AL VIGORELLI ANTONIO COLOMBO PRESENTA IL SUO "A.C. CONFIDENTIAL. LA MIA VITA TRA ARTE, BICICLETTA E DESIGN"

LIBRI | 09/04/2026 | 11:55
di Giulia De Maio

Non poteva esserci location più azzeccata del velodromo Vigorelli per il lancio di un libro in cui sono raccontati campioni del mondo e rockstar uniti dall'amore per le due ruote.


Oggi nello storico impianto milanese Antonio Colombo e Giacomo Pellizzari hanno presentato A.C. Confidential. La mia vita tra arte, bicicletta e design. Un'avventura imprenditoriale ibrida che ha rivoluzionato l'idea stessa del pedalare, da domani in libreria grazie ad Ediciclo Editore, e applaudita oggi dall'oro di Roma 1960 Marino Vigna, da Aldo Rock, Norma Gimondi e tanti altri personaggi del mondo dell'arte e delle due ruote, tra cui numerose personalità cresciute al fianco di Antonio Colombo. 


«Se un tubo d'acciaio, oltre che essere fatto a regola d'arte, trafilato a freddo con i nostri macchinari, si porta dietro anche un po' di Aristotele e Keith Richards, male non gli fa». È con questa visione dirompente che Antonio Colombo ha cambiato la storia del ciclismo, del design e dell'arte. Scritto a quattro mani con lo scrittore Giacomo Pellizzari, il libro traccia le tappe di un'esistenza intensa e unica nel suo genere, che oggi i due autori hanno raccontato in una piacevole conversazione ricca di gustosi aneddoti con il direttore di tuttoBICI Pier Augusto Stagi e il cantante Fabio Treves, armonicista e compagno di scuola di Colombo.

Figlio di quell'Angelo Luigi Colombo che nel 1932 ottenne l'esclusiva per realizzare i mobili in tubi d'acciaio della Wohnbedarf di Zurigo su progetto dell'architetto Marcel Breuer, tra i principali esponenti della Bauhaus e creatore della celebre sedia Wassily, il giovane Antonio fugge da Milano per immergersi nella Londra della British Invasion e della controcultura di fine anni Sessanta. Al suo ritorno nell'Italia degli anni di piombo, intuisce che la vocazione di famiglia può diventare un linguaggio espressivo e che la bicicletta è l'anello di congiunzione tra la materia e l'arte.

Dopo aver (ri)fondato la Columbus tubi nel 1976 e acquisito il marchio Cinelli nel 1978, Colombo innesca nel mercato europeo tre rivoluzioni:

- L'innovazione del design: trasforma la bicicletta in una vera e propria icona. Introduce in Europa la prima mountain bike (il celebre "Rampichino" nel 1985), lancia la prima BMX continentale, la prima gravel e la prima bici a scatto fisso, intuizioni che anticipano il mercato di anni. Nel 1991 il modello Laser vince il Compasso d'oro, il più importante premio del design italiano: primo caso nella storia della bicicletta.


- Il ciclismo epico: sulle sue biciclette in acciaio pedalano i giganti delle due ruote. Il culmine è la Voladora, il telaio con cui Francesco Moser stabilisce, per due volte consecutive nell'arco di tre giorni, il record dell'ora su pista nel 1984, impresa a tutt'oggi considerata storica.


- La comunità pop e artistica: intorno alle bici Colombo-Cinelli si raduna una comunità di creativi di rilevanza internazionale, tra cui Keith Haring, Mario Schifano, Alessandro Mendini, Russ Pope, Mike Giant e Barry McGee che trasformano i telai in vere e proprie opere viaggianti. Una nuova estetica che conquista anche icone mondiali come Steve Jobs e Fidel Castro e star della musica come Eric Clapton, Bruce Springsteen, Jovanotti, Nannini e Ligabue.

Oggi la vocazione ibrida del protagonista ha trovato casa nella Colombo's Gallery (dal 1998) e nel Colombo's Archive (situato negli originari ex stabilimenti di via dei Pestagalli a Milano), luoghi dove convivono le sue tre anime: arte, bicicletta e design.

Questa vita pedalata tra industria e bellezza ora anche è ben raccontata in 208 pagine preziose tutte da sfogliare. Buona lettura.


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