QUESTIONE CALENDARIO: ROODHOFT INVOCA UN AMPLIAMENTO MA LE GARE INTANTO CONTINUANO A SPARIRE

DONNE | 10/08/2026 | 08:35
di Federico Guido


Gli investimenti nel ciclismo femminile sono diventati troppo ingenti per potersi accontentare del calendario attuale”: è con questa dichiarazione che Philip Roodhoft, Team Manager di Alpecin e Fenix-Premier Tech, ha rilanciato nelle ultime ore la necessità di ampliare il numero di gare del calendario femminile, a suo avviso attualmente insufficiente per ripagare economicamente gli sforzi fatti dagli sponsor nel sostenere squadre ed atlete al centro del movimento.


Ci sono ancora troppe gare che generano un’attenzione mediatica insufficiente per giustificare gli investimenti nel ciclismo femminile” ha approfondito  Roodhoft. “Abbiamo due Grandi Giri, il Giro e il Tour, e una decina di gare di un giorno di rilievo quindi la stagione femminile consta di 25/30 giorni commercialmente interessanti. Un Grande Giro maschile dura ventuno giorni: al Tour de France Femmes sono nove. Solo nove” ha sottolineato il dirigente della formazione belga prima di spiegare ancora più concretamente cosa abbia dato vita questa situazione.

Si stanno pagando stipendi che sfidano ogni logica. Non c’è abbastanza talento per coprire tutti i posti, il che significa che le buone cicliste vengono pagate più del dovuto. Pertanto, bisogna fare qualcosa”.

Che cosa? Secondo Roodhoft, oltre a cercare di sviluppare “cicliste di maggior talento” e augurarsi che vi possa essere “più competizione negli sprint”, per cambiare lo status quo sarebbe necessario anche approntare “un calendario più ampio” con più eventi in grado di generare un ritorno, economico e non solo, valido per tutti gli attori coinvolti.

Di base, tale principio non sarebbe sbagliato ma forse, prima di pensare ad aumentare il numero di corse, sarebbe opportuno consolidare le molte che oggi, ancora faticosamente, riescono ad aver luogo e ridurre (se non addirittura portare a zero) il numero di quelle puntualmente, stagione dopo stagione, vengono cancellate, mettendo così freno a un trend che, negli ultimi quattro anni, ha preso una piega per nulla positiva.

Il ragionamento parte dalla notizia, passata assolutamente sottotraccia, dell’annullamento in queste ore del Tour of Guangxi Women, corsa che, come avvenuto nel 2023, nel 2024 e nel 2025, doveva chiudere il calendario World Tour della stagione, ruolo questo che ora dovrebbe (meglio usare il condizionale visti i tempi che corrono) essere assunto dall’altra corsa in programma in terra cinese, il Tour of Chongming Island. Anche se questo, come pare, si dovesse disputare, non può passare inosservato che due delle tre prove che, tra settembre e ottobre, avrebbero dovuto mandare i titoli di coda sul massimo calendario mondiale (il Tour de Romandie Femenin, appunto, il TOG Women) non andranno in scena e che, con esse, il dato relativo al numero totale di gare riservate alle donne cancellate in corso d’opera sarà per la quarta annata di fila superiore a quello della stagione precedente.

I numeri, infatti, non mentono: stando a quanto riportato su ProCyclingStats, ad oggi, nel 2026, sono 21 le corse programmate e poi, per svariate ragioni, depennate dal calendario, un quantitativo superiore a quello dell’anno scorso (19) che, già a sua volta, aveva ritoccato in negativo quelli delle stagioni 2024 (18) e 2023 (11). Alla luce di questa tendenza, viene spontaneo dunque pensare e augurarsi che, prima di mettere mano al programma di gare vagliando nuovi appuntamenti, probabilmente sia il caso di preservare le corse che già esistono o navigano in acque non particolarmente tranquille fornendo a organizzatori, gruppi sportivi e federazioni gli strumenti e le soluzioni che possano, logisticamente e finanziariamente, agevolare il loro lavoro rendendo così meno traballante un calendario purtroppo mai rivelatosi particolarmente stabile nell’ultimo quadriennio.


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COMMENTI
Ciclismo femminile....
10 agosto 2026 10:30 Frank46
Qui in Italia neanche fanno vedere il Tour de France femminile sulla Rai.
Se anche dalle altre parti siamo messi così cosa vuoi investire??

