CARTAGIRO. LA RASSEGNA STAMPA DELLA CORSA ROSA

GIRO D'ITALIA | 07/05/2026 | 13:49
di Aldo Peinetti

Non sarà più il tempo degli strilloni, che agli angoli delle strade annunciavano edizioni straordinarie dopo memorabili tappe. Eppure, un Giro in edicola s’impone, che si tratti di giornale cartaceo o digitale scegliete un po' voi, ampiamente sdoganata la nozione di informazione multicanale. Nei corsi universitari la chiamano crossmedialità, all’atto pratico basta farci un esame di coscienza: nella piacevole bulimia dei ciclofili, la corsa rosa è stata, è, sarà una grande ribalta di narrazione giornalistica, cangiante il giusto, basti pensare all’assodato ribaltamento, almeno temporale, degli equilibri tra diffusione delle immagini, con la sua immediatezza (altro che Settimana Incom…) e carta stampata.


Visto che di quest’ultima parliamo, affilano le armi i titolisti, mentre inviati (chi ce l’ha ancora) e redattori al desk scrutano l’orizzonte del Giro, con diverse sensibilità nel taglio della notizia, troppo spesso tramutate in primato incontrastato del calcio a scapito delle due ruote. La religione laica dei giornali, presidio di cittadinanza attiva e civismo, non può mica rinunciare all’apporto di sacerdoti delle news dall’invidiabile stato d’anzianità al seguito del Grande Ciclismo, ben oltre il racconto delle (mere?) vicende agonistiche della manifestazione. Sotto con i coloristi, avanzino i retroscenisti, spazio al genere dell’intervista botta e risposta. Peraltro a portata di mouse, vuoi rinunciare alla pubblicazione su cartaceo di tabelle di marcia, lista dei partenti, profilo delle tappe? Mica facile, perché il lettore- ça va sans dire- ti chiede anche quando gli passano sull’uscio di casa. La carrellata a mò di rassegna stampa può iniziare. Dalle danze bulgare della vigilia.


GAZZETTA DELLO SPORT (PAG 28, 29, 30, 31)

“NEL MONDO DI PELIZZARI”, Giulio sogni rosa tra un burraco e il tifo per il Milan

La beata gioventù di Giulio Pellizzari sta tutta nella prima risposta ai non pochi microfoni che ieri sera, a uno sguardo dal Mar Nero, lo hanno cercato: «sto bene. Non sto sentendo una grande pressione e neppure ansia. Speriamo che sia un buon segno” (Ciro Scognamiglio)

CORRIERE DELLA SERA (PAG. 43)

“VINGEGAARD, 60 KG DI SOGNI PER BRUCIARE ANCHE POGACAR. PELLIZZARI PRONTO A STUPIRE”

Avvolti i suoi 60 kg scarsi nel giubbottone della Visma per proteggersi dal vento gelido che tira sul lungo mare di Burgas, Bulgaria, Jonas Vingegaard si diverte come sempre a frustare i cronisti che cercano di strappare al fenomeno danese, una, almeno una frase ad effetto alla vigilia del suo primo Giro d’Italia (Marco Bonarrigo).

REPUBBLICA (PAG. 41)

IL GIRO PARTE DAL MAR NERO PER 15 MILIONI DI BUONI MOTIVI

Per milioni di motivi – una quindicina ufficiosamente- una volta ancora il Giro d’Italia si è regalato una partenza dall’estero, stavolta dalla Bulgaria, un grande boh del ciclismo arrivato a organizzare una Grande Partenza come già capitato un anno fa all’Albania, e poi a ritroso a Ungheria(2022) e Israele(2018). (Cosimo Cito)

LA STAMPA (SPECIALE 16 PAGINE)

IL GIRO DELLE MERAVIGLIE - Show e fatica, comincia domani la 109ª edizione della corsa rosa. Per la prima volta il via dalla Bulgaria: Vingegaard favorito.

E’ una magia che si rinnova, un rito pagano con anima sacra che ogni anno catttura la scena e riempie le strade e le piazze di gioia, sudore, entusiasmo: il profumo delle imprese. Quando arriva il Giro, l’Italia vive tre settimane di festa popolare per un evento unico, capace di sedurre le folle come pochi altri, forse soltanto il Festival di Sanremo che però si esaurisce in fretta (Daniela Cotto).

IL GIORNALE (PAG. 31)

UN GIRO DI SOLDI PUBBLICI - La corsa rosa al via domani dalla Bulgaria è una macchina perfetta che riceve risorse non solo da privati ma da Stati, Comuni e aziende partecipate. Ecco come.

Un Giro d’affari crescente e di soldi pubblici che pone la “corsa rosa” al centro degli eventi sportivi più amati al mondo. Sedicesima partenza dall’estero, la seconda consecutiva: dopo l’Albania la Bulgaria. Il perché è presto detto: il marchio Giro d’Italia, al pari di Tour e Vuelta, è ormai brand riconosciuto. Per avere una Grande Partenza gli stati sono disposti a versare grosse somme nelle casse della Rcs Sport & Events di Urbano Cairo. (Pier Augusto Stagi)

TUTTOSPORT (PAG.34)

GIRO, SI PARTE! GANNA: “CRONO MA NON SOLO”

L’aria fresca di Burgas ha dato una sferzata al plotone: il torpore dell’attesa è finito, a breve si parte. Domani il primo colpo dipedale: il tempo del Giro d’Italia è il presente, ventuno tappe e 3459 km per stabilire il successore di Simon Yates. Con un chiaro favorito, evidente: Jonas Vingegaard da Hillerslev, meno di 400 anime nello Jutland, in Danimarca.

CORRIERE DELLO SPORT

N.P.

L’EQUIPE (PAG. 16 e 17)

BOURGAS AVANT LE LARGE (BURGAS PRIMA DI PRENDERE IL LARGO) - A due giorni dalla partenza il gruppo del 109º Giro d’Italia è stato presentato ieri nella città bulgara che si affaccia sul Mar Nero: come un richiamo a dispiegare le vele.

Circondata da tre laghi e a bordo del mar Nero, Borgas è tappa prediletta dagli uccelli migratori, che attirano in questa città bimillenaria, fondata dai Greci, un buon numero di ornitologi. Una nuova specie ha fatto apparizione, ieri, arrivando non dal cielo ma con un trenino quasi tutto rosa, il colore del Giro. (Julien Chesnais)

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