GIRO DI TURCHIA, 3 WORLD TOUR, 14 PROTEAM E 27 AZZURRI AL VIA: I PROTAGONISTI DELLA 61ᵃ EDIZIONE

PROFESSIONISTI | 25/04/2026 | 18:05
di Federico Guido


Partirà domani con la Çeşme-Selçuk di 178 chilometri la caccia al successore di Wout Poels nell’albo d’oro del Presidential Cycling Tour of Turkiye. L’esperto corridore olandese, vincitore nel 2025 davanti all’allora compagno di squadra Harold Martin Lopez, non difenderà infatti la maglia turchese conquistata 365 giorni orsono perché con la sua squadra, la Unibet Rose Rockets, ha optato per seguire quest’anno un altro tipo di calendario e, pertanto, lascerà vacante un trono che molti, fra i 158 partecipanti al via, ambiranno a far loro.


LA CACCIA ALLA MAGLIA TURCHESE

Tra questi il primo nome da annoverare è certamente quello del terzo classificato della passata edizione Juan Guillermo Martinez che, con l’aiuto del giovane vincitore dell’ultimo Tour du Rwanda Jurgen Zomermaand, potrà certamente pensare di migliorare quello che, ad oggi, resta il suo miglior risultato della carriera da professionista.

Il ventunenne colombiano del Team PicNic PostNL di sicuro però non avrà vita facile poiché non mancheranno gli avversari in grado di metterlo in difficoltà lungo la strada per Ankara. Dopo aver smaltito i problemi alle ginocchia che l’hanno a lungo tormentato quest’inverno ed esser poi andato a segno alla prima uscita stagionale alla Classic Grand Besançon Doubs, Jordan Jegat (TotalEnergies) si presenta indubbiamente come un serissimo candidato al podio finale al pari di Alessandro Fancellu (MBH Bank CSB Telecom Fort) che, concluso al terzo posto il Tour of Hainan domenica scorsa, sui due arrivi in salita in programma troverà il terreno ideale per fare la differenza sfruttando la gamba ammirata nel sud della Cina qualche giorno fa.

Assieme a loro, potranno poi essere della partita per le primissime posizioni della graduatoria anche due uomini già saliti sul podio di questa gara come Merhawi Kudus (2° nel 2024  e anche lui, come Fancellu, reduce dalla trasferta cinese ad Hainan) e Valerio Conti (2° nel 2019) ma di quest’ultimo andranno verificate le condizioni dopo quattro mesi interi spesi lontano dalle corse. Qualora l’esperto azzurro della Solution Tech NIPPO Rali non dovesse essere competitivo, la formazione di Parsani potrà valutare di curare la classifica con Kamiel Bonneu, corridore di nazionalità belga esattamente come Sylvain Moniquet (Cofidis) che, in salita, potrà svolgere un importante ruolo di supporto al quarto classificato del Tour de France 2019 Emanuel Buchmann.  

Lo stesso risultato del tedesco, non al Tour bensì al Turchia, lo ha ottenuto nel 2025 Abel Balderstone (Caja Rural - Seguros RGA) che certamente sarà animato dalla voglia di mettere le mani sul podio solo sfiorato lo scorso anno, obiettivo questo per il quale potrà contare sul prezioso apporto del vincitore del Tour Alsace 2021 José Félix Parra. I due non saranno gli unici spagnoli da tenere d’occhio visto che anche Jon Agirre per l’Euskaltel-Euskadi, Mario Aparicio per la Burgos Burpellet BH e Ibon Ruiz (appaiato a Ivan Ramiro Sosa) per l’Equipo Kern Pharma tenteranno di curare al meglio delle loro potenzialità la generale provando a dire la loro in quel paio di frazioni complicate dove, verosimilmente, faranno corsa di testa anche Odd Christian Eiking (Unibet Rose Rockets) e il giovane e agguerrito duo dell’XDS Astana composto da Nicolas Vinokourov e Henok Mulubrhan.

LA LOTTA PER I SUCCESSI PARZIALI

Se la lotta per la classifica si annuncia dunque quantomai aperta e ricca di pretendenti, altrettanto corposo e battagliero sarà il drappello di ruote veloci che andrà a contendersi i tanti arrivi adatti a loro che la gara a tappe turca proporrà nel corso degli otto giorni di corsa. Passandolo in rassegna, salta all’occhio la presenza di Giovanni Lonardi (Polti VisitMalta), Lev Gonov (XDS Astana) e Simon Dehairs (Alpecin Premier Tech), che al Turchia hanno già alzato le braccia al cielo e faranno di tutto per ripetersi, e quella di Tom Crabbe (Flanders Baloise) il quale, sebbene non abbia mai griffato una tappa a queste latitudini, sarà al via il corridore ad aver registrato più acuti pro’ in stagione grazie alle due vittorie ottenute all’Etoile de Besseges e alla Vuelta a Andalucia.

Si uniranno a loro nelle serrate volate di quest’edizione Jason Tesson (TotalEnergies), Stanisław Aniołkowski (Cofidis), Fernando Gaviria (Caja Rural - Seguros RGA), Marc Brustenga (Equipo Kern Pharma), Cesar Macias (Burgos Burpellet BH), Marceli Bogusławski (ATT Investments), Timothy Dupont (Tartelletto-Isorex), Luca Colnaghi (Bardiani CSF 7 Saber), Davide Persico (MBH Bank CSB Telecom Fort), Paul Hennequin (Euskaltel-Euskadi), un Casper van Uden (Picnic PostNL) pronto a rodarsi in vista del Giro d’Italia e corridori che, militando in formazioni con più carte da giocarsi allo sprint, dovranno parlarsi tra loro per decidere di volta in volta in che maniera muoversi come Manuel Peñalver (destinato a dividersi le responsabilità in volata con Lonardi in casa Polti VisitMalta), Attilio Viviani e Michele Gazzoli (Solution Tech NIPPO Rali) e Davide Ballerini (XDS Astana).

CONTINGENTE TRICOLORE

Anche grazie a quest’ultimi, nel complesso, il contingente italiano vanterà al via ben 27 rappresentanti, totale (il più alto dai 29 del 2017) raggiunto con la presenza, oltre agli atleti già menzionati, di dieci elementi (Alessio Delle Vedove, Matteo Scalco, Stefano Oldani, Dario Igor Belletta, Gabriele Raccagni, Matteo Regnanti, Lorenzo Conforti, Marco Manenti, Christian Bagatin e Jacopo Colladon) che faranno il loro esordio nella manifestazione più Santiago Ferraro, Filippo Cettolin, Filippo Ridolfo, Mattia Pinazzi, Davide Persico, Tommaso Nencini, Antonio Polga, Umberto Poli, Fausto Masnada e Andrea Peron il quale, coi suoi 37 anni, sarà il più anziano del gruppo al via e diventerà l’azzurro con più presenze (9) di sempre nella storia della corsa.

Difficile però, considerato il livello della startlist e il valore degli avversari, che sia lui a rimpolpare il bottino di successi finali (2, con Giovanni Visconti nel 2010 e Diego Ulissi nel 2017) e parziali (30) di un’Italia che è la nazione che vanta più vittorie di tappa dalla prima edizione (quella del 1966) ad oggi e l’anno scorso concluse la gara su note altissime imponendosi con Elia Viviani e Matteo Malucelli rispettivamente nella penultima e nell’ultima tappa in programma.

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