L'ORA DEL PASTO. I RACCONTI DELLA MAGLIA NERA: NICOLAS DALLA VALLE - 7

STORIA | 25/05/2026 | 08:25
di Marco Pastonesi

Le maglie nere: gli ultimi della classifica generale, i primi della classifica sentimentale. Perché le maglie nere appartengono ai gregari, in perenne lotta con il tempo massimo e le energie minime. I più umani e i più umili. I più simili a noi. La settima puntata è dedicata a Nicolas Dalla Valle, ultimo nel 2023.


-


S’impadronì della maglia nera sul Bondone. Era la sedicesima tappa del Giro d’Italia 2023, la Sabbio Chiese-Monte Bondone di 203 km: Nicolas Dalla Valle regolò il gruppetto dei velocisti (Consonni, Gaviria e Torres), a 51’25” dal vincitore, il portoghese Joao Almeida, e precipitò al centoventottesimo e ultimo posto della classifica generale, a 3.55’36” dalla maglia rosa, il gallese Geraint Thomas.

Poi, Dalla Valle?

“Non poi, ma prima. Bisogna sapere che nessuno della nostra squadra, la Corratec, era sicuro di poter correre il Giro, tranne Valerio Conti. La scelta fu dichiarata due settimane prima e per me, tra gli otto selezionati, fu una gioia immensa. Più i giorni passavano, più cresceva l’emozione, ma anche la voglia, fino al giorno della partenza, dorsale numero 172, la cronometro individuale in Abruzzo, sulla Costa dei Trabocchi. Quel Giro fu, lo dicevano tutti, uno dei più duri per l’altimetria. Nonostante cadute e malanni, volevo finirlo a ogni costo. Fui di parola. E arrivai a Roma. Ma senza mai guardare la classifica”.

Davvero?

“All’inizio cercavo una fuga, sognavo una tappa. Per niente facile. Però alla quinta tappa, si arrivava a Salerno, sotto la pioggia e con la strada viscida, nella volatona generale, saltando da una ruota all’altra e arrangiandomi in proprio perché così fa chi non ha il proprio treno, mi gettai a capofitto e giunsi quinto. Un risultato fantastico se penso che primo fu l’americano Groves, e quello fu il più bel giorno della sua vita da corridore, secondo Milan, terzo Pedersen e quarto Cavendish. Poi sulle montagne cercavo di salvarmi. Piano piano, tra ritiri e abbandoni, alla fine più di 50, mi avvicinai al fondo. Scherzando, ma non troppo, gli ultimi giorni mi faceva concorrenza il mio amico Alberto Dainese. Avevo quasi tre minuti su di lui. Un distacco minimo. Chiusi centoventiquattresimo e ultimo a quasi cinque ore e mezzo da Primoz Roglic. Tradotto in chilometri all’ora, alla media di 39 e mezzo, significa più o meno 220 km. Più di una tappa”.

Mai paura di finire fuori tempo massimo?

“Il mio amico Max Richeze, 18 anni da professionista e anche due vittorie di tappa al Giro d’Italia, mi guidava, mi consiglia, mi accompagnava. La sera, al telefono, da casa. Soprattutto su come misurare le forze e come gestirmi nelle tappe di montagna. In quella del Bondone andai in fuga, così anticipai il gruppo, poi fui divorato, ma senza scomparire”.

Lo avrebbe mai detto?

“La mia prima bici, una Stocchero, bottega di Marostica, quando avevo sette anni. La prima corsa da G3, e siccome era la mia prima volta, non sapevo come si corresse: il gruppo stava nel centro della strada, io da solo sul bordo a destra o a sinistra perché a ruota mi faceva paura. La prima vittoria, dopo una decina di corse, sempre da G3, in volata: ed era la gara organizzata dalla mia società ciclistica, quindi valeva il doppio. Da quel giorno in poi, categoria dopo categoria, anno dopo anno, il sogno di diventare professionista e correre un Giro d’Italia è diventato una speranza, e poi un progetto, e poi la realtà”.

