GATTI & MISFATTI. REQUIEM PER L'OUTSIDER

TUTTOBICI | 30/04/2026 | 08:45
di Cristiano Gatti

È da un po’ di tempo che nella mia posizione d’osservatore osservo un fenomeno strano, venuto su negli ultimi anni, ma or­mai consolidato come una re­gola ferrea: il vero effetto collaterale del nuovo ciclismo è la sparizione di quello che nei secoli dei secoli abbiamo chiamato outsider.


Già pronunciarlo o scriverlo, questo in­glesismo mette tenerezza. Anche un po’ di nostalgia. Sembra uscito da un tem­po e da un mondo remoto, così lontano dall’oggi e dall’adesso da sembrare un fossile. Ci sarà sicuramente qualche ragazzino che giustamente si chiederà: outsider, e cosa ca­volo è, di chi cavolo parla il Gat­ti. Mai e poi mai crederebbe che una volta il termine era sulla bocca di tutti, ce lo palleggiavamo prima e dopo ogni corsa, prima in sede di pronostico (sì, sembra un os­simoro, pronosticare uno fuo­ri dai pronostici), lasciando cioè sempre uno spazio aperto tra i nomi più attesi, ma an­che dopo, quando magari tutti quanti ci si ritrovava a titolare sui giornali o a dire semplicemente al bar ma tu guarda, ha vinto un outsider. Era la variabile impazzita, l’unica davvero imprevedibile, in quei tempi antichi sempre possibile e sempre in agguato.


Basta una semplice ricerca nel web per trovare una scarna definizione: “Atleta, cavallo o squadra che vince o si distingue inaspettatamente, pur non essendo tra i favoriti alla vigilia”. Outsider viene chiaramente dall’inglese outside, cioè fuori, esterno. Ap­punto: è la figura che prima di una gara, ragionevolmente parlando, sta fuori dai pronostici, certo non tra i più probabili signori della competizione. Ma che poi magari salta fuori da chissà dove, chissà come, e vince proprio mandando all’aria tutte le più sensate previsioni.

Ecco, partendo dalla definizione, chiedo: qualcuno sa dirmi che fine abbia fatto l’outsider nel grande ciclismo di oggi? Qualcuno l’ha visto in giro? Certo possiamo dire che ogni tanto un outsider vince ancora: mi pare proprio che Yates all’ultimo Giro possa rientrare nella categoria, sbucando alla fine, nel modo più esaltante e imprevedibile, dalla bega Del Toro-Carapaz. Ma il fatto è che oggigiorno l’outsider vince solo quando non ci sono loro, Pogacar e i suoi simili, cioè a dire quando nessuno può più essere considerato outsider, oppure quando sono tutti outsider.

Ripassiamo alla mo­vio­­la le ultime annate: nelle grandi gare, diciamo giri e monumenti, è sparita la sorpresa. Il giorno prima prevedi quei nomi e a corsa fatta quei nomi si spartiscono la torta, tre quarti Ted­dy e un quarto i Van Der Poel, gli Evenepoel, i Vin­ge­gaard, i Van Aert, presto i Sei­xas. L’arte del pronostico, in cui io sono totalmente ne­gato, ma che affascina sempre tutti quanti, è ormai diventata un esercizio impiegatizio: anche il più scimunito ormai ci prende, se non proprio centrando un nome solo, comunque nella ristretta cerchia di due o tre.

Ci sarà una bella correntona di gente che considera anche questa noia. Troppa prevedibilità, persino nei pronostici, che invece sono il campo aperto della fantasia e dell’ipotesi. Proviamo per un attimo a metterci nei panni di Angelo Costa, che su tuttobiciweb deve trovare per contratto dieci facce prima di ogni gara: lui per primo sa che che se c’è Teddy ne basterebbe una, ma come un martire si immola all’ondata degli insulti dei sapientoni che gli spiegano come dieci nomi siano troppi, perchè ne basta uno...

Per una volta non vo­glio schierarmi. Non per vigliaccheria, ma perché proprio non so dire con certezza se la sparizione dell’outsider sia un bene o un male. Comprendo benissimo quelli che lo piangono come vedove, perché coltivano l’estetica dell’equilibrio e dell’imprevedibilità. Ma voglio anche dire che negli ultimi an­ni io ho visto con i miei occhi pienoni di folle tipo Al­pe d’Huez anche qui in Italia solo quando davanti passava il più scontato dei nomi, Po­gacar (abbiamo presente alle Strade Bianche, sulle salite del suo Giro in rosa, al Lom­bardia?).

