LA NUOVA MAGLIA AZZURRA HA MANICHE BLU SCURO, LOGO FEDERALE IN FILIGRANA E SLOGAN "SICURI IN BICI"

NAZIONALE | 15/04/2026 | 17:09
di Nicolò Vallone

La maglia azzurra si rinnova negli sponsor e nelle cromie. Oggi in Regione Lombardia, alla presenza dei vertici federali nazionali e regionali, dei commissari tecnici e di rappresentanti di Coni Lombardia, Polstrada e sponsor tecnici, è stata svelata la maglia che indosseranno tutte le nostre nazionali di ciclismo nel 2026, a partire dai prossimi giorni in Coppa del Mondo su pista a Hong Kong, passando poi per la giovane selezione che correrà il Tour of the Alps col c.t. Amadio in ammiraglia. Fino, naturalmente, ai più prestigiosi appuntamenti concentrati verso fine stagione.


La livrea è stata rinnovata con due elementi aggiuntivi in particolare: le maniche di un blu più scuro rispetto al tradizionale azzurro del resto della maglia, con bandina tricolore sul bordo; e lo stemma della Federazione Ciclistica Italiana ripetuto in filigrana su tutta la maglia. L'idea che vuole trasmettere l'organo di governo del ciclismo italiano è quella di un "cambio di marcia" simboleggiato dal rinnovamento grafico.


Dettaglio che non è un dettaglio, internamente al colletto ci sarà scritto Sicuri in Bici. Questo è lo slogan attorno al quale, ancora più che sulla maglia in sé, il presidente F.C.I. Cordiano Dagnoni è intervenuto: «Sul tema sicurezza abbiamo costituito nei mesi scorsi il tavolo di lavoro che ha coinvolto ogni singola componente del movimento, dagli atleti ai giudici etc etc. per elaborare le proposte da portare presso i gruppi parlamentari. Inserire Sicuri in Bici sulla maglia azzurra significa diffondere il messaggio del rispetto del codice della strada e del ciclista sulle strade e nei luoghi di tutto il mondo. Il nostro obiettivo più grande è permettere a chiunque, dai più giovani agli amatori, di essere al sicuro quando pedalano in strada. Il nostro non è un gioco, ma uno sport. Poi non tutti quelli che pedalano nel proprio quotidiano sono tesserati come ciclisti, ma su quello ci lavoreremo...»

Un riferimento sibillino che è stato in parte raccolto dalla "padrona di casa" Federica Picchi, sottosegretaria a Sport e Giovani della Lombardia: «Di questo aspetto dei tesseramenti parleremo più avanti, nel frattempo accogliamo con emozione momenti prestigiosi come quello di oggi, che devono incoraggiare sul piano della sicurezza. Un tema che passa anche dall'impiantistica sportiva, sul quale abbiamo appena realizzato il più grande bando di sempre in Lombardia. La maglia azzurra è un simbolo nato nel 1911 e, se non consideriamo corsa a piedi e palestra, il ciclismo è di fatto lo sport più praticato del nostro Paese e circa un quarto dei praticanti è nella nostra regione».

A suggellare il focus sulla sicurezza, la proiezione di uno spot sul metro e mezzo di distanza che verrà trasmesso in Rai prossimamente.

Dopodiché, naturalmente, il disvelamento della maglia: Dagnoni ha ricordato con orgoglio quanto essa rappresenti "la Squadra" chiamata così, in italiano, pure da delegazioni estere; Picchi si è detta onorata di "ospitare" questa presentazione accanto a un supercampione come Elia Viviani. Sì, perché a strappare scroscianti applausi è stato soprattutto l'attuale team manager azzurro: «Nel mio nuovo ruolo vorrei trasmettere la maglia azzurra alle nuove generazioni, ai ragazzi che rappresenteranno il nostro Paese nelle competizioni internazionali. L'Italia la rappresenti non solo in gara, ma da quando esci di casa a quando rientri, su ogni aereo che prendi… Abbiamo i migliori sponsor tecnici al mondo e riusciamo sempre a raggiungere livelli di competitività che ci avvantaggiano sui competitor. Mi piace vedere un tocco di novità ed eleganza con il "vedo non vedo" dei loghi federali e la cromia differenziata. A casa ho la collezione di tutte le maglie azzurre che ho indossato, a partire da quella del 2005 quando ero ancora allievo, ne vado particolarmente fiero. La maglia azzurra è un "punto di riparo" dove ho sempre trovato una base solida nei vari momenti della carriera. La F.C.I. deve e vuole essere un punto di riparo per tutti gli atleti del nostro movimento, siamo la loro Squadra, e loro devono guadagnarsi con sudore e sacrificio questa maglia. Io quell'adrenalina l'ho vissuta, ora ne vivrò un'altra cercando di trasmettere ai giovani quella che ho vissuto io».