C’era la maglia nera?

“Purtroppo no. Il titolo era soltanto simbolico. Ma un giorno mi telefonarono quelli della Mitica, la ciclostorica che si tiene nei luoghi di Fausto Coppi. Da loro ricevetti una maglia nera speciale a ricordo di Luigi Malabrocca, che proprio ai tempi di Coppi e Bartali correva per arrivare ultimo. Non ne conoscevo la storia, una storia che sembra una favola. Che orgoglio poter fare parte della squadra dei Malabrocca”.

Dalla Valle, che cosa le ha dato il ciclismo?

“Amicizie e conoscenze, conoscenze umane e geografiche. Ho corso anche in Cina e a Hong Kong, in Arabia Saudita e in tutta Europa. Poi disciplina ed educazione, soprattutto rispetto, per me, per i compagni e gli avversari, i tecnici e gli altri dello staff, rispetto a cominciare dagli orari. Il ciclismo, per certi versi, è un po’ come il servizio militare: insegna a stare al mondo. E quello che ti dà il ciclismo, una vita non te lo dà. Forse neanche due o tre”.


Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Sulle strade francesi, Wout Van Aert ha conquistato una bellissima vittoria nella quinta tappa del Tour Auvergne Rhône-Alpes, con arrivo a Parc des Oiseaux Villars—Les-Dombes. Dopo diversi giorni tra alti e bassi, il fiammingo ha dimostrato di avere la grinta...


E adesso? Adesso si spera che trovino la forza e la voglia, soprattutto la voglia, di trovare un punto d’incontro e di uscita, per uscirne il meglio possibile, per il bene di un movimento che non si merita questa disfida,...


Non sarà nella forma della vita, ma la potenza rimane quella dei giorni migliori: Wout Van Aert ha vinto la quinta tappa del Tour Auvergne - Rhône-Alpes 2026 con arrivo a Parc des Oiseaux Villars-les-Dombes, anticipando piuttosto nettamente in volata Hugo...


La storia ci racconta che sono dodici gli esseri umani che hanno camminato sulla superficie della luna, ma ci piace pensare che ci sia stato un tredicesimo uomo che lassù ci è arrivato più volte. Naturalmente in bicicletta. E chissà,...


Cosa farà adesso Luca Guercilena, dopo l’addio alla Lidl Trek? E cosa pensa Matxin, direttore sportivo della UAE XRG, della prestazione di Jonas Vingegaard e della sua Visma al Giro d’Italia? Lo diranno a Radiocorsa su Raisport questa sera alle...


Saranno celebrati domani, venerdì 12 giugno, alle 16.30 nella Chiesa di Porcari i funerali di Michele Quartaroli, l'ex ciclista della Porcari Fanini che ha perso la vita venerdì scorso in un incidente automobilistico avvenuto alle porte di Lucca. Quartaroli, che aveva...


Sull’asse Bareggia di Lissone–Giussano è ripartito per il quinto anno il Progetto “Laboratori di Ciclismo”, iniziativa che coinvolge 17 oratori grazie al supporto del Comitato Provinciale di Monza e Brianza, della BCC di Carate Brianza e Treviglio e delle società...


Chris Froome ritorna in bici, ma non su una tradizionale due ruote da strada: sarà uno dei 32 atleti che il prossimo 19-20 giugno si cimenterà nella traversata in water bike da Viareggio a Monaco. Il britannico sarà accompagnato da altri...


Guardandola dall’alto, l’Italia sembra attraversata da un sistema nervoso color rosa. Non sono solo strade. Non sono soltanto percorsi, salite, arrivi, partenze, cronometro, volate, fughe e cadute. Sono vene. Sono tracce di memoria. Sono i luoghi in cui, anno dopo...


Addio a Costantino Conti, per tutti semplicemente Tino. Nella notte si è spento l’ex professionista lecchese, nato il 26 settembre 1945 a Nibionno, uno dei talenti più solidi e continui del ciclismo italiano tra gli anni Sessanta e Settanta. Conti...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024