VERSO IL TOUR. I CAMBIAMENTI CLIMATICI PONGONO NUOVI QUESITI CHE ATTENDONO RISPOSTE

PROFESSIONISTI | 30/06/2026 | 08:30
di Francesca Monzone

La questione riguarda ormai tutto il ciclismo mondiale. Negli ultimi anni le temperature estreme non rappresentano più un'eccezione ma una costante. I corridori sono sempre più preparati dal punto di vista fisiologico, ma il corpo umano ha comunque dei limiti oltre i quali anche le migliori strategie di raffreddamento possono fare ben poco.


Il Tour de France, che ogni anno espone gli atleti a oltre ottanta ore complessive di gara, sarà inevitabilmente chiamato a riflettere su nuove misure di tutela. Non basteranno più ghiaccio sotto la maglia o gilet refrigeranti: serviranno protocolli condivisi, criteri oggettivi per valutare il rischio climatico, orari più favorevoli e forse, in prospettiva, anche un calendario differente.


Il ciclismo ha sempre convissuto con il caldo, con la pioggia e con il freddo. Fa parte della sua storia e del suo fascino. Ma il cambiamento climatico sta modificando profondamente le condizioni in cui si corre. Proteggere la salute dei corridori non significa snaturare questo sport, bensì garantirne il futuro.

Le immagini dei Campionati francesi, disputati sotto un sole implacabile, potrebbero rappresentare un punto di svolta. Perché la domanda posta da Pascal Chanteur è destinata a diventare sempre più attuale: ha ancora senso chiedere agli atleti di gareggiare per oltre sei ore con temperature vicine ai 45 gradi? Prima o poi il ciclismo dovrà trovare una risposta. 


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COMMENTI
Risposta?
30 giugno 2026 10:20 Thelonious
Abbiamo già visto in passato gare effettuate con temperature assurde, e il ciclismo è comunque andato avanti. Adesso qualcuno vuole cambiare perché lo stanno facendo altri sport? Bene, purché non vengano poi a lamentarsi se il ciclismo diventerà una pagliacciata, se il Tour sarà una barzelletta e se questo sport non se lo filerà più nessuno.

Canicola
30 giugno 2026 11:15 Craven
Ma non ci avevano detto che si allenano tutto l'anno con l'heat training, vestiti come dei palombari in uno stanzino e la stufetta che gli soffia aria calda? Non dovrebbe essere un problema correre con le stesse temperature e poi in passato non c'era la canicule con l'asfalto che si scioglieva? Ehhh ma erano altri tempi.

Esistono criteri scientifici applicabili...
30 giugno 2026 11:32 VanDerPogi
...creando un indicatore che combini temperatura, umidità, irraggiamento solare.
Probabilmente i limiti possono essere 3-4 gradi più alti nel ciclismo rispetto ad uno sport statico perchè a 50 km/h l'aria fa "effetto vento" e fa evaporare acqua/sudore dalla pelle, raffreddando il corpo più efficacemente.
Una commissione scientifica può tranquillamente stilare questi criteri, ormai senza grandi investimenti.
Se c'è la volontà, c'é anche la soluzione.

ci sta
30 giugno 2026 12:43 Eli2001
sta cambiando il clima e di conseguenza gli sport di adattano. Attenzione a non confondersi: il ciclismo non cambia perché sono cambiati gli altri sport. Non è una moda. Lo sport in generale si sta adattando a condizioni climatiche diverse da quelle degli ultimi decenni. C'è ancora qualcuno che ha dei dubbi sul cambiamento climatico?

@ craven
30 giugno 2026 13:26 ghisallo34
Finchè uno ha detto che faceva allenamenti al caldo con 2 maglie per soffrire di più, andava tutto bene.
Ora è un problema il caldo...ottimo

Vander
30 giugno 2026 14:34 Craven
Fai una cosa, prova a chiedere a uno scienziato, vero, se faccia bene fare tanto allenamento quanto si fa negli sport professionistici e quanto sia sostenibile per lungo tempo. Se partiamo di lì non si dovrebbe neanche iniziare quindi il caldo conta l'1% a dir tanto.

Ghisallo34 e Craven
30 giugno 2026 14:47 Eli2001
ma davvero non ci arrivate?

Eli2001
30 giugno 2026 16:41 ghisallo34
Ma hai letto cosa ho scritto ?
Visto che sei il portbandiera aziendale, domandati perchè all'Uae tor, con sabbia e temperature estreme, nessuno ha detto nulla.
Questa è la conferma che commenti senza nemmeno leggere i commenti.

Eli2001
30 giugno 2026 16:50 ghisallo34
Ah, qui il problema non esisteva, vero ?

https://bici.pro/tecnica/tech-pro/uae-tour-organizzazione-meccanici/

@Craven
30 giugno 2026 17:02 VanDerPogi
In passato non c'erano le cinture di sicurezza obbligatorie, il casco in motorino, il caschetto per i ciclisti, gli airbag, le uscite di sicurezza con maniglioni antipanico, la messa a terra negli impianti elettrici domestici...
Poi la civiltà ha fatto un passo avanti!

Son d'accordo che uno sportivo outdoor debba allenarsi per resistere a varie condizioni climatiche, anche proibitive, che un ciclista debba saper guidare la bici su terreni sconnessi, accidentati, tortuosi, e tanto altro... ma piccole tutele qua e là per condizioni estreme credo che siano un segno di civiltà.
La sofferenza sportiva è il cuore pulsante del ciclismo.
La sofferenza fine a se stessa è inutile.

Uae Tour
30 giugno 2026 17:19 ghisallo34
Correggo perchè sai mai che te e i tuoi alias ve ne avete...

