FRECCIA VALLONE. SEIXAS: «NON SONO IL FAVORITO, MA NON CORRIAMO PER ARRIVARE SECONDI»

PROFESSIONISTI | 22/04/2026 | 08:30
di Francesca Monzone

Alla vigilia della Freccia Vallone il nome che più incuriosisce il gruppo e gli appassionati è quello di Paul Seixas. Non è il più esperto, né il più titolato, ma in assenza di fuoriclasse come Remco Evenepoel e Tadej Pogacar i riflettori si sono spostati su questo talento francese di appena 19 anni, pronto a mettersi alla prova sul temibile Mur de Huy. Seixas è considerato una delle stelle più luminose del ciclismo francese. Cresciuto rapidamente tra le categorie giovanili, si era già fatto notare due anni fa vincendo la versione junior della Liegi-Bastogne-Liegi, con arrivo sulla celebre Redoute. Il suo palmarès  include anche piazzamenti di rilievo come l’ottavo posto alla E3 Harelbeke juniores e il terzo posto ai Campionati Europei Under 23.


Nonostante la giovane età, il corridore della Decathlon-CMA CGM ha già mostrato versatilità: competitivo nelle corse a tappe e incisivo nelle classiche, come dimostra il secondo posto ottenuto quest’anno a Strade Bianche. La sua crescita è stata rapidissima, tanto da essere già indicato come possibile uomo copertina del ciclismo francese del futuro.


Ciò che colpisce di Seixas non è solo il talento, ma anche l’approccio e quella serenità che raramente si incontra in un giovane che corre ai massimi livelli. Le sue parole sono misurate, sincere, quasi irreali per un ragazzo della sua età, che ha fatto intervenire anche il presidente  Francese, per tutelarne il futuro in patria. «Non mi considero il favorito assoluto, ma come squadra non stiamo nemmeno correndo per il secondo posto».

Pur essendo al centro dell’attenzione, il giovane francese mantiene i piedi per terra. Riconosce il valore dei rivali e non si sottrae al confronto, ma evita discorsi troppo importanti. Anche parlando di Tadej Pogacar, non ha esitazioni: «Stiamo parlando del miglior corridore di sempre. Il livello che raggiunge è incredibilmente alto».

La Freccia Vallone, però, è una corsa particolare, tutta costruita attorno allo sforzo esplosivo del Mur de Huy e Seixas questo lo sa bene: «È una salita che bisogna imparare a conoscere: il posizionamento, il ritmo, il tempismo dell’accelerazione».

Abituato a sforzi più lunghi – salite da quindici o venti minuti – il francese dovrà adattarsi a un finale breve, dove sarà richiesta una grande energia. Ha lavorato su questo aspetto, ma ammette che la gara rappresenterà soprattutto un banco di prova per capire a che punto sia la sua esplosività.

I risultati recenti parlano chiaro: Seixas ha già stupito vincendo il Giro dei Paesi Baschi e confermando il proprio talento con piazzamenti importanti nelle grandi corse. Lui stesso ha  ammesso: «Sì, i miei risultati sono migliori del previsto. Mi sono sorpreso. La concentrazione e la passione per la bici sono il mio segreto e voglio pedalare tutti i giorni».

Alla Freccia Vallone, Seixas non parte con l’etichetta di favorito assoluto, anche per rispetto verso corridori più esperti come Kevin Vauquelin. Ma il messaggio è chiaro: la sua squadra non correrà per un piazzamento. Come lui stesso ha detto, la Freccia Vallone sarà un divertente viaggio alla scoperta di se stesso. Ma se guardiamo con l’occhio critico, allora alla Freccia Vallone forse avremo veramente la possibilità di scoprire una nuova stella del ciclismo mondiale.  


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COMMENTI
Mentalità vincente
22 aprile 2026 09:44 Giovanni c
Ha un gran piglio questo ragazzo. Vediamo cosa combina oggi 👏

Certo che
22 aprile 2026 11:14 frankie56
questo ragazzo ha addosso una pressione esagerata. Spero per lui che la usi come stimolo, e non motivo d'ansia. Ci mancava anche il macron, che con tutti i fastidi di questi tempi, diceva la sua sul buon Paul. Comunque i migliori auguri per oggi e domenica.

@frankie56
22 aprile 2026 16:55 Frank46
Quelle gambe reggono qualsiasi pressione. Il ciclismo è uno sport soprattutto di prestazione, e la Freccia Vallone non lascia proprio spazio a nessuna interpretazione. Era il favorito, per quanto avesse cercato di levarsi di dosso i favori dei pronostici, e ha vinto.

Essendo il favorito è più facile anche che la tua squadra riesca a piazzarti davanti prima dell' inizio del muro, perché comunque sono loro a dover prendere le redini della gara. Fatto questo chi è più forte vince e con questo parterre, di livello ma non esattamente eccelso, non poteva avere rivali.
Alla Liegi assieme ad Evenepoel è l' unico che teoricamente potrà provare a mettere i bastoni tra le ruote a Pogacar, ansi per me ha più chance lui di Evenepoel.

Frank46
22 aprile 2026 17:51 Eli2001
"di livello ma non esattamente eccelso", sembrano le parole per le quali qualcuno recentemente é stato da te bruscamente redarguito. Oggi vanno bene? Tu puoi dirle o sono fregnacce?

ELISTALKERODISSEANELLOSTRAZIO
22 aprile 2026 18:37 Frank46
Ho detto corridori di livello ma non eccelsi... Di livello che cosa significa? Se dico che sono di livello ti sembra che è uguale a dire che c'è un livello basso... Di livello implica che il livello sia alto. Alto ma non eccelso. Ti sembra che un Bagioli sia paragonabile ad un Seixas, ad un Vanderpoel ad un Van Aert..

Suvvia, smamma odissea nello strazio, ogni parola è buona per fare polemica..

Bagioli era un esempio
22 aprile 2026 18:46 Frank46
Pensavo ti riferissi al commento riguardante i Lombardia vinti un pò a fatica da Pogacar a causa di una condizione non ottimale contro corridori di livello ma non eccelsi. Il succo non cambia. Se dico di livello sto dando valore ai corridori, anche a quelli che non sono dei fuoriclasse, come dovrebbe fare qualsiasi appasionato di ciclismo. E quando vince un corridore forte ma non un fuoriclasse bisogna essere felici e non bisogna screditare ne lui ne gli avversari ne la corsa. Così la penso. Certo se una corsa un tempo era vista quasi al livello delle monumento e oggi ha un elenco di partenza da buona gara di preparazione è giusto farlo notare, ma non per screditare corsa e corridori, solo per essere fedeli alla realtà.

Frank46
23 aprile 2026 08:55 Eli2001
è una corsa professionistica di alto livello, ovvio che non ci sono gli amatori ma dire che non sono eccelsi è praticamente la stessa cosa che ha detto il povero gianni pugno sulla Freccia Vallone. Ci sono buoni corridori, se vogliamo ottimi, ma nessuno dei nomi che da soli cambiano il destino della corsa. Noto un certo nervosismo e una certa insofferenza a chi non la pensa come te. Non mi sembra un buon segno. Basta un accenno di polemica e passi il ilmite. Impara ad essere educato. Ti gioverebbe.

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