Restiamo però all’osservazione empirica: nei fatti, la possibilità che la vittoria vada a un signor Nessuno, o comunque a un esterno del cerchio magico, è praticamente ridotta allo zero assoluto. Piaccia o no, di sicuro è un merito enorme, che va riconosciuto da tutti, proprio di Teddy e dei suoi simili, come dimostrazione di grande generosità e di grande rispetto nei confronti delle sfide più nobili. Noi li pronostichiamo, magari ormai con una certa noia, ma loro sono sempre puntualmente là dove li abbiamo pronosticati, da­vanti, e non mi pare un fenomeno da poco. Quando il cam­pione c’è e si spende, il pubblico non può che sentirsi gratificato. Poi certo: so già che alla prossima gara monumento sarò miseramente smentito, col trionfo di un outsider, proprio la figura di cui sto celebrando le esequie. Ma devo anche avvertire subito: da come s’è messa la storia, in quel caso non parleremmo nemmeno più di outsider, dovremmo parlare di miracolo.

da tuttoBICI di aprile


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COMMENTI
Congiuntura astrale
30 aprile 2026 09:34 Vacario
Il ciclismo vive una congiuntura astrale favorevole, la generazione dei Pogacar, Vingegaard, Van der Poel, Van Aert, Evenepoel e ormai Seixas è destinata a
lasciare un segno indelebile. Siano corse a tappe o gare in linea i favoriti d’obbligo sono loro. Aggiungo che oggi si corre di meno di una volta e si corre forte sin dal primo chilometro, quindi i campioni si presentano in condizioni ottimali per vincere e i tifosi si appassionano. Difficilmente vedremo un nuovo Marc Gomez sul traguardo di Sanremo.
Già in passato c’erano state situazioni analoghe, nella prima metà degli anni ‘70 c’erano i Merckx, i Gimondi, i De Vlaeminck i Maertens e si affacciavano i Moser e gli Hinault. Non che per gli altri ci fosse molto spazio.

io ne ho viste cose...
30 aprile 2026 09:38 Eli2001
tralasciando anni e anni di ciclismo falcidiato dalle squalifiche per doping. Ricordo giri d'Italia o Tour decisi negli ultimi due tre chilometri delle tappe regina. Con i commentatori che per due ore si arrabattavano a dire... tra poco succede qualcosa... ora è il momento... questa potrebbe essere la salita giusta per un attacco da lontano. Succedeva una volta ogni tanto, qualche anno mai. Ma anche corse vinte da (bravissimi) signori nessuno. L'eroe di giornata, la fuga bidone. Sinceramente non ricordo un ciclismo dei campioni come quello odierno. Con pochissimi superman che vincono tutto. Sembra una cosa banale? Sembra una cosa noiosa? Io mi tengo ad occhi chiusi questi anni irripetibili. Opinioni, ovviamente. Gusti personali. Ma di classiche che esplodono a 100 km dall'arrivo ne ricordo poche. Qui ogni gara in cui ci sono i big sembra un film Marvel (che a me non piacciano ma penso renda l'idea).

ELI2001
30 aprile 2026 10:13 Frank46
Nelle classiche monumento, in particolare quelle belghe, ma anche il Lombardia, c'è sempre stato spettacolo, e spesso la corsa è esplosa lontana dal traguardo... Non è che Sagan, Cancellara o Boonen aspettassero all'ultimo momento. Anche Nibali non se lo faceva ripetere più volte di attaccare anche da lontano in classiche come il Lombardia.

Vogliamo parlare di cosa faceva Contador nei GT.
Per me l'unica vera differenza tra quest'epoca e tante altre è la presenza di uno che può dominare su tutti i tipi di percorsi o comunque giocarsela sempre per la vittoria.
Vanderpoel e Van Aert non valgono di più di Cancellara, Boonen e sagan. Vingegard non vale più di Froome e Contador, e anche il modo di correre di questi campioni non è diverso da quelli del recente passato.