VanDerPogi
30 giugno 2026 17:21 ghisallo34
Concordo.
Ma proprio per ciò che dici il metro di misura deve essere lo stesso, tutto l'anno.
Non a convenienza....

Vander
30 giugno 2026 19:09 Craven
Non confondiamo rischio con pericolo. Il caldo a tutt'oggi non è considerato un pericolo e poi se vogliamo fare il ciclismo da salotto, e già ci siamo, allora perde l'ultima cosa che gli dà ancora un senso. Già è finita la boxe, altro sport nobile, vediamo di non fare la stessa fine, ma forse non ce ne rendiamo solo conto.

caldo estremo
30 giugno 2026 20:27 nildobenve
facciamo come 100 anni fa .....partenza della tappa appena passata la mezzanotte

TOUR
30 giugno 2026 20:46 Ricky69
Hanno quasi eliminato le CRONOMETRO, accorciato le TAPPE, se ci tolgono anche il CALDO che TOUR È??

Ma di cosa parlate
30 giugno 2026 21:54 39per23
Lo sapete che anche nello sci di fondo oltre i 20 sottozero non si corre, e lo si fa per tutelare la salute dell atleta anche se questo si allena in condizioni anche più estreme (lo so perché qualche anno ho corso ) ,quindi ben venga la possibilità di evitare problemi agli atleti studiando nuove soluzioni ( ma voi leoncini da tastiera avete lavorato con queste temperature, faccio presente che faccio il giardiniere)

Non si tiene conto di un dato fondamentale
30 giugno 2026 23:21 pickett
Un tempo non esistevano i condizionatori,che oggi consentono ai corridori di dormire e recuperare durante le ore notturne,e di stare al fresco per 18/20 ore su 24.Non so se avete sentito i ricordi di corridori come Gimondi,notti insonni con le mani infilate in due secchielli di ghiaccio.

pickett
1 luglio 2026 06:03 Eli2001
cinque ore a 40 gradi ma tanto ci sono i condizionatori. La perla del giorno. Speriamo che i vertici dello sport leggano così il problema è risolto in generale. All'Australian Open i tennisti si afflosciano sul campo perché prima stavano in spiaggia e non al fresco!

@ ghisallo34
1 luglio 2026 07:12 Giovanni c
Tento di riscrivere.
Prendere sabbia nel deserto,va bene, figurati !
Con i soldi, alla fine si dimostra che tutto va bene.

senza speranza
1 luglio 2026 10:35 fransoli
si parla di caio si tira fuori sempronio (la UAE, quella va tirata sempre nel mezzo).. tutte le fesserie che leggo le ho segnate, se poi dio non voglia qualcuno stramazza al suolo e ci rimane secco le tiro fuori, tanto sarai qui con i tuoi dieci nick a postare le condoglianze

Concordo con Craven e Ghisallo
1 luglio 2026 11:03 VanDerPogi
(DAVVERO? SONO IMPAZZITO?)
Rischio e pericolo sono due concetti diversi.
Per quello ho parlato di commissione scientifica che definisca con coscienza i parametri da applicare univocamente in ogni corsa.
Finchè non esistono parametri, rimaniamo a chiacchiere da bar su "Eh ma l'UAE Tour si corre nel deserto... eh ma in Rwanda... eh ma in Francia con l'asfalto che si scioglie..." oppure con proteste estemporanee messe in atto da sindacati improvvisati al momento.
Uno specialista può calcolare se 42 gradi al secco nel deserto sono più o meno rischiosi di 38 gradi con umidità alta.
Le soluzioni non devono per forza essere "non si corre". Può essere un indicatore graduale, bollino giallo, arancione, rosso, nero...
"In caso di condizioni meteo da bollino arancione si corre solo se... (invento: numero minimo di medici e mezzi di soccorso in corsa, numero minimo di punti di rifornimento, lunghezza della tappa massima di Tot km, tempo massimo allungato del Tot%...)"

Eli
1 luglio 2026 11:16 pickett
Ho fatto mia una considerazione espressa in tv da un certo Felice gimondi,un corridore del passato di cui tu certamente non avrai mai sentito parlare.Ricordo anche le lamentele di Contador(altro corridore del passato,fatti spiegare chi era)quando l'Astana venne alloggiata in un albergo senza aria condizionata.Anche un bambino di terza elementare capirebbe facilmente l'incalcolabile vantaggio dato dai condizionatori nell'economia di una corsa a tappe di tre settimane.Vantaggio di cui i corridori del secolo scorso non godevano,nonostante le ondate di caldo esistessero già allora,eccome.

fransoli
1 luglio 2026 12:14 ghisallo34
Rifaccio la domanda che ho fatto al tuo amico Eli2001. Quindi correre nel deserto, con caldo e raffiche di sabbia, va bene ?
Già , bello correre con la sabbia.
Li se qualcuno si fa male, hai voglia, è l'UAE Tour !!!
Il meteo e le condizioni vanno bene, se sono sponsorizzate giuste.

@Giovanni C

hai centrato il punto

Ghisallo e Giovanni C
1 luglio 2026 13:51 VanDerPogi
Di base concordo con le obiezioni, ma cerchiamo di essere costruttivi nella discussione...
l'UAE Tour si corre al caldo secco, a febbraio, con tappe mediamente corte, percorsi pianeggianti (e ultimamente con 1 o 2 arrivi su una salita secca singola).
Gli stradoni sono larghi e permettono ad ogni ciclista di avere accesso all'ammiraglia per rifornimenti in qualsiasi momento. Il seguito dei mezzi di soccorso è notevole.

(Nella mia relativa ignoranza vedo più rischiosa per la salute una tappa di 230 km e 6-7 ore sui Pirenei in una giornata da caldo record con 42 gradi come ce ne sono stati in Francia la settimana scorsa).

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