Poi mi risulta che ultimamente anche nelle classiche dove praticamente corrono lo stesso giorno con lo stesso finale non gli è stato dato molto spazio televisivo.

Bisogna vedere di preciso quali erano gli ascolti nelle gare femminili trasmesse dalla Rai, ad esempio il Giro Donne, cercare di capire quale fosse stato l'investimento per poterla trasmettere e capire se il prodotto purtroppo è un vuoto a perdee oppure se il problema è la Rai.

Il mondo funziona così, gira tutto attorno ai soldi, e gli stipendi di chi fa certi sport e quindi i budget delle squadre ma anche i premi che ricevono in denaro le atlete, devono aumentare in base al profitto che un certo sport riesce a generare. Se lo si fa per cercare di equiparare uomini e donne ne viene fuori un sistema che collasserà su se stesso.

E' come quando ci si lamenta del fatto che nel calcio anche le mezze seghe riserve in serie dilettanti vengono pagate meglio di alcuni grandi campioni di sport in cui gli atleti per campare gli atleti devono fare altri lavori.

Se si vuole fare in modo che il ciclismo femminile conti davvero bisogna partire innanzitutto dalla comunicazione. Non c'è mai una notizia che riguarda il ciclismo femminile durante i notiziari, si fanno vedere pochi eventi sulla Rai e non c'è mai un minimo di pubblicità.

Così si rischia di avere un ciclismo femminile a due velocità. Nelle poche nazioni dove daranno il giusto spazio al ciclismo femminile il movimento sarà sostenibile, nel resto del mondo no. Un pò come nel ciclocross. In Belgio e in Olanda ci tengono e le loro squadre hanno budget elevati, gli eventi hanno molto seguito di pubblico sia in tv che in loco e i ciclisti sono invogliati a continuare a dare tutto per il loro sport. Nel resto del mondo viene visto come uno sport minore e nessuno ci investe.

Frank46
10 agosto 2026 11:27 Albertone
"E' come quando ci si lamenta del fatto che nel calcio anche le mezze seghe riserve in serie dilettanti vengono pagate meglio di alcuni grandi campioni di sport in cui gli atleti per campare gli atleti devono fare altri lavori.
"
Cominciamo a fare un elenco con nomi e cognomi di atlete che hanno ZERO risultati ma di cui si parla in quanto stelline social.
Cosa che nel mondo maschile è assente : o fai risultati o sei fuori.
Lo stesso Roodhoft, che fesso non è, capisce che un Tour di 9 tappe è ben poco per battere cassa.

e aggiunge "“Si stanno pagando stipendi che sfidano ogni logica. Non c’è abbastanza talento per coprire tutti i posti, il che significa che le buone cicliste vengono pagate più del dovuto. Pertanto, bisogna fare qualcosa”."

Parole che suonano da monito
Il livello è alto per ciò che concerne la battaglia del risultato, ma spesso si vedono azioni

Come negli uomini
10 agosto 2026 11:35 lupin3
O pensate che il carrozzone attuale continuerà a navigare in acque dorate? Lasciando perdere il caso limite italiano, dov'è il ciclismo non esiste più, l'interesse sta scemando un po' ovunque, mentre i costi lievitano e basta

Lupin3
10 agosto 2026 12:56 Albertone
Io tra gli uomini, non ho mai letto una frase cosi .La ripubblico perchè qualche sveglione che non leggerà l'articolo, vede le foto e commenta. e aggiunge "“Si stanno pagando stipendi che sfidano ogni logica. Non c’è abbastanza talento per coprire tutti i posti, il che significa che le buone cicliste vengono pagate più del dovuto. Pertanto, bisogna fare qualcosa”."

@Albertone
10 agosto 2026 14:20 Frank46
Sono d' accordo con te, ma che per caso sei l' Alberone originale? 🤣

Comunque al di là di questo , credo che fare correre le donne lo stesso giorno e sugli stessi finali di gara delle corse più importanti al mondo sia l' ideale, però le TV per i diritti si devono prendere tutto il pacchetto e anche alle donne deve essere dato il loro spazio.

Io personalmente credo proprio che le donne potrebbero benissimo correre tutte e 21 le tappe. Quello che cambierà sarà la media di gara e per aiutarle le tappe dovranno essere fatte solo sul finale.

Ma che GT sono se sono di 9 tappe?

Io sono sicuro che in tutti questi anni potremmo anche aver visto qualche dominatrice di GT che se avessero davvero corso delle grandi gare a tappe avrebbero ottenuto risultati ben diversi.