ELI2001 correzione sulla Liegi
30 aprile 2026 10:16 Frank46
L'unica monumento che ha avuto un canovaccio non proprio spettacolare per molti anni in effetti fu la Liegi.. Con classiche belghe spettacolari mi riferivo più che altro a Fiandre e Roubaix. Alla Liegi spesso Valverde aspettava gli ultimissimi km e nessuno cercava di anticiparlo. Non sempre ma spesso andava così.

Frank46
30 aprile 2026 10:23 Eli2001
Si ma qui parliamo di ogni singola gara da qualche anno a questa parte. Poi si, la differenza la fa Pogacar che quando è in corsa determina da solo l'andamento delle gare. Sempre

Risultato
30 aprile 2026 10:56 Craven
Infatti nelle corse di secondo piano, dove questi campioni non si presentano, non va più nessuno a vedere le corse. Fine della passione sportiva, quella vera, solo più tifo da stadio in quelle 2 o 3 corse l'anno, però dobbiamo ringraziare di godere di cotanto spettacolo, questo è il ritornello che leggiamo e sentiamo da anni, un po' come se fosse una pubblicità, mai termine fu più azzeccato.

Craven
30 aprile 2026 11:27 Frank46
Basta solo non sputtanare le corse in cui non sono presenti i due fenomeni di turno e dare il giusto merito anche ai migliori umani che meritano di giocarsi anche loro delle corse importanti senza che nessuno li sminuisca perchè non sono presenti i due fenomeni.

Come vedi e come previsto ci avviciniamo al Giro e già sono partite le infamie sui partecipanti.

Craven
30 aprile 2026 11:35 Eli2001
in che senso tifo da stadio? Mai vista la stessa violenza, gli insulti e altre amenità che caratterizzano gli stadi. Cosa intendi per "tifo da stadio in quelle due tre corse l'anno"?

@ frank46
30 aprile 2026 11:43 Arrivo1991
https://www.tuttobiciweb.it/article/2025/12/01/1764609248/ciclismo-giro-d-italia-percorso-2025

Giusto in tema.

bega Del Toro-Carapaz ?
30 aprile 2026 11:53 Greg1981
La maglia rosa l'aveva Del Toro e Carapaz non aveva nessun obbligo, visto che correva per un altra squadra
Carapaz disse bene che cosa pensava

https://www.cicloweb.it/news/270003506694/carapaz-ha-vinto-il-piu-intelligente-e-non-era-del-toro

@ frank46
Hai centrato il punto, se non ci partecipa uno dei big, non bisogna far la gara a sminuire chi và e participa/vince.
Ma purtroppo, certa gente si professa sportiva, ma poi vediamo ben altri atteggiamenti.

Dubbi
30 aprile 2026 12:05 Àaaaaaa
""all’ondata degli insulti dei sapientoni che gli spiegano come dieci nomi siano troppi, perchè ne basta uno..."
Io di insulti non ne ho mai letti da parte dei " sapientoni ".
E poi, chi vince corse dove uno non partecipa, vince e basta.
È sempre da parte di qualche giornalista che poi parte il motivetto " Ha vinto perchè manca Tizio, Caio".
Quindi, di base l'outsider non è ben voluto e ben visto a prescindere.
E il fatto che si minimizza il Giro, già dice molto.

Eli2001
30 aprile 2026 12:28 fransoli
Non è vero vdp è puntualmente oggetto di lanci di roba di vario genere.... Saranno mica tifosi di van aert quelli 🤔

requiem per le agenzia di scommesse
30 aprile 2026 12:33 Leonk80
ai mondiali dell'anno scorso Pogacar era quotato a 1,10!!! almeno abbiamo curato la ludopatia!

Arrivo1991 riguardo al link
30 aprile 2026 12:48 Frank46
Appunto, criticano il percorso perchè meno duro ma si dimenticano che lo scorso anno al Tour fecero appositamente un percorso meno selettivo per evitare che il 3° (1° degli umani) finisse di nuovo a 20 minuti e che il 2° fenomeno finisse a 7 minuti... Risultato 2° a 4 minuti e rotti e 3° a 11.

Quando venne Pogacar al giro su un percorso più duro il 1° degli umani arrivò a meno di 11 minuti ma tutti i campioni che si piazzarono nelle prime 5/6 posizioni vennero insultati perchè considerati delle pippe, ma non ti parlo tanto degli utenti quanto più dei giornalisti.

