GIRO D'ITALIA. DAL TRENTINO AL VENETO, UN'ALTRA TAPPA DA FUGHE

GIRO D'ITALIA | 28/05/2026 | 08:49

Il cuore della terza e ultima settimana del Giro d'Italia è dedicato a chi ha coraggio e ancora qualche energia da spendere per andare all'attacco e centrare la fuga. La diciottesima tappa porta da Fai della Paganella a Pieve di Soligo per 171 km con 2.050 metri di dislivello da superare.


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È una tappa ondulata dall’inizio alla fine. Si congiunge la valle dell’Adige con quella del Brenta con la salita di Civezzano per poi proseguire su percorso ondulato, ma prevalentemente in discesa fino a Primolano. Si affronta la breve salita delle Scale di Primolano per entrare nella valle del Piave e dopo Valdobbiadene superare le brevi salite di Combai, Tarzo e Ca’ del Poggio (9 km dall’arrivo, gpm di 4a categoria) prima del traguardo di Pieve di Soligo.

Ultimi chilometri tutti leggermente a scendere con due curve nell’ultimo chilometro: l’ultima immette nel rettilineo d’arrivo di 300 m in leggera salita

LE STRADE DEL GIRO. La partenza da Fai della Paganella consente di ammirare ancora una volta le Dolomiti di Brenta. Ma non solo.  Il Castello di Fai, costruito nel Seicento dalla famiglia Spaur, rappresenta un’importante testimonianza storica del territorio, mentre il Museo MAS (Museo Arti e Saperi) permette di approfondire usi e tradizioni locali. Tra le esperienze legate al benessere emerge il Parco del Respiro, area dedicata al forest bathing, immersa nei boschi.

I primi chilometri in discesa portano fino alla Piana Rotaliana coperta dai vigneti dove nascono il Trento DOC, spumante simbolo di eccellenza e il Teroldego Rotaliano DOC, considerato il principe dei vini rossi trentini. Subito dopo ecco Trento che accoglie con la magnificenza del Duomo di San Vigilio e delle facciate affrescate dei palazzi cinquecenteschi, con le opere d’arte custodite al Castello del Buonconsiglio e il MUSE- Museo delle Scienze disegnato da Renzo Piano.   

Da qui si risale verso la Valsugana, attraversata per tutta la sua lunghezza da una delle più antiche piste ciclabili d’Italia. Da Pergine disteso ai piedi del castello medievale si raggiunge in breve il lago di Caldonazzo già insignito della Bandiera blu d’Europa per la qualità delle sue acque. Poi è la volta del Lago di Levico che si incunea nella vegetazione come un fiordo norvegese.

Le montagne sono ormai alle spalle quando si raggiunge Feltre, storico crocevia dei traffici tra le Venezie e il Trentino che ha coltivato nei secoli il culto della bellezza. Diventate inutili le mura difensive che cingono l’altura su cui sorge il centro storico, si può passeggiare tra palazzi storici, chiese e monumenti di grande valore. Via Mezzaterra è il cuore rinascimentale della città: va percorsa tutta fino a Piazza Maggiore.

Si entra quindi nelle Terre del Prosecco, Patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Filari e cantine sono il filo conduttore degli ultimi chilometri della tappa, ma lasciano comunque spazio a qualche distrazione. Accade a Valdobbiadene dove la neoclassica Villa dei Cedri e la chiesa di San Floriano ricordano che da queste parti il vino non è sempre stato l’unico protagonista. E succede anche a Follina dove si trova l’abbazia cistercense di Santa Maria di origine medievale. Senza dimenticare il seicentesco, e superfotografato, Molinetto della Croda a Refrontolo.   

Dopo l’arrivo della corsa è piacevole passeggiare per le strade di Pieve di Soligo, percorrendo prima di tutto la Cal Santa è una delle vie più antiche del centro storico, oppure inoltrandosi nel Borgo Stolfi dove accanto alle case della tradizione locale si si osserva la vecchia roggia con la ruota da mulino alimentata dal Soligo. Da vedere anche la seicentesca villa Chisini-Daniott, la chiesetta barocca della Madonna del Carmine e palazzo Balbi Valier, del XIX secolo. Da non perdere il Ponte del Contenzioso, dal nome che evoca antiche e accese dispute. Oggi qui si incrociano i calici. Colmi di Prosecco, naturalmente.



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