A IVANO FANINI LA STELLA D' ORO DEL CONI AL MERITO SPORTIVO PER I SUOI 60 NEL CICLISMO

PREMI | 09/04/2026 | 08:20
di Valter Nieri

Si è più volte scritto che il presidente di Amore e Vita Ivano Fanini è il dirigente sportivo più vittorioso di tutti i tempi nella provincia di Lucca, ma fra i diversi premi che ha ottenuto in carriera il più prestigioso è senza dubbio quello conferitogli dal Consiglio Nazionale del Coni.


Il 21 aprile, presso il Salone d' Onore di Roma gli verrà consegnata la Stella d' Oro al Merito Sportivo, una tra le più prestigiose onorificenze conferite dal Coni a personalità e dirigenti che si sono distinti per impegno e dedizione nello sviluppo dello sport italiano.


Ivano già da bambino amava il ciclismo e non tardarono ad arrivare le sue prime vittorie nelle categorie giovanili ma poi il suo istinto era maggiormente orientato sulle capacità manageriali e sulle relazioni di alto livello, tanto che alla verde età di 22 anni era già presidente delle squadre ciclistiche dilettantistiche di famiglia dal nome Mamma e Papà Fanini in onore dei suoi genitori Livia e Lorenzo che mietevano successi dapertutto ed in tutte le categorie: giovanissimi, esordienti, allievi, juniores e dilettanti di 1.a e 2.a serie.

Nessun team in Toscana vanta un palmares di presenza e di successi come le sue squadre. Ma l'apice la raggiunse nel 1984 quando fece nascere la sua prima squadra professionistica dal nome Fanini-Wurer che fece il suo esordio al Giro d' Italia nel cronoprologo di Lucca vinto da Francesco Moser. Da allora sono seguite per quella che è stata l'unica squadra professionistica di sempre nella provincia di Lucca, centinaia di vittorie fra strada, ciclocross, pista e MTB. Prestigiosi sponsor legarono il proprio nome alle sue squadre come Pepsi, Seven-Up, Beretta e Galatron fino al proseguimento con il nome Amore e Vita nel 1989.

Dotato di grande intraprendenza e visione strategica Fanini si distinse in azioni dirette per sostenere atleti e promuovere i valori del ciclismo, tesserando ragazzi provenienti da ogni parte d' Italia ma anche da altre 43 nazioni. Li faceva arrivare a Segromigno dove aveva sede la società ciclistica, dava loro vitto e alloggio e poi li inseriva nel ciclismo dilettantistico facendoli maturare e passare successivamente professionisti con una crescita frutto di un processo che fondeva talento naturale, ambiente, formazione tecnica e mentale. I casi più lampanti sono stati quelli di Rolf Sorensen, Glenn Magnusson ma anche di altri corridori scandinavi fatti arrivare in Italia con la collaborazione dell' ex ciclista Ole Ritter. Prima ancora di promuovere queste scoperte dai suoi team mossero per la prima volta i pedali e giunsero ai primi successi in età giovanile grandi campioni come Mario Cipollini e Michele Bartoli in quella che è stata definita una fra le migliori scuole di ciclismo in Italia dedicata anche a progetti educativi che garantivano standard elevati nell' insegnamento ai giovani ciclisti. 

MENTALITÀ VINCENTE E CONTINUA RICERCA DI NUOVI TRAGUARDI

Ivano Fanini ha caratterizzato la sua carriera sportiva con la voglia di vincere sempre di più, puntando costantemente a nuovi traguardi. Nella sede della società si parlavano diverse lingue ma con tutti i ragazzi riusciva a farsi intendere con le sue continue motivazioni, spingendoli costantemente a raggiungere nuovi traguardi. Impossibile ricordare tutti i successi: basta dire che con i suoi ciclisti ha vinto 76 titoli nazionali in 44 paesi diversi compreso quello italiano con Pierino Gavazzi nel circuito di Imola nel 1988. In quasi tutte le classiche italiane, eccetto quelle monumento, ed in diverse corse a tappe all' estero il nome Fanini è segnato nell' albo d' oro. Al Giro d'Italia vanta 15 successi di tappa, fra quelli individuali iniziati nel 1985 con il primo di Franco Chioccioli nel tappone Frosinone-Gran Sasso d'Italia fino a quelli di squadra come quando Stefano Tomasini vinse la classifica giovani all' edizione 1988.