Vogliamo ricordarci chi si piazzò lo scorso anno dietro ai due fenomeni al Tour? :

3 LIPOWITZ
4 ONLEY
5 GALL
6 JOHANNENSEN
7 VAQUELIN
8 ROGLIC VECCHIO E SCASSATO
9 BEN HEALEY RINOMATO UOMO DI CLASSIFICA DA GT
10 JORDAN JEGAT

Furono in 12 a fare classifica (meglio dire ritrovarsi in classifica perchè alcuni si ritrovarono li grazie a delle fughe bidone).
Il distacco di quelli dalla 10a alla 12a posizione di circa mezz'ora.

Il 13° come detto non curò la classifica e arrivò a quasi 53 minuti.. Il tutto su un percorso studiato per non essere selettivo e non creare distacchi pesanti.

Oggi al Giro oltre a Vingegard si presentano questi possibili uomini di classifica, alcuni ovviamente di bassa classifica altri potenzialmente di alta classifica:

PELLIZZARI
ADAM YATES
KUSS
O CONOR
FELIX GALL
ARENSMAN
BERNAL
DEREK GEE
CICCONE
FORTUNATO
ZANA
BUITRAGO
EINER RUBIO
CARUSO
HIDLEY
MAS
VAN ELVET
JAN HIRT

Se anche ci fosse un ecatombe e molti dei migliori umani dovessero non terminare il Giro o uscire fuori di cassifica, il livello degli umani in top 10 a questo Giro difficilmente sarà inferiore al livello dei migliori umani al Tour dello scorso anno.

Però questo Giro è già stato etichettato come un Giro delle mega pippe.
Tutti già sanno che Vingegard dominerà perchè non si presenterà in forma precaria come alla scorsa Vuelta, ma tutti sono già pronti ad insultare i partecipanti del Giro che si piazzeranno alle loro spalle e gli assenti ovviamente sono sempre quelli più forti che potevano giocarsi la vittoria con il fenomeno...... sicuramente se la giocavano..... proprio sicuro...

fransoli
30 aprile 2026 12:55 Eli2001
vero, ci sono stati degli episodi isolati. E' questo che intendete per tifo da stadio? Se mettiamo la gente delle curve in un ambiente senza recinzioni e polizia temo che resti poca gente viva tra giocatori e tifosi non violenti. Nel ciclismo gli atleti passando in mezzo a due ali di folla, quasi ovunque senza protezioni. Mi sembra un miracolo che non succeda nulla e un caso abbastanza evidente di quanto questo sport abbia una tifoseria sana. L'episodio o i pochi episodi ci sono sempre ma non possono essere presi come emblema.

Eli
30 aprile 2026 13:22 Craven
Mi sa che non hai neanche ben chiaro cosa sia il tifo da stadio.

@ frank46
30 aprile 2026 13:54 CarloBike
Chi scrive l'articolo, lo scorso Giro, finchè c'erano gli atleti Uae ai primi posti, sfornava articoli su come la doppia carta Uae ( Del Toro + Ayuso ) era una gioia.
Sappiamo tutti com'e' finita.


https://www.tuttobiciweb.it/article/2025/05/20/1747759059/ciclismo-giro-d-italia-uae-team-ayuso-del-toro

Craven
30 aprile 2026 13:58 Eli2001
tu hai chiaro tutto ma non spieghi mai niente, le tue parole finiscono per pesare nulla. Come quello che dice che la terra è piatta e che è tutto scritto nel web

Carlobike
30 aprile 2026 16:13 Frank46
Quadrupla carta. Ad un certo punto nei primi in classifica c'erano Ayuso, Del Toro. Adam Yates e Mcnulty.

Per chi scriveva gli articoli era un dominio incontrastato in stile Visma alla Vuelta... Ogni giorno mi sono messo a confutare ste tesi strampalate... Mcnulty era ovvio che appena arrivavano le salite sarebbe uscito fuori di classifica. Adam Yates aveva già dato segnali di non avere una gran gamba, Ayuso non era meglio di gente come Simon Yates e Carapaz , e Del Toro era un incognita in un GT.
Ma loro vedevano un dominio incontrastato e non si curavano minimamente del fatto che esistevano anche altri ciclisti talentuosi e con un certo palmares.

Te lo dice uno che non ha nessun problema con nessuna squadra, non è il calcio e non si tifano le squadre, e che ovviamente ammira Pogacar come giusto che sia e apprezza Del Toro Ayuso o chicchessia.

