GANNA, LA GEOMETRIA DELLA VELOCITÀ: 42 CHILOMETRI PER ENTRARE NELLA STORIA

APPROFONDIMENTI | 20/05/2026 | 09:16
di Giovanni Di Trapani

Ci sono giorni in cui il ciclismo smette di essere soltanto corsa e diventa misurazione quasi perfetta del limite umano. La decima tappa del Giro d’Italia 2026, la cronometro individuale di 42 chilometri da Viareggio a Massa, appartiene a questa categoria rara. Filippo Ganna non ha semplicemente vinto: ha trasformato una prova contro il tempo in una dimostrazione di potenza controllata, di aerodinamica applicata, di intelligenza dello sforzo. Quarantadue chilometri coperti in 45’53”, alla media di 54,921 km/h, non sono un numero da leggere in fretta. Sono una dichiarazione tecnica, quasi una formula scritta sull’asfalto.


Il dato più importante è proprio la distanza. Le medie altissime, nelle cronometro brevi, possono essere figlie dell’esplosività, della freschezza, dell’effetto-prologo. Qui, invece, la prova aveva profondità. Non c’erano salite, ma c’era una lunghezza sufficiente per separare la potenza pura dalla capacità di mantenerla. In una cronometro di 42 chilometri il corpo non può mentire: la posizione deve restare efficiente, la pedalata continua, il ritmo sostenibile, la mente lucida. Ganna ha vinto perché ha saputo tenere insieme tutti questi elementi, portando la velocità dentro una dimensione di durata. Il margine sugli avversari conferma la natura eccezionale della prestazione.


Thymen Arensman, compagno di squadra e migliore tra gli uomini di classifica, ha chiuso a 1’54”; Rémi Cavagna, specialista riconosciuto della disciplina, a 1’59”. Tradotto in termini statistici, Ganna ha guadagnato circa 2,7 secondi al chilometro su Arensman e quasi 2,8 su Cavagna. In una prova lunga e regolare, un differenziale di questo tipo non è casuale: misura una superiorità strutturale. Non è lo scarto di una curva affrontata meglio o di una fase favorevole del vento; è la risultante di una prestazione superiore lungo l’intero tracciato. La vittoria di Massa è anche una tappa ulteriore nella costruzione storica del profilo di Ganna. È la sua settima cronometro individuale vinta al Giro d’Italia, lo stesso numero di Eddy Merckx. Davanti resta soltanto Francesco Moser, con dodici successi contro il tempo nella Corsa Rosa. Il confronto non va inteso come semplice graduatoria, ma come collocazione in una genealogia: Moser, Merckx, Ganna. Tre modi diversi di interpretare la forza, tre epoche diverse della bicicletta, tre forme di dominio sulla variabile più crudele del ciclismo: il tempo.

Ancora più impressionante è il rapporto tra media e distanza. Con 54,921 km/h, quella di Ganna è la quinta cronometro individuale più veloce nella storia del Giro. Ma il dato assoluto va corretto con il contesto: le prestazioni più rapide sono spesso maturate su tracciati molto brevi, dove la velocità media viene amplificata dalla ridotta durata dello sforzo. Qui, invece, siamo oltre i 40 chilometri. E proprio su questa soglia la prova di Massa assume valore storico: è la cronometro individuale più veloce mai disputata in un Grande Giro su distanza superiore ai 40 chilometri, superando il riferimento della crono di Nantes al Tour de France 2003, vinta da David Millar a 54,351 km/h su 49 chilometri.

La cifra tecnica diventa così cifra narrativa. Ganna non entra nella storia per un lampo, ma per una linea continua. Non per un’accelerazione, ma per una durata ad altissima intensità. La sua presenza in sei delle dieci cronometro più veloci nella storia del Giro conferma che non siamo davanti a un episodio isolato. Palermo 2020, Torino 2021, Milano 2020, Milano 2021, Desenzano del Garda 2024, Massa 2026: il suo nome ricorre come una costante statistica, come se la modernità della cronometro italiana avesse trovato in lui il proprio parametro di riferimento.

Eppure la tappa non parla soltanto di Ganna. Parla anche di classifica generale, e qui il dato più sorprendente è Afonso Eulalio. La Maglia Rosa resta sulle sue spalle con 27” di vantaggio su Jonas Vingegaard e 1’57” su Arensman. Non era il profilo più atteso per resistere in una cronometro così selettiva, ma ha difeso il primato con una prova più solida delle previsioni. La sua corsa dice che il simbolo può diventare rendimento: talvolta la maglia non pesa, spinge. La leadership, quando non schiaccia, può generare energia supplementare.

Vingegaard, dal canto suo, non conquista la Rosa ma esce dalla giornata in posizione favorevole. Il suo 23° tempo non è dominante, ma è funzionale. Perde 1’06” da Arensman, ma guadagna 1’22” su Felix Gall, che nelle montagne appariva uno dei riferimenti più insidiosi. La sua cronometro è quindi una perdita selettiva, non una battuta d’arresto: arretra rispetto a un rivale, consolida rispetto a un altro, resta a meno di mezzo minuto dalla vetta. In termini tattici, è ancora nel punto esatto in cui un favorito può attendere senza esporsi del tutto.

