La prima vittoria World Tour della nuova Lotto–Intermarché è finalmente arrivata. A firmarla è stato Georg Zimmermann, protagonista alla Eschborn–Francoforte, dove ha vinto su avversari di livello come Tom Pidcock e Ben Tulett.
Un successo atteso da inizio stagione, soprattutto dopo una campagna delle Classiche che aveva lasciato più interrogativi che certezze per la squadra nata dalla fusione tra Lotto e Intermarché.
Il CEO Jean‑François Bourlart, che ha seguito la corsa da casa, non ha nascosto l’emozione: «Sono davvero entusiasta. Zimmermann è con noi da anni, già dal 2021 ai tempi della Intermarché-Wanty. Abbiamo sempre creduto in lui. Dopo il secondo posto nella tappa del Tour 2023, questa vittoria WorldTour è il coronamento del suo percorso». Il tedesco era arrivato secondo alle spalle di Bilbao, nella decima frazione con arrivo a Issoire.
Quella di Boulart, è un’affermazione che rafforza la linea della squadra: investire su corridori solidi e farli crescere nel tempo. La nascita del team aveva sollevato dubbi lo scorso anno, tra addii importanti e una gestione complessa degli organici. Bourlart ammette che il processo non è ancora perfetto:
«Ci sono differenze operative tra le due strutture, soprattutto nello staff. Serve tempo per trovare un metodo comune. Ma la priorità resta la performance, e i risultati stanno arrivando».
C’è poi la questione di Arnaud De Lie, che racchiude sia talento, ma anche fragilità e la mancanza di vittorie dal settembre 2025 non aiuta l’umore del vallone, che è stato per il momento, protagonista di una stagione altalenante. Ha dato buoni segnali all’Omloop Nieuwsblad prima della caduta, ha dato segnali all’Algarve e un quarto posto alla Gand-Wevelgem.
«Dopo la Tirreno-Adriatico era molto stanco, ha avuto piccoli problemi di salute e anche ai denti. Nulla di grave singolarmente, ma insieme hanno inciso sulla continuità».
Bourlart sottolinea anche l’aspetto psicologico: «Arnaud è molto esigente con se stesso. Quando capisce che non può vincere, a volte cala mentalmente».
Gestione delicata e futuro incerto
La chiave, secondo il CEO, è trovare equilibrio, per mettere nelle condizioni migliori, qiuesto ragazzo che in carriera ha dimostrato di poter vincere le massime competizioni.
«Ha bisogno di un ambiente sereno, ma anche di momenti in cui va stimolato. Prima della Gand-Wevelgem gli ho detto di puntare al massimo possibile, e ha risposto con un quarto posto».
Sul futuro, resta un’incognita. Le voci di mercato parlano di un possibile cambio squadra:
«Cambiare ambiente può aiutare, ma non è una garanzia. Dobbiamo capirlo insieme. Se decidesse di andare via, lo rispetterei, ma serve chiarezza in tempi brevi. Una decisione che avrebbe impatti importanti anche sul mercato della squadra».
Buone notizie, intanto, arrivano dall’infermeria, con corridori infortunati che presto rivedremo in gara. Jarno Widar ha risolto i problemi al ginocchio, e il suo possibile rientro sarà al Tour de Wallonie. Mantre per quanto riguarda Lennert Van Eetvelt, la sua stagione è stata condizionata dalla caduta alle Strade Bianche.
Sia De Lie che Van Eetvelt li troveremo al Giro d’Italia che partirà il prossimo 8 maggio.
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