Però sono miopi. E oltretutto si affidano ai numeri e danno i numeri.


@ frank46
30 aprile 2026 17:13 Albertone
Partito il Giro 2025, vinceva qualche outsider e partì la critica :

https://www.tuttobiciweb.it/article/2025/05/11/1746983631/ciclismo-giro-d-italia-van-aert-prestazione-delusione

Poi, Van Aert vinse, e si parlò di questo quel giorno :

https://www.tuttobiciweb.it/article/2025/05/18/1747589364/ciclismo-giro-d-italia-uae-team-del-toro

Quindi?

Outsider solo al Giro
30 aprile 2026 17:24 VanDerPogi
Geoghegan Hart, Hindley, Hesjedal, lo stesso Carapaz l'anno in cui lo vinse non era pronosticato... Kruijswijk l'anno in cui quasi lo vinse figuriamoci...
Il livello è purtroppo più basso e a volte qualche Carneade nella forma della vita lo può vincere.
@Frank: la metà dei nomi che hai fatto per il giro di quest'anno erano in gara al Tour dell'anno scorso a fare i gregari o i cacciatori di tappe (Arensman, Yates, Kuss...) per non dimenticare i grandi nomi che si son ritirati la prima settimana (Evenepoel, Almeida, Skjelmose). I confronti sono impietosi.
Ormai ci sono più grandi nomi alla Tirreno o al Delfinato che non al Giro...

Albertone
30 aprile 2026 17:38 Eli2001
torna il giro e torna la vostra polemica preferita da un anno a questa parte. Il famoso tam-tam. Ma possibile che di una intera stagione state sempre a discutere quei due tre episodi? Sembrate tante vedove.

@Albertone
30 aprile 2026 17:43 Frank46
Quella dello sterrato era stata una tappa mozzafiato, ma non si può pretendere una gara fatta di 21 tappe mozzafiato e le si chiede solo al Giro.

Non mi sembra che nelle gare più importanti estere non si vede l'ora di dire che la corsa fa schifo che i corridori fanno schifo e che anche di quelli buoni di nome non ce ne facciamo nulla perchè non sono al top.

Poi è chiaro che dopo una tappa come quella dello sterrato non potevano dire che non ce ne facciamo ancora nulla di Van Aert o che è stata un'altra tappa noiosa.

Poi i GT si giudicano al limite una volta conclusi e si da un valore anche all'attesa, l'importante è che qualcosa succeda.

Però se si parte già prevenuti verso corsa e corridori che gudizi vuoi che si riescono a dare?
Non c'è lo stesso metro di giudizio quando si corre in Italia e sopratutto quando si corre il Giro d'Italia. Ma anche il Lombardia e la Sanremo in passato hanno subito un bruttissimo trattamento mediatico. Oggi con il fatto che Pogacar solitamente queste corse le fa si evitano di fare certi discorsi che fino a pochi anni fa si facevano anche sulle nostre due monumento.... Se ci sono 5 monument le due indegne di esserlo ovviamente saranno le nostre.... La Sanremo è la corsa più facile e noiosa, al Lombardia ci vanno tutti corridori con le gambe già distrutte e poi manca questo e quello.... Mai visto lo stesso metro di giudizio applixato sulle altre corse però.

Albertone ma poi sei sicuro che vincevano gli otsider?
30 aprile 2026 18:08 Frank46
Nomino solo i calibri grossi a podio:

Tappa 1
1 Pedersen
3 Pidcock

Tappa 2
1 Tarling
2 Roglic
3 Vine

Tappa 3
1 Pedersen
2 Corbin Strong

Tappa 4
unica sorpresa Olan Kooij battuto da Van Uden in volata

Tappa 5
1 Pedersen
3 Pidcock

Tappa 6
1 Kaden Groves
3 Paul Magnier

Tappa 7
1 Ayuso
2 Del toro
3 Bernal

Io tanta qualita nei vincitori di tappa e nei corridori a podio non l'ho quasi mai vista in nessun GT.

Eppure si è continuati imperterriti a far intendere che in Italia c'era una sacra di paese che si apprestava ad essere dominata dagli UAE e lo si è fatto quasi sino all'ultimo.

Alla 9a tappa dopo uno spettacolo della madonna hanno scritto che finalmente era successa qualcosa.

