CARTAGIRO. LA RASSEGNA STAMPA DELLA CORSA ROSA

GIRO D'ITALIA | 22/05/2026 | 08:42

Sulla carta stampata è giorno di pareri illustri, esigenti nei confronti dei primattori di questo Giro e non solo, perchè suona come un monito autorevole quanto dichiarato da Paolo Bettini all’inviata de La Stampa, Daniela Cotto; “oltre Ganna c’è il vuoto”. Su un punto il due volte iridato e Vincenzo Nibali, intervistato da Gazzetta, concordano: “Vingegaard deve dare di più” - sostiene lo Squalo, che invita ad osare Pellizzari(“deve fare il matto”). Per Nibali, comunque «Vin­ge­gaard resta il favo­rito e molto pro­ba­bil­mente vin­cerà ma... il Giro non è ancora chiuso del tutto. Anzi, è aperto. E da lui mi aspetto molto di più».


Tanti chiamano Jonas a prendersi la scena con un numero d’alta scuola, magari pungolandolo (Ragionier Vingegaard lo chiama il Corsera) e ci sta. Lo farà anche Repubblica, ma forse domani, perchè oggi Cosimo Cito sceglie un’apparente divagazione, facendo tappa a Stella, il paese dell’indimenticato Presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Ne esce una descrizione vivida dei luoghi, compresa la vecchia casa natale, dove fa bella mostra di sé una bicicletta. Pertini, il cui legame con lo sport è spesso associato all’esultanza al Bernabeu in occasione della finale del Mundial’82, era soprattutto un grande appassionato di ciclismo, sport popolare per eccellenza. Intanto, nel dopo corsa, vanno a braccetto Il Giornale (Il ragazzino Segaert beffa i velocisti) e L’Equipe(L’occasione perduta degli sprinter), dando appuntamento agli sprinter in quel di Milano. Annota Pier Augusto Stagi: “è la terra del cioc­co­lato (Novi), ma il Bric Ber­ton risulta ama­ris­simo ai velo­ci­sti come Milan, Magnier e Van Uden”. 


GAZZETTA DELLO SPORT 
NIBALI, E’UN GIRO APERTO 
VINGEGAARD DEVI DARE DI PIÙ 
Nessuno quanto lui ha segnato la sto­ria recente del Giro d’Ita­lia. Vin­cenzo Nibali l’ha con­qui­stato due volte, nel 2013 e nel 2016: è ancora l’ultimo dei nostri ad esserci riu­scito. E poi, allar­gando il campo alle sei par­te­ci­pa­zioni tra il 2011 e il 2019, ha sem­pre chiuso sul podio: la cosa gli vale un pic­colo record. Lo Squalo ha sco­perto la corsa della Gaz­zetta il 12 mag­gio 2007 debut­tando con una cro­no­squa­dre all’arci­pe­lago de La Mad­da­lena, l’ha salu­tata il 29 mag­gio 2022 den­tro l’Arena di Verona, ma con­ti­nua a non per­der­sene un minuto da osser­va­tore. Dome­nica è atteso al tra­guardo di Milano, intanto ana­lizza per noi la situa­zione quando man­cano nove tappe alla fine - ieri tappa a Segaert, Eula­lio sem­pre in rosa - par­tendo da una con­si­de­ra­zione non banale: «Vin­ge­gaard resta il favo­rito e molto pro­ba­bil­mente vin­cerà ma... il Giro non è ancora chiuso del tutto. Anzi, è aperto. E da lui mi aspetto molto di più». (Ciro Scognamiglio)

CORRIERE DELLA SERA
VINGEGAARD, IL RAGIONIERE EL GIRO - LA STRATEGIA DEL MINIMO SFORZO
Assieme a velo­ci­sti, sca­la­tori e pas­si­sti, nei vec­chi manuali di cicli­smo com­pa­riva sem­pre il finis­seur, atleta in grado di gestire le forze in modo da eccel­lere nelle ulti­mis­sime fasi della gara, tanto raro quanto amato dai tifosi. In genere alto, leve lun­ghe, potente e sta­bile, il Nostro in vista del tra­guardo azio­nava il radar per fiu­tare il momento giu­sto (una curva, un attimo di rilas­sa­mento del gruppo) e par­tire a tutta (la «spa­rata») bef­fando gli sprin­ter. Modelli ideali, il bre­sciano Guido Bon­tempi negli Ottanta, lo sviz­zero Fabian Can­cel­lara nel nuovo mil­len­nio, fino a quando il ruolo è stato messo in crisi dal con­trollo ser­rato dei grandi team. Dopo tanto tempo, ieri al Giro d’ita­lia è stato avvi­stato un finis­seur vec­chio stile, il belga Alec Segaert, 23 anni, com­pa­gno della maglia rosa Eula­lio. (Marco Bonarrigo)

