ROUBAIX. CACCIA AI LADRI DI PAVE', SCATTANO ANCHE LE RONDE DEI TIFOSI

PROFESSIONISTI | 10/04/2026 | 08:30
di Francesca Monzone

Le pietre della Parigi-Roubaix sono sei milioni, vengono custodite con cura e sono beni culturali vincolati, ma anche il pavé più famoso al mondo ha i suoi tormenti. Non si tratta di manutenzione o altro, ma di ladri che di nascosto vengono a prendere questi sassi simbolo dell’Inferno del Nord. Domenica si corre la 123a edizione e una minaccia inaspettata rischia di compromettere lo spettacolo e la sicurezza della corsa: i furti di pavé lungo il percorso. Un fenomeno sempre più diffuso che sta facendo infuriare gli organizzatori e che potrebbe avere conseguenze anche gravi.


L’allarme è stato lanciato dal direttore di gara Thierry Gouvenou durante il sopralluogo nella Foresta di Arenberg, il settore più terribile e temuto della Roubaix. Qui, così come nel tratto del Carrefour de l’Arbre, alcune persone senza scrupoli e senza rispetto stanno rimuovendo i ciottoli per portarli via come souvenir e, in alcuni casi, anche per rivenderli ad appassionati della corsa. Il risultato? Buchi profondi e pericolosi proprio nel mezzo della strada.Gouvenou non nasconde la sua rabbia: «Questi gesti, apparentemente innocui, possono diventare estremamente pericolosi. I corridori affrontano questi tratti a velocità che possono superare i 50 km/h: colpire una cavità improvvisa potrebbe provocare cadute violente e compromettere l’esito della gara».


La Parigi-Roubaix è da sempre una delle prove più dure del ciclismo. I suoi settori in pavé, spesso sconnessi e irregolari, mettono a dura prova resistenza, tecnica e nervi dei corridori. L’aggiunta di ostacoli artificiali e non segnalati, come i buchi lasciati dai furti, rischia però di trasformare la difficoltà sportiva in un pericolo reale. Non solo per i protagonisti della corsa maschile, ma anche per quella femminile, entrambe previste nello stesso giorno. Ovviamente gli organizzatori non sono rimasti a guardare. Per contrastare il problema, hanno mobilitato squadre di operai incaricate di controllare e ripristinare continuamente i 30 settori di pavé per un totale di 54,8 chilometri. È stata inoltre predisposta una scorta di pietre di riserva per riempire rapidamente le parti in cui sono stati sottratti ciottoli. Il lavoro è continuo: controlli ripetuti durante la settimana e un’ultima verifica completa alla vigilia della gara. Ma il rischio resta elevato finché il fenomeno non verrà arginato. Così anche di sera tardi ci sono controlli e tra gli appassionati, quelli che rispettano la corsa, sono state organizzate delle vere e proprie ronde notturne, per cercare di cogliere sul fatto i ladri di pavé.

Curiosamente, non sono solo gli uomini a influenzare le condizioni del percorso. Nella Foresta di Arenberg, che fa parte del bosco di Wallers, ad esempio, vengono utilizzate delle capre per brucare l’erba tra i ciottoli, riducendo un ulteriore fattore di rischio per i corridori. Anche i cinghiali contribuiscono, involontariamente, a complicare la situazione, spostando terra e detriti sui tratti in pavé. Tuttavia, secondo Gouvenou, nulla è più problematico dei furti notturni.

L’edizione 2026 è forse una delle più attese e promette un duello entusiasmante tra Tadej Pogacar e Mathieu Van der Poel. Proprio per questo, il direttore di gara Gouvenou lancia un appello accorato: «Lasciate i sassi pavé al loro posto. Sarebbe infatti paradossale vedere una corsa decisa non dalla forza degli atleti, ma da un incidente causato da un gesto irresponsabile».

La Parigi-Roubaix è un patrimonio del ciclismo. Ogni pietra racconta una storia fatta di fatica, cadute e imprese leggendarie. Portarne via un pezzo significa non solo danneggiare il percorso, ma mettere a rischio la sicurezza dei corridori e l’integrità della competizione. In un contesto già durissimo, l’Inferno del Nord non ha certo bisogno di ulteriori pericoli. E l’auspicio è che vinca il rispetto per una delle corse più iconiche di sempre.


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COMMENTI
Che schifo di mondo
10 aprile 2026 11:03 tinapica
che trae origine nella monetizzazione delle emozioni. Se non ci fosse, se non fosse concepibile pagare cifre che immagino non esigue per questi sassi tutto questo non accadrebbe. Invece accade e non è facilmente reprimibile: che si fa, si mettono guardie armate a custodia di centinaia di chilometri di strade di campagna 365 giorni all'anno?
È proprio un'Umanità schifosa, la nostra (nella speranza che da qualche altra parte nel Cosmo esista una "Umanità" migliore)

tinapica
10 aprile 2026 11:45 AIbertone
addirittura l'umanità è schifosa perché qualcuno ruba le pietre? Che pessimismo!

AIbertone il clone
10 aprile 2026 12:09 Albertone
Mettiti d'accordo con Eli2001.
Fate le domande alternate, almeno sappiamo a chi rispondere.
Non è che se uno fa un commento, deve rendervi conto di ogni singola virgola.
Rubare pietre, significa poter causare cadute, oltre che danni ai posti.

Grandei Albertoni
10 aprile 2026 13:24 BuIlet
contemporaneamente inquisitore e avvocato difensore, spettacolo!!!

No capre si alle pecore
10 aprile 2026 14:09 Emilio
Chi si intende di animali sa bene che per tenere pulito il terreno servono pecore e non capre. Le capre servono per sterminare la crescita di piante ed arbusti ma non per l'erba.

BuIlet
10 aprile 2026 16:33 Albertone
Il mio nick è Albertone, senza spazi.
Penso che l'altro, apparso ben di recente, sia con uno spazio aggiunto.
Resta il fatto della strana coincidenza, chiamiamola così

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