Il Tour de France Femmes terminato domenica ha riacceso il dibattito sulla durata dei Grandi Giri al femminile. Dieci tappe? Due settimane? Tre, come tra gli uomini? Con o senza giorno di riposo?
Iniziamo l’analisi dal 2022 (stagione in cui Amaury Sport Organisation ha fatto rinascere il Tour): notiamo che la corsa francese è passata da otto tappe nell’edizione vinta da Van Vleuten alle nove frazioni di quest’anno. Il Giro d’Italia – con diverse denominazioni e organizzazioni – è passato dalle dieci giornate di gara di quattro anni fa alle nove di questa stagione. La Vuelta Espana Femenina, invece, nello stesso periodo di tempo è passata da cinque a sette dopo le otto dell’edizione 2024.
In questi giorni diverse atlete sono intervenute ad alimentare il dibattito. Sollecitata dai colleghi francesi, Cédrine Kerbaol ha affermato: «Sarei contenta se il nostro Tour de France fosse già di tre settimane. Le mie compagne però non condividono questa mia opinione e, siccome ho bisogno del loro aiuto nelle gare che affrontiamo, forse è il caso di procedere per gradi. Magari portarlo ad una durata di due settimane nelle prossime edizioni sarebbe un buon passo avanti».
Ha invitato a fare le cose gradualmente anche Elena Cecchini che, domenica ai microfoni di Eurosport ha detto: «Ci sarà sicuramente bisogno di avere più tappe in futuro, ma piano piano. Stiamo già facendo tanti passi in avanti, giusti, ma ci vuole del tempo per consolidarli».
La friulana della SD Worx Protime, al suo ultimo Tour de France della carriera, ha anche dichiarato: «Se ci saranno più tappe, ci sarà anche bisogno di giornate più tranquille. E poi sarebbe bello avere una tappa finale per celebrare la maglia gialla, un po’ come succede tra gli uomini».
Non ha mancato di far sentire la sua voce neppure la direttrice del Tour de France Femmes Marion Rousse che, pur non parlando espressamente di numero di tappe, ai colleghi di RMC ha detto: «Ogni anno il Tour de France Femmes alza l’asticella. È incredibile il ritmo di crescita della nostra corsa e il successo popolare che sta avendo».
E ancora: «Sono convinta che potremmo fare un Tour de France Femmes dal percorso ancora più duro, le atlete sarebbero in grado di affrontarlo ma non sono favorevole ad un continuo aumento di difficoltà. A volte inasprendo il percorso si “uccide” la suspense, perché tutte le atlete si controllano. Non c’è per forza la necessità di fare di più».
Il confronto continua e continuerà, così come l’evoluzione del ciclismo femminile. Intanto si fanno più insistenti i rumors secondo cui l’edizione 2027 del Tour de France Femmes potrebbe avere delle tappe in più rispetto a quella appena andata in archivio.