Ma la fame di vittoria del Team non si accontentava delle gare in linea e veniva trasmessa anche in altre discipline ciclistiche. Con Ottavio Paccagnella vinse i titoli nazionali nel ciclocross per quattro anni consecutivi dal 1985 al 1988 e con Fabrizio Margon siglò un altro poker dal 1990 al 1993. E poi la pista…Qui arrivarono i titoli mondiali con la tripletta ottenuta da Claudio Golinelli (nel Keirin 1988 bissato nel 1989 assieme alla velocità). Persino il c.t. della nazionale su pista Marco Villa decollò nella sua carriera come pistard in maglia Fanini vincendo il titolo mondiale dell'Americana a Bogotà nel 1995. Walter Brugna diventò campione del mondo del mezzofondo nel 1990 a Maebashi. Bruno Risi nel 1992 si laureò campione del mondo nella corsa a punti. Un altro titolo mondiale lo conquistò nel 1994 Dario Andriotto, anche se da dilettante, nel quartetto della 100 km.

NEL 2023 L' ONORIFICENZA DI AMBASCIATORE DEL COMUNE DI CAPANNORI

Capannorese doc, Ivano Fanini ha un profondo legame con la sua terra di origine ed ha dedicato tante delle vittorie ottenute con la sua squadra al Comune di Capannori, trasformando la gestione sportiva in atti di orgoglio anche culturale. Suo padre Lorenzo nel 1948 fondò la prima squadra ciclistica capannorese che Ivano con la collaborazione dei suoi fratelli Pietro, Michele (scomparso nel novembre 2019 ndr) e Brunello hanno fatto diventare nel tempo uno dei più longevi team ciclistici al mondo. Un "vulcano" in piena eruzione, che ha dedicato la sua vita a portare il nome della sua terra ai vertici del ciclismo professionistico vivendolo come una missione. Questi sono i motivi per cui nell' anno di fondazione del Bicentenario del Comune di Capannori nel 2023 fu insignito dell'onorificenza di Ambasciatore dello Sport che rafforzò in lui il senso di appartenenza di cui è molto orgoglioso. Fra i riconoscimenti più importanti vanta anche quello di Commendatore dell' Ordine al merito della Repubblica  Italiana per concessione nel 2000 dell' allora presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi.

I SUOI RINGRAZIAMENTI

«In questo momento in cui si riepiloga la mia carriera da presidente ciclistico, colgo l'occasione di ringraziare le centinaia di atleti che hanno indossato i colori della Fanini facendo diventare la squadra una fra le più vittoriose e longeve a livello internazionale - dice Fanini -. Li ringrazio perché ognuno di loro ha messo il proprio mattoncino al servizio del gruppo per l' obiettivo comune. Ho sempre pensato che ogni ciclista ha dato il suo contributo per creare la base su cui si poggiano i successi. Ringrazio anche tutti e tecnici e gli amici che mi hanno dimostrato affetto nei lunghi decenni e il comune di Capannori per l'importante onorificenza che mi consegnò nel 2023. Ma soprattutto in questo momento per me così importante voglio ringraziare il presidente del Coni Luciano Buonfiglio per avermi inserito nella ristretta cerchia di coloro che riceveranno la prestigiosa Stella D' Oro».

La Stella d' Oro nel 2021 fu consegnata anche al presidente nazionale F.C.I. Cordiano Dagnoni, tra l' altro molto amico di Ivano Fanini che sarà premiato a Roma fra gli altri assieme anche al Cus Milano, all' AC Roma, ad Andrea Pantano (presidente nazionale Libertas), a Carlo Moscatelli (consigliere nazionale e coordinatore delle Fiamme Oro), e a Gianfranco Zola (ex azzurro ed attuale vice presidente della Lega Calcio Professionisti). 



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COMMENTI
soltanto applausi...grande Ivano!
9 aprile 2026 11:17 roger
Complimenti davvero di cuore a Ivano, un riconoscimento che arriva dopo una vita intera dedicata al ciclismo con una passione pura, autentica e molto rara.
La Stella d’Oro è più che meritata per tutto quello che ha fatto e, soprattutto, per quello che continua a fare ogni giorno.
La sua è una storia unica, costruita con sacrificio, passione, valori veri e un amore profondo per questo sport, che oggi purtroppo spesso sembra dimenticare le proprie radici per inseguire solo il business.
Ivano invece è sempre rimasto fedele alla sua visione, alla sua identità, portando avanti il ciclismo con il cuore prima ancora che con gli interessi.
Personaggi così non solo meritano premi e riconoscimenti, ma rappresentano un esempio per tutto il movimento.

BRAVOOO!
9 aprile 2026 16:50 umbertomaserati
Ci sono storie che non si possono raccontare con i numeri, perché vanno molto oltre. Quella di Ivano Fanini è una di queste. La Stella d’Oro è un riconoscimento meritatissimo. Ivano è sempre rimasto autentico, con un’idea romantica e pulita di questo sport. E forse è proprio per questo che la sua storia è così unica. Complimenti davvero, perché certi traguardi non arrivano per caso, ma sono il risultato di ciò che si è costruito ogni giorno.

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