proprie convenienze. I classici due pesi e due misure, o peggio.

Thelonius
23 ottobre 2026 17:42 Hal3Al
esattamente quello che penso anch'io.
Vedasi questo articolo per rinfrescare la memoria nel caso.
https://www.tuttobiciweb.it/article/2026/09/23/1790155319/ciclismo-tour-de-france-pogacar-cronoprova-storia-del-ciclismo

Proposta
23 ottobre 2026 17:52 AIbertone
perché, per favorire il buon Remco, non introducono una regola per vietarlo a Pogacar, Del Toro, Seixas. E magari anche un limite di velocità in salita già che ci siamo.

Ai tempi di Indurain
23 ottobre 2026 23:50 pickett
a rendere quei Tour poco equilibrati non era la presenza delle crono,ma l'assenza delle salite.Parlo di alcune edizioni,non di tutte,attenzione.Il Tour del 94 aveva un percorso perfetto,gli altri 4 vinti da Indurain erano troppo facili.Il prossimo Tour vedrà pochi km a cronometro,poche montagne,e un'orgia di tappe di trasferimento da sbadigli.

per pickett
24 ottobre 2026 09:26 AleC
L'effetto di più o meno crono varia anche a seconda dell'epoca. Quando c'erano squadre tipo Sky in grado di tenere chiusa la corsa anche in tappe durissime, la crono diventava una pietra tombale sull'ambizione di qualsiasi scalatore. Poi nel togliere km a crono si è andati troppo oltre, sono d'accordo.
Oggi è tutto diverso e un po' di crono creerà (spero) contrasto Evenepoel vs Pogacar e Seixas.

Crono
24 ottobre 2026 23:43 Ricky69
C'È sempre da ricordare che il 5% di differenza di velocità tra crono e salite fa' si che x compensare 30' di un arrivo in salita 8% serva una crono di 60' minuti........percio' uno forte a crono deve andar forte anche in salita x vincere.

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