Più faziosi e infamanti di così non si può.

@Frank se ti metti a fare quegli elenchi...
30 aprile 2026 19:17 VanDerPogi
Tour 2025
Tappa 1: Philipsen, Germania
Tappa 2: MVDP, Pogacar, Vingegaard
Tappa 3: Merlier, Milan
Tappa 4: Pogacar, MVDP, Vingegaard
Tappa 5: Evenepoel, Pogacar
Tappa 6: Healy, Simmons, Storer
Tappa 7: Pogacar, Vingegaard, Onley
Tappa 8: Milan, WVA, Groves
Tappa 9: Merlier, Milan, Del Lie
Tappa 10: S.Yates, Arensman, Healy

Eli2001
30 aprile 2026 19:20 Albertone
Di cosa parla l'articolo ? Degli outsider...
Quindi, rileggi cosa è stato detto.
Sembriamo delle vedove ?
Le stesse parole ( identiche ) che sono nell'articolo.
Quindi, quali sono i tuoi problemi ?
Di compresione, sì, visto che ti cito 2 articoli che parlano di questo tema di oggi.
Non ti sta bene ? Fai chiudere la sezione commenti

VanDerPogi
30 aprile 2026 19:37 Frank46
Ma lo scopo non è mai stato dire che nel complessivo la qualità del Giro sia superiore a quella del Tour. Lo scopo è quello di mettere in evidenza che il Giro d'Italia non è sta sacra di paese che viene sempre descritta.

Metti a confronto gli umani nella top 10 del Giro dello scorso anno con quelli nella top 10 del Tour....

La grossa differenza tra giro e Tour è che li i due fenomeni ci vanno sempre, qui o non ci va nessuno oraramente ce ne va 1 ed è pure peggio.

Poi c'è differenza nei gregari. Gli squdroni portano al Tour corridori che poi sono costretti in ruoli molto defilati, però sicuramente se si fa un forcing lo si riesce a fare di livello superiore.

Però a volte, come lo scorso anno può capitare di avere un livello medio degli uomini di classifica (ovviamente fenomeni esclusi) superiore al Giro..

Eppure verrà descritto sempre come un Giro fatto di pippe.

Come in alcune occasioni potrà capitare di avere il miglior velocista al mondo al Giro ansichè al Tour , o proprio un elenco partenti trai velocisti superiore...

Mediamente il Giro e la Vuelta saranno sempre inferiori, la Vuelta magari a livello di nomi a volte può sembrare persino speriore aquelli del Tour ma alcuni ci andranno per reparare il mondiale, altri spompati e con il Tour nelle gambe...

Il punto è che il Giro non merita questo trattamento.
Non mi sembra che trattano la Vuelta in questo modo.

VanderPogi
30 aprile 2026 19:40 Frank46
Ma cosa dovrebbero fare dopo aver fatto il Giro. A parte Pogacr e Vingegard pensi che ci sia qualcun altro in giro che possa fare Giro e Tour entrambi al massimo delle loro potenzialità?

Outsider vincono solo al Giro
30 aprile 2026 19:45 Frank46
Quelli non sono ne outsider ne addirittura carneadi... Quella è tutta gente che stava trai favoriti della vigilia eccetto magari qualcuno che per motivi anagrafici era ancora poco conosciuto.

L'ultimo outsider ad aver vinto un GT è Pereiro e vinse il Tour.

E' chiaro che in presenza di Pogacar o Vingegard tutti quanti diventerebbero outsider ma in assenza non li puoi chiamare così.

Frank46
30 aprile 2026 20:18 Forza81
Scorso anno Giro e Vuelta fu un piagnisteo totale.
Ricapiterà,ovvio

Albertone
30 aprile 2026 20:35 Eli2001
cortesemente non parlare di problemi di comprensione, diventi grottesco.
Sta cosa del giro bistrattato ha dato alla testa perfino a uno come Frank che alcuni giorni fa ha detto che il giro è meno importante del tour soprattutto a causa di alcuni giornalisti che lo denigrano. Cose da complottismo lunare!
Tra giro e tour non c'è gara, lo dicono i numeri, i soldi che gravitano attorno e il peso dei professionisti che vi vanno. È così, punto.
Ancora una volta: se io fossi il moderatore la sezione commenti non sarebbe chiusa. Semplicemente alcune persone a me sgradite avrebbero zero commenti pubblicati.

