PELLIZZARI. «VINGEGAARD VA FORTISSIMO, FELICE DI ESSERGLI STATO A RUOTA»

GIRO D'ITALIA | 10/05/2026 | 08:10
di Francesca Monzone

Alla corsa rosa c’è un giovane italiano che sta attirando attenzioni sempre maggiori: si tratta di Giulio Pellizzari, il ventiduenne nato a San Severino Marche, che quest’anno ha trionfato al Tour of the Alpes. Il corridore marchigiano rappresenta una delle speranze più concrete del ciclismo azzurro in una corsa dominata dai grandi nomi internazionali. E non è un caso che corra con la Red Bull-Bora Hansgrohe, una delle formazioni più forti e organizzate del World Tour, capace di schierare uomini di classifica e campioni di assoluto livello.


Dopo le prime due tappe, Pellizzari ha già mostrato personalità e gambe importanti. Al termine della seconda frazione ha raccontato le proprie sensazioni: «Mi sono sentito bene, una tappa lunghissima, un po’ noiosa, ma dai, le gambe sono buone, sono contento di essermi difeso e siamo fiduciosi per le prossime tre settimane».


Parole semplici, ma che trasmettono fiducia e serenità. Il giovane italiano sa che il Giro è ancora lungo, ma la sensazione è che possa diventare uno degli uomini più interessanti della corsa, soprattutto sulle grandi montagne.

Naturalmente il favorito numero uno resta Jonas Vingegaard. Il danese è uno dei corridori più forti del momento, abituato a dominare le corse a tappe grazie a una condizione atletica impressionante e a una squadra che non lascia nulla al caso. Pensare che possa perdere il Giro d’Italia appare oggi molto difficile. Eppure Pellizzari potrebbe essere uno dei pochi italiani in grado almeno di provare a impensierirlo, soprattutto se continuerà a crescere tappa dopo tappa.

Alla fine della tappa di ieri, parlando proprio del campione danese, Pellizzari aveva raccontato un curiosa interpretazione: «Riguardo a Vingegaard posso solo dire che io mi ero anche impressionato, lui invece era sorpreso».

E poi aveva aggiunto con un sorriso: «Diciamo che va forte e sono contento di avergli tenuto la ruota».

Parole che raccontano bene il rapporto tra un giovane talento emergente e uno dei dominatori del ciclismo mondiale. Pellizzari sa di avere ancora tanto da imparare, ma allo stesso tempo dimostra di non avere paura di confrontarsi con i più grandi, consapevole di essere cresciuto veramente tanto.
Per l’Italia del ciclismo, già questo è un segnale importante. E il Giro potrebbe essere il palcoscenico perfetto per consacrare definitivamente uno dei migliori corridori italiani della nuova generazione. 


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COMMENTI
Bravo
10 maggio 2026 10:24 Arrivo1991
Ieri ha corso con piglio e autorità. Bravo davvero

sommessamente
10 maggio 2026 11:48 Eli2001
temo, ma temo, che se gli é stato a ruota non é andato così fortissimo. Certo é qui solo qualche giorno per allenarsi, non si sarà dannato, no?

Eli
10 maggio 2026 13:00 Frank46
Era una salitella. Se fosse stato un tappone di montagna a quel punto mi poteva venire il dubbio che Vingegard non fosse al top o che non stesse andando al 100%, soprattutto se oltre a Pellizzari ci fosse stato anche il belga.

Però direi che è qui al Giro per allenarsi è irrispettoso verso Vingegard e verso il Giro.

Nelle gare a tappe di preparazione abbiamo visto il miglior Vingegard, è andato anche più forte di quanto non fosse andato Pogacar al Romandia.

È venuto al Giro per conquistare la tripla corona e l' ha preparato a puntino... Non è venuto per allenarsi... È non è venuto dopo essersi spompato al Tour e dopo aver staccato un po' per recuperare perdendo di condizione, per ovvi motivi di calendario.

Eli2001
10 maggio 2026 13:01 Angliru
Ovviamente le parole di qualsiasi atleta non Uae, sono da confutare.
Da buon pedalatore di divano, lo sai.
Sono rimasti in 3, ma si vede che dietro stavano chattando con te e si sono distratti.
Mi pare ovvio.

Angliru e Frank
10 maggio 2026 16:32 Eli2001
attenzione che l'uomo che ha detto sprezzante che Vingegaard qui al giro c'è venuto ma si ritirerà presto non sono io ma mr Craven a cui non avete detto nulla di nulla. Se la ripeto io ve ne accorgete che é pura idiozia, vero? Almeno vi apro gli occhi :-)

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