REPUBBLICA 
TRA I RICORDI, LE AMATE PIPE E LA VECCHIA BICI
IL GIRO A CASA PERTINI
Dopo Savona e Albisola, dopo il mare, il Giro è entrato nella Liguria più vera, la più sfuggente. In fondo a un cielo inimmaginabile c’era il Beigua con i suoi alberi smeraldini e in mezzo al manto verde, campanili e paesi sperduti ma solo in apparenza. Una strada, una mulattiera, un sentiero, una logica c’è sempre, bisogna cercarla. Appena la strada ha iniziato a salire, sulla destra ecco Stella. (Cosimo Cito)

LA STAMPA 
BETTINI: "VINGEGAARD SI ALLENA PER IL TORU. ITALIA, OLTRE GANNA C'E' IL VUOTO
«La pedalata inclusiva è stata un momento di riflessione per tutti noi. Un'esperienza interessante che ho condiviso con l'amico Fabrizio Macchi (bronzo alle Paralimpiadi di Atene 2004) che ha una gamba sola, ma va in bicicletta. Mi viene da dire che sono fortunato ma le persone come lui danno grande carica». Sono sempre interessanti e profonde le osservazioni di Paolo Bettini, oro ai Giochi di Atene 2004, campione del mondo nel 2006 e nel 2007, penultimo italiano a indossare la maglia iridata. Testimonial di Banca Mediolanum e osservatore acuto di una tappa interlocutoria, la Imperia-Novi Ligure, che non ha premiato nessun italiano. (Daniela Cotto)

IL GIORNALE
IL RAGAZZINO SEGAERT BEFFA I VELOCISTI: SCATTO DEL BELGA E NIENTE SPRINT 
Nella città dei Cam­pio­nis­simi, i cam­pioni lasciano fare. Ti aspetti i velo­ci­sti e invece sbuca fuori un ragaz­zino belga di 23 anni che si va a pren­dere la tappa numero 12. Gli basta un’acce­le­ra­zione a 3200 metri da tra­guardo per spa­ri­gliare le carte e togliersi la sod­di­sfa­zione di vin­cere la prima tappa in un Grande Giro. Per Alec Segaert è tanta roba. Alle sue spalle, il con­na­zio­nale Toon Aerts (Lotto Inter­mar­ché) e Guil­lermo Tho­mas Silva (XDS Astana Team), nono il nostro Edoardo Zam­ba­nini (Bah­rain – Vic­to­rious).Novi, oltre ad essere la terra di Girar­dengo – il primo cam­pio­nis­simo della sto­ria - e di un Coppi gar­zone che da qui si mosse per diven­tare Cam­pio­nis­simo, è la terra del cioc­co­lato (Novi), ma il Bric Ber­ton risulta ama­ris­simo ai velo­ci­sti come Milan, Magnier e Van Uden. Chi si atten­deva lo sprint è rima­sto deluso: stac­cati e attar­dati, sarà per la pros­sima volta: a Milano (Pier Augusto Stagi)

L’EQUIPE
LA BATTAGLIA PERSA DEGLI SPRINTER 
L'indescrivibile bellezza della Liguria e delle sue strade affacciate sul mare ha invitato ieri a pedalate rilassanti e al piacere di godersi il primo sole cocente. In una sorta di mini Milano-Sanremo al contrario, tra Imperia e Novi Ligure, il gruppo del Giro non ha avuto questo privilegio. Al contrario, ha sofferto per la strada e il caldo. Soprattutto gli sprinter, che non avranno un'altra occasione per darsi battaglia in gruppo fino a Milano domenica e Roma una settimana dopo. (Thomas Perotto) 

TUTTOSPORT
SEGAERT DOLCE NOVI, EULALIO GUADAGNA 6”
Nella “Città dei Campionissimi” trionfa il passista belga Alec Segaert e ciò è di buon auspicio. Il vincitore della Imperia-Novi Ligure ha tutte le caratteristiche per iscriversi al club dei grandi. Alec, 23 anni, è nato a Roeselare, città delle Fiandre Occidentali che diede i natali al grande velocista Patrick Sercu (13 tappe vinte al Giro d’Italia, 6 al Tour de France).  L’etichetta di ragazzo pro-digio ha sempre accompagnato Segaert, che in Italia si laureò Campione d’Europa Juniores a cronometro (Alessandro Brambilla)

CORRIERE DELLO SPORT
ENERGIA EULALIO
Com’è stata la tua giornata oggi?». A formulare la domanda conclusiva al sorprendente vincitore di giornata Alec Segaert è nientemeno che la maglia rosa. «È iniziata nel migliore dei modi, perché mi sono svegliato al fianco di Afonso Eulalio e lui mi ha trasmesso energia positiva», ha risposto divertito il ventitreenne belga, racconta curioso retroscena dato che i due sono stati compagni di stanza. (Alberto Dolfin)


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