Se fai 9 tappe, oltretutto su chilometraggio molto ridotti, vai a favorire le atlete più esplosive.

Come si fa ad essere certi che una Niewiadoma o una Longoborghini alla lunga non riuscissero a reggere meglio di una Vollering. (Probabilmente no, però vallo a sapere...).

Come si fa a sapere se una Vos al suo apice poteva realmente reggere 3 settimane di gara? In questo caso il mio dubbio sarebbe anche più grosso tra l' altro.

La realtà è che stanno correndo delle Tirreno Adriatico, dei Giri del Delfinato e delle Volta Catalugna mascherate da Giro , Tour e Vuelta..

Se vediamo al ciclismo maschile la storia è piena di corridori fenomenali in queste gare di una settimana o poco più ma che di GT non ne hanno mai vinti.

Con questo non voglio sminuire le cicliste, non è certo colpa loro se la situazione è questa e loro danno il loro massimo nelle gare che possono correre, però credo che un giorno anche nel ciclismo femminile i GT avranno quantomeno due settimane di gara, io auspico proprio che in futuro correranno Giro, Tour e Vuelta in contemporanea con gli uomini e sugli stessi finali di gara.

Il sesso è un limite sulle performance pure, ma nulla vieta che con i loro tempi possano a tutti gli effetti correre dei veri GT anche le donne.

Frank46
10 agosto 2026 14:46 BuIlet
anche qui vedo scambiata causa con effetto, come per il giro che è meno famoso del tour solo perché non se ne parla abbastanza. Il ciclismo femminile non è uno spettacolo su cui le aziende hanno interesse a investire perché non genera grandi guadagni. Ma l'idea non può essere: spendo soldi e lo pubblicizzo tanto così poi girano i soldi. È uno sport minore, resta minore e quindi con meno visibilità e appetibilità. Non c'è tradizione, non c'è lo spettacolo assoluto del ciclismo maschile. Corrono più piano, fanno meno km. Assomiglia alle categorie giovanili del ciclismo. I soldi vanno dove c'è il massimo dello show. Da sempre e in ogni sport.

Frank46
10 agosto 2026 14:56 Albertone
Sono l'originale. Il clone si è loggato sotto...

Bullet
10 agosto 2026 15:23 Stef83
Lo hai seguito il Tour Donne?
Dimmi che è stato più spettacolare quello degli uomini.... chiuso alle seconda/terza tappa!


Bullet
10 agosto 2026 15:29 Frank46
Ti ho fatto l' esempio del ciclocross, è visto come uno sport minore in tutto il mondo tranne che in Olanda e Belgio e lì ci investono molto e anche i loro team pagano bene e le gare hanno tanto seguito.

Io ho detto. Vediamo che seguito ha avuto il Giro donne. Tra le cose sportive che manda la Rai probabilmente è stata tra quelle con più seguito. Allora mi chiedo, il problema è perché chiedono troppo per i diritti TV?

Poi te mi parli di spettacolo. Quando ho visto delle gare femminili non all' altezza l' ho scritto, ma spesso si vedono anche delle grandi gare. Un esempio è stato il Tour appena concluso che a mio avviso a livello di spettacolo l' ho preferito al Tour maschile. Poi come detto 9 tappe hanno ben poco di un GT.

Se penso invece al ciclismo di qualche anno fa lo spettacolo te lo potevi vedere solo nelle corse femminili perché in quelle maschili vedevi solo dei trenini.

Quindi non si perché dai per scontato che il ciclismo femminile debba per forza essere meno spettacolare di quello maschile. Dipende.

Stef83
10 agosto 2026 15:45 BuIlet
il concetto è che la gara degli allievi può essere la più combattuta del mondo ma rimane un evento di interesse marginale. Questo vale anche per il ciclismo femminile ed è un fatto. A prescindere da gusti personali o da ragioni etiche, così come alcuni sport sono più importanti di altri e attirano quindi più soldi. Buono o cattivo è la legge del mercato che governa ogni attività nella nostra società. Fare i romantici o gli idealisti non cambia le cose. Non c'è ricetta che possa portare il tour femminile al livello di interesse di quello maschile perché sono due competizioni di livello diversissimo per loro natura.