Frank capisco quello che vuoi dire
30 aprile 2026 22:34 VanDerPogi
Ma vai a cercare il palmares di Geoghegan Hart, Kruijswijk, Hesjedal...
Il Giro in sé ha un bel percorso che farebbe gola a molti, ma la maggioranza dei ciclisti top non vuole rischiare la preparazione per il Tour andando al Giro. Discorso diverso per la Vuelta, che spesso a parte chi la programma sin da inizio stagione, diventa terreno di rivincita per tutti i grandi ciclisti usciti prematuramente dal Tour o che vogliono sfruttare la gamba del Tour ancora per un po'.
L'idea dello scambio tra Giro e Vuelta, che aveva destato scandalo 1 anno fa, farebbe solo bene al Giro...

ELI
30 aprile 2026 23:00 Frank46
Non è una gara tra Giro e Tour. Grazie al cavolo, lo sappiamo tutti che il Tour è la gara ciclistica più importante al mondo.
Giro e Vuelta sono gli altri 2GT.

Non c' è nulla di più difficile che resistere per 21 tappe e affrontare grandi salite.

I GT hanno già di per se un peso specifico maggiore di qualsiasi cosa nel ciclismo , anche di più di mondiali , olimpiadi e monumento.

È un idea malsana paragonare il Giro ad una gara di una settimana in base alla lista partenti. Una gara di una settimana è una corsa di preparazione. Al Giro i più forti ci vanno per vincerlo.

Nel ciclismo poi un altra cosa molto importante è la storia e il Giro è la storia del ciclismo.

Il Giro merita rispetto punto e basta, e lo meritano anche i corridori che vi partecipano, se non capisci il discorso è un problema tuo.

Frank
1 maggio 2026 08:08 Eli2001
il giro vale meno del tour soprattutto a causa di certi giornalisti che ne parlano male, sono parole tue, che ti devo dire?

Eli2001?
1 maggio 2026 18:10 Frank46
Almeno la percezione che abbiamo qui in Italia e a cascata comunque ne ricade su tutto il resto. La parola "soprattutto" fai finta di non leggerla. Significa che comunque per motivi di calendario e di storia conterà sempre di più.

Ma te pensi davvero che i giornalisti non contano nulla ad esempio sul fatto che c' è la Tennismania.

Pensi davvero che se quando c' era Nibali lo conoscevano solo gli appassionati di ciclismo e quando c' era Pantani se ne parlava ovunque non dipende anche dall' impegno e dal racconto dei media? Pensi che dare la notizia al TG che Pantani ha attaccato da lontanissimo nella tappa del Tour del 2000 e collegarsi prima con il ciclismo non conti niente?
Non contava nulla interrompere la scaletta del festival di Sanremo per fare vedere la discesa di Tomba ai mondiali di sci?
Te ste cose probabilmente non le hai vissute e non hai la minima idea di come si creano i miti e di come si dà valore a certi sport o a certe competizioni.

Il Tour viene trattato sempre in quel modo lì. I corridori francesi pure e a differenza nostra erano 30 anni che non avevano corridori da GT e comunque in generale non hanno vinto quasi nulla tra GT e monumento mentre noi mettevamo a segno una quarantina di successi.

Però stai certo che li non trattavano male i loro corridori un po' più decenti.
Pensi che non serve a nulla mettere in prima pagina Seixas dopo la vittoria in una gara a tappe di una settimana?

Sono i giornalisti ad avere tra le mani il racconto e se pensi che loro siano ininfluenti vivi su un altro pianeta.

Si deve parlare bene del Giro, dei corridori italiani e dei partecipanti del Giro. Qualche critica ci sta ma non il bombardamento che viene fatto e non si può utilizzare un metro di giudizio diverso appositamente per colpire il Giro.

Io non vedo articoloni di pesantissime critiche quando in una tappa completamente piatta al Tour va via la fuga e si và piano. Succede anche lì. Ormai succede poco perché stanno praticamente togliendo le tappe per velocisti puri, ma bisogna essere disonesti per non capire che una tappa completamente piatta il 90% delle volte va in quel modo, a meno che non ci si mette il vento laterale a ravvivarla.