Arensman merita una lettura specifica. Secondo di tappa, primo tra gli uomini di classifica, conferma una doppia natura: passista di alto livello e corridore capace di dare profondità alla classifica generale. La Netcompany Ineos firma così una giornata quasi perfetta: Ganna domina la scena, Arensman muove la classifica. La squadra non ottiene soltanto una vittoria di prestigio, ma consolida due linee strategiche nello stesso pomeriggio. Il 19 maggio 2026 resterà però soprattutto il giorno in cui Filippo Ganna ha dato alla velocità una forma geometrica. Una cronometro lunga, piatta, apparentemente semplice, ma in realtà spietata nella sua essenzialità: nessun luogo dove nascondersi, nessuna salita a cambiare il racconto, nessun alibi tattico. Solo strada, vento, posizione, watt, respiro. E un uomo capace di attraversare tutto questo a quasi 55 all’ora, trasformando il dato statistico in emozione e l’emozione in storia.


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COMMENTI
Considerazione
20 maggio 2026 13:56 italia
La pozione non e il top; ad esempio non ha usato i guantini di lycra omogenei ma le mani nude con le insaccature frenanti tra le dita; alzerei il manubrio di 4 centimetri per compattare braccia testa perché nella galleria e una cosa su strada e altro; il casco e buono ma non il massimo in quanto devia il flusso poco sulle spalle .
per non parlare della barba ... opinione personale

....
20 maggio 2026 14:49 PedroGonzalezTVE
e che sei? O Professore?

italia
20 maggio 2026 15:26 Eli2001
tu sei uno degli amici del motorino, Ganna è tra i buoni o tra i cattivi? Aspetto ancora i nomi. Se sai e non dici sei connivente!

Italia
20 maggio 2026 18:09 Stef83
Quindi,se fa queste migliorie,abbatte il muro dei 60km/h????😅

Migliorie
20 maggio 2026 18:31 Frank46
Barba a parte, che ci può stare anche se dubito faccia una grande differenza (però mi sembra che guarda caso per i mondiali se la taglia sempre), per il resto ciò che conta di più è sentirsi a proprio agio nella pedalata.

In galleria del vento potrai pure avere valori migliori in determinate posizioni, ma è tutto da vedere se riesci a spingere davvero al tuo massimo facendo certe migliorie.

Poi in generale a Ganna vedendolo ci si può dire ben poco perchè sembra essere la perfezione sulla bici da cronometro.

Ovviamente il team fa bene a cercare i dettagli visto che contro Evenepoel spesso ha perso per qualche manciata di secondi, però giustamente deve essere molto caut prima di apportare anche piccoli cambiamenti di posizione e fa bene a non verificare se funzionano bene in gare importanti.

Considerazione
20 maggio 2026 22:07 italia
Non sono un professore, ma penso che capire che tra le dite ci sono delle insaccature non occorre essere laureato a Oxford: nel 2007 la rivista la bicicletta fece uno studio aerodinamico in base al quale tra correre a mano nude o con guantino lycra a 40 orari e non a 55 portava circa 10 secondi; per stef 83 non si andrà a 60 orari ma diminuisce la differenza con remco ...

Considerazione 2
20 maggio 2026 22:14 italia
Guardate la posizione di vingegaard e migliore di quella di Ganna in quanto Filippo la distanza tra testa e manubrio c' spazio che provoca un flusso insaccante che si può ovviare alzando il manubrio occorre dei piccoli miglioramenti per limitare il divario con remco; inoltre metterei le maniche anche sui gomiti per la fluidità dell'aria....

italia
21 maggio 2026 12:50 Frank46
Ganna è un Marcantonio.... Non puoi ottenere lo stesso coefficiente di penetrazione tra lui e gente che pesa 15 kg in meno ed è alta almeno 20cm in meno se tutto va bene.
La posizione per me si giudica dalla compostezza e Ganna è il migliorere. Di Anquetil si diceva che se gli mettevi un bicchiere di acqua sopra la schiena non avrebbe fatto cadere una goccia, con Ganna siamo li.

Se poi deve avere la posizione di Vingegaard per fare su e giù sulla sella come faceva anche Contador quando non era davvero al top... meglio de no...

Non scherziamo, ovviamente il team fa bene a vedere se può fare piccole migliorie ma stilisticamente è già perfetto e l'aereodinamica di un bestione non sarà mai equivalente all'areodinamica di un tappo o di un mezzo nano magrolino. Ma la compostezza e l'elegaza di Ganna è ineguagliabile.

X Frank 56
21 maggio 2026 13:29 italia
Prova a mettere i guantini in lycra e guadagni 3 secondi; non deve fare chissà che cosa ma alzare il manubrio di qualche centimetro per evitare l'insaccatura; il casco ma metti una visiera più grandina per il flusso ..; comunque questo sono mie opinioni da una persona che ragiona in maniera logica; vai a vedere la rivista la bicicletta del 2007 sul rendimento aereodinamico sui 40 km anche se non specifica la velocità 40 50 55 orari ?

Italia
21 maggio 2026 14:27 Stef83
Ok,quindi alla Ineos non hanno queste info per migliorare???

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