Giorno dopo giorno assumono contorni sempre più sfumati gli obiettivi che Mads Pedersen aveva messo nel mirino nella seconda metà di marzo. Il danese infatti, operatosi il 5 febbraio scorso in seguito alle conseguenze riportate nella caduta alla Volta Comunitat Valenciana che gli è costata la frattura del polso sinistro e della clavicola destra, è ancora seriamente impegnato nel processo di riabilitazione e, per quanto abbia provato a bruciare le tappe, ha ancora parecchia strada da fare prima di ricevere il via libera per tornare a competere su asfalto.
Questo fa sì che, come lui stesso ha sinceramente ammesso al suo Lang Distance podcast, col passare delle ore la sua presenza a corse come Milano-Sanremo ed E3 Saxo Classic (due originari obiettivi di primavera assieme alla Parigi-Nizza) diventi sempre più irrealistica.
“Sarà davvero difficile esserci” ha risposto il campione del Mondo 2019 in merito alla possibilità di essere al via della Classicissima a Pavia il prossimo 21 marzo. “Anche prender parte all’E3 sarà tosto. La mia resta una frattura complicata e le ossa della mia mano non sono ancora a posto. Il tutore che avevo serviva principalmente a tenere tutto in posizione e ora ci vuole tempo perché guarisca correttamente” ha aggiunto il portacolori della Lidl-Trek.
“Anche la clavicola non si è ancora sistemata e in virtù di ciò non è responsabile ricominciare a correre o passare molte ore in strada” ha spiegato il corridore scandinavo che, alla luce del suo attuale stato di salute, è più probabile che possa schierarsi allo start di corse come Giro delle Fiandre (in programma il 5 aprile) e Parigi-Roubaix (12 aprile) dove comunque è complicato che possa godere di una condizione ottimale.
Non avendo gareggiato a lungo ed essendo stato impossibilitato a svolgere determinati e prolungati sforzi, è arduo per Pedersen pensare, se effettivamente riuscirà a presenziare a Ronde, “Inferno del Nord” o, chissà, magari anche alla E3, di poter fin da subito contendere il successo ai vari Pogacar e van der Poel ma il trentenne di Tølløse, si sa, è un duro e proverà a fare tutto quanto è nelle sue possibilità e capacità per darsi una chance nelle corse che ama e che spera di non dover guardare da casa.
“Continuiamo a lavorare e vedremo se ciò che facciamo funzionerà. Ci crediamo fino alla fine, ma nulla è ancora certo” ha chiosato speranzoso Pedersen, ragazzo a cui di certo non mancano tenacia e abnegazione.