Bullet e Frank46
10 agosto 2026 16:22 GianEnri
Il commento di Bullet non fa una piega. La realtà del ciclismo femminile è questa. Da quando ero nello staff di una piccolissima squadra elite femminile solo nel 2003 tantissime cose sono cambiate ma a mio modesto parere la differenza tra le più forti e il resto del gruppo è ancora alto. Lo so vede dagli ordini di arrivo. Pertanto Frank come puoi pensare a un giro di 21 giorni? Impossibile per i costi e organizzazione e soprattutto per il livello atletico delle partecipanti.

Bullet
10 agosto 2026 16:30 Stef83
....e ci può stare il tuo discorso, ma è pur vero che negli ultimi anni il ciclismo femminile è crescicuto sempre più, e basta vedere le aziende di bici,abbigliamento ecc ecc quanto ci investono, e se si studiano i dati, si vede quanto siano cresciuti i numeri delle prestazioni di queste Atlete. A mio avviso se si continua così, si potrà arrivare a livelli di visibilità molto vicini agli uomini(guarda lo sci,o la pallavolo)

Stef83
10 agosto 2026 17:04 GianEnri
Lo sci e la pallavolo hanno in percentuale molti più numeri delle praticanti e spettatori di genere femminile del ciclismo agonistico.

Realtà
10 agosto 2026 17:33 Craven
Il ciclismo femminile doveva restare in firma semi-dilettantistica come fino a qualche anno fa, e chi non lo capisce amen.

Per Gian Eri e Bullet
10 agosto 2026 17:47 Frank46
Per Bullet, non esageriamo chi ha parlato del fatto che il Tour femminile deve essere portato agli stessi livelli di quello maschile?

Se hai letto il mio post ho detto in buona parte ciò che hai detto te, ovvero che il ciclismo femminile rischia di collassare e che le atlete vengono pagate troppo per ciò che generano a livello di profitto le loro corse.

Ho aggiunto però che probabilmente a livello di ascolti non è che viene proprio seguito da 4 gatti e che a meno che non chiedano troppo per i diritti TV avrebbe senso farli vedere certi eventi. Voglio dire un Tour femminile avrà più ascolti dei mondiali di billiardo no?

Ho anche aggiunto che la concomitanza dello stesso evento tra uomini e donne ha molto senso e che le emittenti che vogliono trasettere l'evento devono essere obbligate a dare spazio anche all'evento femminile.

Per GianEri invece; ho paventato l'ipotesi di estendere i GT a 21 tappe e di fare come si sta facendo negli ultimi anni nelle grandi classiche facendole correre gli stessi giorni e sulla parte finale dei percorsi...
Sempre che ciò serva anche a dargli visibilità perchè se si fa così e poi non si fa vedere nulla di ciò che è successo tra le donne non ha senso.

GianEri mi fa due osservazioni, una in parte condivisibile l'altra meno.

Parto da quella meno condivisibile... Parla dei costi elevati per poter disputare 21 tappe. In verità uno dei motivi di fare gli eventi in concomitanza è quello di abbattere i costi, quindi da quel punto di vista la cosa farebbe solo che bene.

L'altra osservazione la trovo in parte condivisibile ma negli ultimi anni le cose sono cambiate di molto.

Fino a pochi anni fa le vedevi passeggiare per quasi tutta la corsa. Passeggiavano perchè c'erano 3/4 campionesse molto forte e 1/2 luogotenenti discrete e poi per il resto il livello era quello che era. Quindi partiva una fuga con atlete non proprio fenomenali, il gruppo passeggiava perchè quello era il livello delle gregarie e la fuga prendeva subito 5/6 minuti nonostante non viaggiasse a chissa che velocità, e poi sistematicamente quando sembrava troppo tardi in pochi km grazie alle 2 luogotenenti discrete e alle 3/4 capitane forti le riprendevano.

Oggi questo scenario tattico capita molto più raramente nelle corse importanti, che siano grandi classiche o GT.

Le squadre riescono ad organizzarsi meglio e anche tra coloro che vanno in fuga da lontano ci sono più atlete in grado di avere performance interessanti.