Frank46
1 maggio 2026 19:55 Eli2001
scusami se non leggo tutto quello che hai scritto ma tu davvero credi a quella cosa che avevi scritto? Cioè che il giro é inferiore al tour soprattutto a causa di alcuni giornalisti che ne parlano male? Santo cielo ma che potere hanno questi giornalisti? Come si chiamano?

ELI
1 maggio 2026 21:46 Frank46
Se non leggi non puoi capire quello che sto dicendo. Non mi riferisco ad alcuni giornalisti che parlano male, mi riferisco al fatto che dire che vendiamo male il nostro prodotto sarebbe un complimento e che in Francia ti saprebbero vendere una pietra e dirti che è il monumento più importante della storia dell' umanità e tutti gli crederebbero.

Te stai fraintendendo dal primo momento il senso del mio discorso.

Il punto non è qualche giornalista di Tutto bici, il punto è il racconto generale.

Se non leggi tutto il commento come puoi pretendere di capirne il senso?
Il problema sono anche i giornalisti RAI che non vendono il proprio prodotto, quelli della Gazzetta che sono partner storico del Giro e puoi fanno 3000 pagine di calcio parlando pure della serie Z e poi fanno scrivere un trafiletto sul ciclismo ad uno che non sa la differenza tra velocista, discesista e cronoman. Sai quante volte ho letto sulla gazzetta fare casini su sti termini, quindi sei in buonissima compagnia e te lo assicuro che è stato un caso che ne è venuto fuori un parallelo e non ero mio intento.


Frank
2 maggio 2026 07:11 Eli2001
vai a rileggere cosa avevi scritto qualche giorno fa

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In occasione del giorno di riposo del Giro d'Italia è stato presentato il saggio “Tra strada e civiltà – Una storia personale, una responsabilità collettiva” scritto da Marco Cavorso. Marco è il papà di Tommaso, ucciso da un uomo che...


Nelle prime 9 tappe del Giro d’Italia sono stati 4 i corridori a indossare la maglia rosa, in rappresentanza di altrettante nazioni: un giorno a testa Paul Magnier (Francia) e Giulio Ciccone (Italia), due Guillermo Thomas Silva (Uruguay) e cinque...


Ci scherza su, si diverte nel giorno di riposo: “Afonso, perderai domani la maglia rosa a vantaggio di Vingegaard? “Sì, sicuro”. Afonso Eulalio, portoghese di 24 anni, viene da Figueira da Foz, nota città balneare di 60mila abitanti sull’Atlantico, a...


Mario Cipollini è stato operato nuovamente al cuore questa mattina all'ospedale di Tor Vergata dall'equipe guidata dal professor Andrea Natale. È stato lo stesso Supermario a spiegare le sue condizioni cliniche ieri in un lungo post: «Purtroppo la miocardite che...


SOUDAL QUICK-STEP. 8. Sette piazzamenti nei dieci, due vittorie di tappa con una delle grandi rivelazioni di questo Giro, Paul Magnier: ai ragazzi di Davide Bramati c’è poco da dire, per ora. Al momento, infatti, ci vorrebbe un uomo un...


La giovane trevigiana Carretta Matilde, classe della scuola ciclistica di Casier e portacolori dell’U.C. Conscio Pedale del Sile del presidente Renato Vanzo, ha firmato un fine settimana di altissimo livello al 26° TMP Jugendtour di Gotha, in Germania, una delle...


A quasi due anni di distanza dal suo esordio in un Grande Giro avvenuto al Tour de France 2024, questo maggio Johannes Kulset è tornato a misurarsi con le fatiche e i palcoscenici di una corsa a tappe di...


Il Team Senaghese Guerrini continua a dettare legge tra gli esordienti e firma un’altra domenica da incorniciare, confermandosi la squadra da battere nella categoria. La formazione milanese mette infatti a segno una nuova doppietta, grazie ai successi dei suoi due...


Ci ha lasciato Renzo Cecconi, personaggio conosciuto non solo in Valdera (abitava a Capannoli) per la sua lunga attività in vari settori e non solo nel mondo dello sport e del ciclismo in particolare dove tanti anni fa lo abbiamo...


Malumori fra i corridori, costretti a rientrare in bici dal traguardo di Corno alle Scale: sapevano che la località appenninica è nota per le piste di slalom, non di discesa. Spiegato il motivo per cui Vingegaard sulle prime montagne si...


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