"Forse sono partita un po' troppo presto, peccato. Ci credevo, all'oro. Ma è un argento pesante, questo". Raggiante in sala stampa, Matilde Rossignoli sfoggia la medaglia appena conquistata e sorride. Anche con gli occhi. Da pochi minuti seconda al mondo, tiene insieme con grande lucidità il focus sull’andamento della corsa, senza però disdegnare la proiezione futura: “sì, il prossimo anno farò parte della devo di Lidl Trek” - annuncia la 18enne di Bedizzole, provincia di Verona, studentessa al Liceo Linguistico, nata ciclisticamente nelle file del Bovolone.
“Un bel modo per iniziare a livello di gioco, alle soglie della categoria esordienti, prima di approdare in una realtà strutturata che ci mette nelle condizioni di dare il meglio”.
E lei il meglio lo ha dato: “la vittoria di Cittiglio mi ha fatto capire molto sulle mie potenzialità, anche se la pista era e resta un altro contesto al quale tengo molto, la sento mia e nostra quando penso alle esperienze in azzurro. Oggi era un tipo di percorso nervoso, con strappi brevi, adatto alle mie caratteristiche. Eravamo un gruppo forte, ci siamo aiutate a vicenda e poi è scoccato il mio momento”.
Adesso si gode quel podio denso di significato: “e domani faccio il tifo per Elisa Longo Borghini, che ho avuto modo di conoscere nel gruppo crono: è un punto di riferimento per tutte noi”. Poi, sul fatto di essere figlia d’arte: “non penso aiuti direttamente, anche se avere mio padre tuttora nell’ambiente ciclistico è un privilegio. Una condivisione continua”:

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