Però sul fatto delle 21 tappe così de botto forse sarebbe un pò un azzardo e ancora non sono pronte.. Ma due settimana di gara si, e se quelle due settimane di gara le metti in concomitanza con gli eventi sportivi le puoi vendere più facilmente alle TV e puoi abbattere i costi. Ovviamente non si devono lamentare che vogliono avere le stesse paghe , gli stessi premi ecc ecc perchè il grosso degli ascolti li trainerebbero comunque gli uomini attualmente.
Però intanto molte più persone le vedrebbero e tanti si appassionerebbero. Perchè se mettiamo da parte i nostri preconcetti e le vediamo correre come hanno corso al Tour ma anche in altre importanti gare allora le vedremmo con un altro occhio. A me non frega niente che una determinata salita il record a livello maschile è di 7 minuti inferiore. Io ho visto un ciclismo di livello in molte corse, e sta mania del dover fare i confronti non serve a niente. Nessuno ha detto che bisogna portarlo al livello del ciclismo maschile, ma vedrai che più importanza gli dai più iscritte inizierai a vedere anche trai giovani.

I giovani spesso si affacciano allo sport quando hanno qualcuno da idolatrare. Noi in Italia abbiamo Longo Borghini che è fortissima, non credi che se a livello mediatico gli si dava più importanza ci sarebbero state anche più ragazzine che si affacciavano al ciclismo?

Perciò faccio il paragone con il ciclocross.. Vai in Olanda e Belgio e troverai un sacco di ragazzini che si affacciano al ciclocross e che vorrebebro diventare campioni di ciclocross, vai negli altri paesi e non ci sono iscritti.
Conta eccome come si promuove uno sport.

Frank
10 agosto 2026 18:10 Craven
Ma se in Italia non c'è un grosso sponsor, ci sono due corridori di livello in croce, mi spieghi perché i media dovrebbero investire soldi per dare più visibilità? Il sistema sportivo che comanda, alias CONI, ha puntato su sport olimpici per le medaglie, atletica, nuoto, sci e tennis, e la tv, soprattutto quella di stato, giustamente ci va dietro.

Craven
10 agosto 2026 19:17 Stef83
Cosi dimostri di vivere nel medioevo....
Ti piacerebbe che tua moglie al lavoro ci andasse senza nessuna tutela???
Tipo resta incinta e gli dicono: pazienza, problemi tuoi ciao....
Io nn ho parole...spesso ti hanno attaccato, e comincio a credere che abbiano fatto bene...

Ba!!
10 agosto 2026 19:28 Ricky69
Se molte squadre WT hanno anche la controparte femminile vuol dire che la visibilità nn è poi così male.Certo nn si può paragonare agli uomini ma il livello si è alzato notevolmente .

Anni 90
10 agosto 2026 20:54 Cyclo289
L'allora Tour de France arrivava a 15 giorni di corse e per me portare i grandi guri femminili ad almeno 12-13 tappe (con al limite due giorni di riposo) sembra doveroso.

Cyclo289
11 agosto 2026 09:32 Frank46
Non riesco a capire a cosa ti riferisci? Ti riferisci al Tour de France femminile?

Io sinceramente all'epoca non lo guardavo.
Ho trovato in effetti che addirittura negli anni 80 sono arrivati a fare 18 tappe al Tour de France femminile, e all'epoca penso proprio che il livello fosse più basso di oggi che ci sono le formazioni world Tour che hanno anche squadre femminili e girano più soldi.
Negli anni 90 invece sembrerebbe che variavano dalle 9 alle 12 tappe.

Craven
11 agosto 2026 09:39 Frank46
L'italia nel ciclismo femminile per tantissimi anni è stato il più grande e vincente movimento dopo l'Olanda e abbiamo vinto svariati mondiali e tantissime medaglie tra olimpiadi e mondiali.

Se si può parlare degli Europei di atletica si può parlare benissimo dei mondiali femminili di cilismo, del Giro Donne del Tour femminile, si può dare risalto ad una campionessa del calibro di Elisa Longoborghini e tutte queste cose sono cose a costo 0. Non è che ci vuole tanto a dare mezza notizia nei notiziari no?

Per quanto riguarda trasmettere gare come il Tour femminile penso che tuttosommato ne varrebbe la pena e che comunqueci sarebbero più ascolti della maggior parte degli eventi sportivi che propone la Rai, e più visibilità significa anche attirare più investimenti.

Frank
11 agosto 2026 13:20 Craven
Non carpisci che dietro ci sono scelte politiche, quando il ciclismo italiano femminile era molto presente come squadre e atlete era un ciclismo della tipologia di cui sopra in cui ci si poteva ancora ritagliare un certo spazio con poco, oggi è impossibile è come investimento pubblico basta molto meno per portare medaglie da sport minori in cui basta un gruppo ristretto selezionato.

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