MERLIER. «UNA VITTORIA BELLISSIMA, CON UNA DEDICA SPECIALE...»

TOUR DE FRANCE | 10/07/2026 | 18:03
di Francesca Monzone

Certe vittorie valgono più di una semplice tappa del Tour de France: quella conquistata da Tim Merlier sul traguardo di Bordeaux appartiene a questa categoria. Il velocista della Soudal-Quick Step ha firmato una volata magistrale, battendo nettamente Biniam Girmay, Søren Wærenskjold e gli altri uomini più attesi, mentre Jasper Philipsen, uno dei grandi favoriti della vigilia, ha dovuto accontentarsi del quinto posto.


Ma il successo del campione belga non è stato soltanto una dimostrazione di potenza e velocità. Dietro quel sorriso, pochi minuti dopo il traguardo, c'era un'emozione difficile da trattenere.


Con il successo di Bordeaux, Merlier ha finalmente cancellato lo zero dalla casella delle vittorie in questa edizione della Grande Boucle. E lo ha fatto confermando una statistica che racconta il suo straordinario feeling con la corsa francese.

«Mi sento molto bene. Questo è soltanto il mio terzo Tour de France e sono riuscito a vincere una tappa in ogni partecipazione. È qualcosa che mi rende davvero orgoglioso».

Numeri che certificano la crescita di uno dei velocisti più completi del panorama mondiale. La volata è stata regolata nel caos e gli ultimi chilometri sono stati tutt'altro che ordinati.

Tra continui cambi di posizione, ruote che si toccavano e velocità elevatissime, trovare il momento giusto per lanciare lo sprint non era affatto semplice. «Non so se ho calcolato perfettamente i tempi. Quando sono partito non sapevo nemmeno quanto mancasse al traguardo».

Il finale, racconta Merlier, è stato una vera battaglia. «È stato un autentico caos. Era difficilissimo trovare la posizione giusta».

Il successo porta anche la firma della Soudal-Quick Step, che ha lavorato per tutta la giornata insieme all'Alpecin-Deceuninck per neutralizzare la fuga. Un impegno che Merlier ha voluto sottolineare. «Grazie alla squadra siamo riusciti a portare a casa questa vittoria. Abbiamo fatto un lavoro straordinario.» E poi una considerazione che fotografa perfettamente l'andamento della tappa. «Dopo tutto il lavoro fatto due giorni fa e anche oggi, insieme all'Alpecin siamo stati praticamente gli unici a tirare davvero per riprendere la fuga. Sono contento che alla fine nessun'altra squadra abbia vinto».

Per trovare lo spazio giusto negli ultimi metri, Merlier ha dovuto affidarsi anche all'istinto. Per un lungo tratto è rimasto sulla ruota di Jasper Stuyven, prima di perdere il suo riferimento.

«Sono riuscito a seguirlo abbastanza a lungo, poi ho perso la sua ruota». Da quel momento è iniziata una lotta continua. «Sembrava di essere in un casinò. Venivo spinto da tutte le parti».

Il belga, però, è riuscito a mantenere la calma. «Per fortuna sono riuscito a trovare un piccolo spazio per respirare e recuperare un po'. Poi, negli ultimi seicento metri, è ricominciata la battaglia».

Con un solo pensiero in testa. «Mi sono detto che dovevo continuare a lottare fino alla fine. Sono felice di esserci riuscito». Il momento più intenso è arrivato durante l'intervista dopo il traguardo.

Quando gli è stato chiesto perché questa vittoria fosse così speciale, Merlier non è riuscito a trattenere l'emozione. «L'uomo che ha accompagnato me e mio fratello alle corse da quando avevo dodici anni sta morendo». Per qualche istante la gioia del successo ha lasciato spazio ai sentimenti. «Questa vittoria è per lui. Spero che l'abbia vista».

Parole pacate, ma capaci di raccontare quanto il ciclismo sia fatto anche di persone che lavorano lontano dai riflettori, accompagnando e sostenendo i giovani corridori nel loro percorso.

Se Merlier festeggia, a Bordeaux c'è anche chi se ne va con molti rimpianti. Jasper Philipsen, indicato tra i grandi favoriti della vigilia, non è mai riuscito a trovare il varco giusto e ha chiuso soltanto al quinto posto, al termine di uno sprint in cui è apparso meno brillante rispetto ai suoi standard. Per il belga dell'Alpecin-Deceuninck arriveranno sicuramente altre occasioni, ma questa rappresentava una delle migliori possibilità per sbloccarsi. A Bordeaux, però, il protagonista aveva un altro nome. Tim Merlier ha conquistato una delle vittorie più emozionanti della sua carriera. Lo ha fatto con la forza delle gambe, con il sostegno di una squadra perfetta e con un pensiero fisso nel cuore, per quell’uomo che lo ha aiutato a diventare un ciclista.


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COMMENTI
Dedica
10 luglio 2026 18:52 Giovanni c
Commovente. Bravo!!!!!!!!!!

Super
11 luglio 2026 09:17 G9G9G9
Ha fatto uno sprint pazzesco ,come anche gli altri , probabilmente tirando fuori quel qualcosa in più che solo la testa ed il cuore danno. Ne sarà stato fiero il suo accompagnatore di quando era ragazzino ❤️

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