Parola poi a un poker di sponsor. A partire da chi ha confezionato la maglia. Così Alessio Cremonese, amministratore delegato del gruppo MVC di cui fa parte Castelli: «Possiamo fregiarci di lavorare duramente per dare ai ragazzi anche solo un watt in più con una singola cucitura. In azienda abbiamo ancora un body di Elia di quando ha vinto l'oro olimpico e ci ha ringraziato per averlo aiutato a diventare l'uomo più veloce del mondo. Lo spirito è quello di aiutare i professionisti ma a cascata tutto il movimento. Per noi è il nuovo capitolo di una storia iniziata con Sportful nel 2002».

A seguire, un tris di nuovi sponsor. A partire da Skoda, che rafforza il proprio percorso dentro il ciclismo già innestato dalle sinergie ad esempio con Tour e Vuelta. Così il brand manager per l'Italia, Andrea Calcagni: «Per noi è un vero piacere essere così vicini al ciclismo, dato che Skoda iniziò producendo biciclette e solo dopo passò alle auto. Siamo il secondo brand automobilistico più venduto in Europa e siamo parte del gruppo Volkswagen, ora abbiamo l'onore di essere sulla maglia azzurra. Speriamo che questa partnership possa raccontare nuove e grandi emozioni. Non potevamo perderci l'opportunità di partecipare a questo orgoglio di essere italiani tramite il ciclismo!»

Per eVISO, l'amministratrice delegata Lucia Fracassi:«L'azienda è nata in Piemonte nel 2012 e ha creato una piattaforma di intelligenza artificiale applicata a diverse commodities, in particolare l'energia. Abbiamo riconosciuto nel presidente Dagnoni una comunione d'intenti coi nostri valori, quelli del voler essere presenti in ogni centimetro e in ogni situazione, con coraggio. Sul retro della maglia è presente il logo della nostra app Eviso Giro, che permette di risparmiare in bolletta (se avete eViso come fornitore di luce e gas) producendo kilowattora nella vostra attività sportiva. Attraverso il ciclismo ci avviciniamo alle persone e ai risultati che portano a casa ogni giorno».

Infine, Joma. Il direttore commerciale Alessandro Annibale: «Dopo le esperienze in essere nel calcio, nel tennis, nella maratona e non solo, per il nostro marchio d'abbigliamento sportivo il ciclismo è un nuovo inizio. Vestiremo atleti, tecnici e tutti coloro che gravitano intorno a Nazionali e Federazione nel loro tempo libero, o comunque nel fuori gara e nel fuori allenamento. Siamo lieti, peraltro, che ciò significhi pure vestire comitati regionali e club locali. Facciamo e faremo il massimo affinché l'immagine dell'Italia ciclistica sia di alto livello».

Non manca una suggestione finale lanciata, dal pubblico, dal collega Sandro Brambilla: quella di una maglia diversa tra eventi di punta e altri eventi, riservando la maglia azzurra "principale" solo a eventi di punta. Un suggerimento a cui il presidente Dagnoni, chiudendo la conferenza stampa e chiamando in causa Castelli, non sbarra del tutto la porta.


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COMMENTI
Preferivo la vecchia divisa
15 aprile 2026 17:20 Albertone
Le maniche non azzurre, la fa apparire una maglia simile ad un club

?
15 aprile 2026 20:59 Craven
Cosa ci va a fare la nazionale italiana al Tota? Oltre a togliere punti alle professional che già non se la passano bene.

Mah
15 aprile 2026 21:36 lupin3
X la sicurezza sarebbe stato molto meglio mettere una bella freccia verso sinistra sulle tasche posteriori e scrivere enorme 1,5 m. Mica dentro il colletto.

1.5m
16 aprile 2026 04:41 G9G9G9
Purtroppo il metro e mezzo di margine da rispettare è un utopia, qui da noi un ciclista in strada rappresenta intralcio. Io ho un’attività commerciale , e puntualmente mi scontro con parecchi clienti su questo.
In Italia esiste solo uno sport, sleale e diseducativo. Maledetti

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