LA PROMESSA DI WOUT, LE LACRIME DI STAF GOOLAERTS E QUELL'ANGELO SULLA SPALLA

PROFESSIONISTI | 13/04/2026 | 11:00
di Francesca Monzone

Nel frastuono straordinario che ieri ha fatto da cornice alla vittoria di Wout Van Aert, nella testa del campione per un attimo è calato il silenzio. Quell’istante ha unito insieme una promessa che doveva essere mantenuta, la morte di un amico e il dolore di una famiglia. Van Aert non ha esultato per se stesso, ma ha alzato lo sguardo al cielo. Un gesto semplice, carico di memoria, di dolore e di promessa mantenuta. Perché quella vittoria, la sua non era soltanto sua, ma era per Michael Goolaerts, l’amico e compagno di squadra alla Verandas-Crelan che proprio su quel pavé nel 2018 aveva perso la vita, inseguendo lo stesso sogno.


«Questo era un obiettivo dal 2018» ha detto Van Aert, ricordando la prima volta che correva la Parigi-Roubaix. Ed era anche il giorno in cui aveva perso Michael. Da allora, ogni ritorno su quelle pietre è stato un viaggio nella memoria. Non è retorica sportiva. È una ferita che non si è mai chiusa. Durante quella gara, Goolaerts fu colpito da un arresto cardiaco mentre era in sella. Cadde sul pavé, fu soccorso e trasportato in ospedale, ma non sopravvisse. Aveva solo 23 anni. Van Aert non ha mai dimenticato quel giorno. «Ci penso sempre, soprattutto quando vengo qui - continua il fiammingo -. Questa vittoria è per la sua famiglia e per tutti i nostri ex compagni di squadra».


A centinaia di chilometri da Roubaix, ieri in un’auto c’era un uomo che ascoltava la radiocronaca. Non era un uomo qualunque, era Staf Goolaerts, il padre di Michael. Non guarda più le corse. Troppo dolore e ricordi. Ma questa volta, quasi per caso, ha sentito tutto: il traguardo, il gesto, le parole. «Non sono riuscito a trattenere le lacrime - ha spiegato papà Goolaerts  -. Ti colpisce davvero. Ti toglie il fiato».  Poi è rientrato a casa, ha rivisto lo sprint, ha osservato quelle immagini che ormai appartengono alla storia dello sport. E ha pianto ancora, insieme a sua moglie Marianne. In quelle lacrime c’era tutta la loro vita, il loro dolore, ma anche il conforto di sapere che Michael non è stato dimenticato.

Nel 2018, su quelle strade, Van Aert e Goolaerts, che avevano la stessa età (23 anni), avevano pedalato fianco a fianco. Durante una ricognizione al velodromo, avevano persino scherzato, scattando insieme. Poi è arrivata la tragedia. «Da quel giorno, Wout ha detto: “Tornerò ogni anno per portare i fiori per Michael - ha ricordato Staf Goolaerts alla stampa belga -. C’è una differenza tra le parole e i fatti , e ora Wout l’ha fatto davvero.” Per anni Van Aert ha inseguito la Roubaix, ma non era mai riuscito a vincerla, poi domenica il fiammingo ha resistito a tutto. Anche a due forature e a quei fantasmi che lo hanno sempre inseguito.

Questa vittoria non cambia il passato. Non restituisce un figlio ai suoi genitori, ma ha stretto un legame ancora più forte tra una famiglia in lacrime, un campione e quello sguardo perso nel cielo. «Le nostre vite non sono più le stesse da quel giorno - ha detto Staf -. Nulla potrà più esserlo. Eppure, qualcosa resta. Qualcosa di profondamente umano. Significa che tutti sanno ancora chi è nostro figlio. Che Wout abbia fatto questo gesto è incredibilmente bello».

Questa è la storia di una promessa mantenuta, di un’amicizia che supera il tempo e la morte, di una vittoria che non appartiene solo a chi l’ha conquistata, ma anche a chi non può più correre per cercare la gloria. Ancora più belle sono le parole di Marianne, la madre di Michael, dette dopo la dedica di Van Aert: «Forse ieri Michael era lì sulla spalla di Wout». 


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COMMENTI
Gesto
13 aprile 2026 12:18 Albertone
Bellissimo gesto, che spero abbia portato un pochino di sollievo alla famiglia di questo povero ragazzo.
Tragedia purtroppo indimenticabile.

Mi ripeto....
13 aprile 2026 12:30 Osoistrac!
Felicissimo per la vittoria di Wout Van Aert.
Uno straordinario campione e un corridore sempre esemplare, nella vittoria e nella sconfitta.
Questa sua dedica non fa che confermare il suo spessore umano.

Van Aert
13 aprile 2026 12:45 Stef83
Anche per questo è tra i piu amati!!!

Gesto commovente
13 aprile 2026 14:49 Angliru
Ricordo perfettamente quella Roubaix del 2018. Vinse Sagan, ma si capì subito la gravità del malora che aveva colpito quel ragazzo.
Bravo Van Aert a ricordarlo. ♥️

WVA
13 aprile 2026 15:49 Buzz66
Credo che abbia dato l’ennesima conferma del suo spessore umano.
Oggi avrò parlato con una ventina di persone tra amici, clienti o semplici conoscenti.
Non ne ho trovata una che non fosse più che contenta della sua vittoria.
Un motivo ci sarà…

Veranda's Willems-Crelan
13 aprile 2026 17:35 Arrivo1991
Gesto da uomo vero.
Veranda's Willems-Crelan è l'esatto nome della squadra.

Vittoria ancora più bella
13 aprile 2026 20:38 VanDerPogi
Bravo Wout

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