È stata la regina di Spagna per due stagioni ma Demi Vollering quest’anno ha deciso di non difendere il suo regno, di lasciare lo scettro e la corona della Vuelta España Femenina 2026 a qualcun’altra. Chi succederà alla campionissima della FDJ United – SUEZ? Cosa succederà nelle sette tappe della corsa spagnola?
A queste domande potremo iniziare a rispondere da domani con la prima frazione che impegnerà le atlete da Marín a Salvaterra de Miño: 113 chilometri movimentati sulle strade della Galizia in cui spiccano le asperità di Alto do Cruceiro e Alto da Portela, due GPM di terza categoria posti rispettivamente a 75 e 64 chilometri dal traguardo. Attenzione anche alla salita non categorizzata verso Pazos de Borbèn e soprattutto al vento che potrebbe condizionare da subito la corsa.
Vento e continui strappi caratterizzeranno anche la seconda giornata di gara che impegnerà il gruppo tra Lobios e San Cibrao das Viñas, sempre in Galizia. Pur non avendo previsto traguardi per scalatrici, gli organizzatori definiscono i 109 chilometri della tappa “accidentati”. Impossibile dargli torto.
Nervoso. È questo l’aggettivo più adatto per descrivere il percorso della Padrón / La Coruña, terza frazione della corsa. Articolata sulla distanza complessiva di 121 chilometri, la tappa non mette in palio punti per la classifica delle scalatrici ma, almeno per i primi 60 chilometri, presenta un profilo spesso in ascesa. Nella seconda metà di gara non mancheranno gli strappi ma l’arrivo potrebbe sorridere ad atlete con uno spunto veloce, a patto che riescano a farsi trovare ben posizionate negli ultimi due chilometri.
La quarta tappa, ultima in Galizia, scatterà da Monforte de Lemos per far rotta verso Antas de Ulla. Il profilo altimetrico torna a proporre due traguardi per scalatrici (Alto de Oural e Alto do Hospital, entrambi di terza categoria, ndr) con il Traguardo Volante ad abbuoni previsto in località Monterroso, poco prima della linea di meta. A giocarsi la vittoria di giornata potrebbe essere un ristretto gruppo di velociste resistenti.
Giovedì 7 maggio la carovana della Vuelta España Femenina approderà in Castiglia e León e proprio dal capoluogo di provincia prenderà le mosse la quinta frazione, una tappa di 119 chilometri che terminerà a Astorga. Simile al tracciato del giorno precedente, il percorso porterà le atlete prima in cima a Collada De Olleros De Alba (1198 metri s.l.m.) e poi sulla vetta di Alto de la Garandilla. Dopo il secondo GPM di giornata la strada comincerà a scendere verso la località d’arrivo dove è presumibile che il successo di giornata si decida con una volata a gruppo compatto.
Non sarà così il giorno successivo: la sesta e penultima tappa si concluderà infatti in quota a Les Praeres al termine di un’insidiosa salita di prima categoria che raggiunge la pendenza massima del 12%. Le atlete incontreranno quest’ultima rampa un centinaio di chilometri dopo il via da Gijón. A quel punto le “big” della classifica generale non potranno stare a guardare.
Sabato 9 maggio sarà il giorno del verdetto finale, il giorno in cui - per la prima volta nella storia della España Femenina – le atlete scaleranno il leggendario (e temutissimo) Angliru, giudice supremo della prima grande corsa a tappe della stagione. La settima tappa prenderà il via da Pola de Laviana e, prima di concludersi ai 1555 metri s.l.m. dell’Angliru, proporrà altri tre GPM che certamente selezioneranno il gruppo garantendo spettacolo.
LE FAVORITE – Scritto dell’assenza della campionessa uscente e analizzato il percorso, non possiamo non evidenziare come sia Pauline Ferrand-Prévot a godere dei favori del pronostico. La campionissima francese, vincitrice dell’ultimo Tour de France Femmes, torna alla corsa spagnola cercando la rivincita dopo che lo scorso anno fu costretta al ritiro per problemi fisici. La 34enne della Visma Lease a Bike si presenta alla Vuelta con 5 giorni di corsa all’attivo e tre piazzamenti in top-10: 2a alla Ronde, 3a alla Paris/Roubaix e 7a alla Liegi/Bastogne/Liegi. Pauline potrà contare anche sull’esperienza di Vos e sull’apporto di Bunel, Van Dam e Wolff.
Nel novero delle favorite certamente c’è anche Kasia Niewiadoma. Reduce dai podi conquistati alla Liegi e all’Amstel Gold Race, la campionessa polacca sulla carta dovrebbe avere i gradi di capitana anche se in casa CANYON//SRAM zondacrypto potrebbero optare per un attacco a più punte con Neve Bradbury e Cecilie Uttrup Ludwig.
Più frecce a disposizione anche per la SD Worx Protime che certamente farà affidamento sulla classe e sull’esperienza di Anna van der Breggen (terza lo scorso anno, ndr) potendo contare anche un’atleta del calibro di Lotte Kopecky ed anche su una possibile “outsider” come Valentina Cavallar.
La FDJ United – SUEZ affronta l’edizione 2026 della Vuelta España Femenina senza Vollering ma con il tandem transalpino composto da Juliette Labous Berthet e Évita Muzic, rispettivamente quinta e decima nella classifica generale dello scorso anno. Attenzione anche ad un’altra francese, quella Cédrine Kerbaol che nel 2025 portò la EF Education-Oatly a ridosso del podio finale.
In casa UAE Team ADQ fari puntati su Mavi García, alla sua ultima Vuelta España in carriera, ma anche su Maeva Squiban e sull’altra iberica Paula Blasi, vincitrice dell’Amstel Gold Race Ladies e pluri-piazzata nelle gare della prima parte di stagione.
LE ITALIANE - Partiamo da Monica Trinca Colonel che, dopo il settimo posto in classifica generale dello scorso anno e le buone prestazioni a Strade Bianche, Appennino, Freccia Vallone e Liegi, si presenta in Spagna con ambizioni di classifica e i gradi di capitana della Liv AlUla Jayco. Al suo fianco Letizia Paternoster (maglia rossa per un giorno nel 2025,ndr) che torna alle gare dopo il quarto posto ottenuto all’Amstel Gold Race.
Ritroveremo in gara con la maglia della Lidl Trek Gaia Realini, terza classificata nell’edizione 2023 della Vuelta, e tra le file della Team Picnic PostNL Eleonora Ciabocco, che ritorna alle competizioni dopo la caduta al Trofeo Binda; con la 22enne marchigiana ci sarà anche Gaia Masetti. La Human Powered Health punterà su un tridente tricolore composto da Barbara Malcotti,Katia Ragusa e Silvia Zanardi. Greta Marturano e Erica Magnaldi sono le atlete italiane convocate dalla UAE Team ADQ, mentre in maglia Uno-X Mobility vedremo in azione Laura Tomasi e Alessia Vigilia. La Laboral Kutxa - Fundación Euskadi si affida all’esperienza di Alice Arzuffi per affiancare Usoa Ostolaza e Catalina Anais Soto. La Fenix-Premier Tech ha convocato Sara Casasola.
Menzione particolare per la Vini Fantini – BePink, unica Continental ad essere stata invitata dagli organizzatori che affronterà questa edizione della Vuelta España schierando: Gaia Segato, Elisa Valtulini, Sofia Arici, Andrea Casagranda, Nora Jenčušová, Marina Garau e la 19enne argentina Delfina Dibella, approdata da qualche settimana nel team diretto da Walter Zini
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