GIANNI MURA E QUELLA BIBLIOTECA CHE AIUTA A SPICCARE IL VOLO

APPROFONDIMENTI | 05/03/2026 | 08:20
di Pier Augusto Stagi

Nasce in un’Isola felice la Biblioteca dello Sport dedicata a Gianni Mura. Nasce in uno dei quartieri più popolari e popolati di Milano, in quel quartiere denominato Isola e più precisamente in via Federico Confalonieri, 3, dove poche mattine fa si sono radunati una moltitudine di amici del grande giornalista mancato il 21 marzo di sei anni fa. Una festa tra amici, tra musiche e letture, frasi e ricordi, sorrisi – tanti – abbracci tantissimi.


Una biblioteca dello Sport vista non come semplice spazio di lettura o consultazione, ma un laboratorio civico dove lo sport diventa cultura e spazio di dialogo. Il via con 2.173 volumi catalogati, ma è chiaro che questo è solo un numero di partenza, perché la biblioteca Mura nasce come un qualcosa di vivo, che è destinato a crescere. Chi ha voglia di donare lo può fare, contribuendo ad accrescere uno spazio pensato per la città.


«L’obiettivo è anche far conoscere Gianni alle nuove generazioni, la sua idea di mondo, il suo sguardo sulla letteratura, il suo sguardo sui viaggi, il suo sguardo sull’enogastronomia, il suo sguardo sui grandi campioni e anche sugli ultimi perché era molto caro a Gianni lo sguardo sugli ultimi, sia quelli in classifica che gli ultimi in generale. Questo luogo sarà custodia di tutte queste storie», ha spiegato l’ideatore del progetto Paolo Maggioni, volto di ‘La Domenica Sportiva’. «Gianni Mura ci insegna che tutti coloro che rincorrono, quelli che non vincono mai, hanno altrettante pari dignità», ha aggiunto Gianfelice Facchetti, attore e figlio dello storico e indimenticato capitano dell’Inter.

La Biblioteca dello Sport Gianni Mura è sorta in uno degli spazi di proprietà del Comune assegnati attraverso il programma di bandi “Sefémm”, attivati dal 2022 e dedicati ad associazioni ed enti no profit. Il tutto si inserisce nel percorso di Altropallone, l’associazione che da quasi trent’anni, anche attraverso l’omonimo Premio, promuove lo sport e il gioco come strumenti di inclusione, crescita sociale e contrasto al razzismo e alle discriminazioni. La struttura sarà aperta ogni martedì e giovedì dalle 14 alle 18 e ogni sabato dalle 9 alle 13, ed entrerà a far parte del sistema bibliotecario milanese. È possibile sostenere le attività anche attraverso la sottoscrizione della tessera annuale del costo di 10 euro, direttamente in sede.

«Volevamo uno spazio semplice e vivo, dove lo sport non fosse solo risultato o cronaca ma racconto, memoria e confronto. Tenere viva la memoria di Gianni significa anche custodirne gli insegnamenti: l’attenzione alle persone prima che ai campioni», ha aggiunto Paolo Maggioni, che non ha potuto fare a meno di ringraziare i tanti che si sono adoperati per mettere assieme questo progetto. A cominciare da Michele Papagna di Altropallone, Emanuela Audisio, Giuseppe Smorto, Aligi Pontani, amici e colleghi di Repubblica. «Questa biblioteca sarà una collezione di libri, ma anche un presidio sul rapporto tra sport, società e cultura», assicura Maggioni, mentre Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, si dice felice di poter affiancare un progetto che ha avuto il patrocinio anche di USSI e GLGS. «Sarà uno spazio aperto, totalmente permeabile a tutta la città e questo arricchirà il servizio culturale che offriamo ai nostri cittadini – ha spiegato Sacchi -. Questa storia, ancora tutta da scrivere, è già una storia vincente. Già dal colpo d’occhio che si ha in questo cortile, si capisce come l’idea sia buona. Gianni Mura, uno dei grandi protagonisti della cultura del Novecento del giornalismo e dello sport, iscritto al Famedio di Milano, oggi vive attraverso questa biblioteca», ha spiegato l’assessore poco prima di firmare “un patto per la lettura”, che mette sullo stesso piano gli enti e le istituzioni bibliotecarie governate dalla città e quelle indipendenti «che hanno il merito di offrire un servizio per tutti, gratuito e democratico».

Pillole, briciole, coriandoli, schegge di Mura attraverso Marco Pastonesi, che ha ribattezzato questi intervalli emotivi Murales… Uno di questi, dedicato a Mario Fossati, uno dei grandi maestri di Gianni Mura. «“Maestro a chi? Ma vai a scopare il mare” – scrive Gianni -. Mi sembra di sentirlo Mario, il ruvido, il generoso, il grandissimo Mario Fossati, mi impegno a usare meno aggettivi che posso, perché un omaggio, e un coccodrillo è un omaggio, non può e non deve contrariare un omaggiato né da vivo né da morto. Il bravo giornalista è quello che scrive la verità – diceva – e la verità, non c’è bisogno di infiocchettarla». E su Mariangela Melato. «Si innamorava dei ruoli, dei personaggi, non sceglieva in base all’ingaggio. Lei era libera, meravigliosa libera, a volte meravigliosamente libera, a volte dolorosamente libera, ma la solitudine faceva parte delle sue scelte. O forse si potrebbe parlare di “solitarietà”, conio di Aldo Busi, che è uno stato diverso dalla solitudine. È il bastarsi, e il non dipendere».

Tra gli interventi, l’amica del cuore: Emanuela Audisio. «Questo è un posto bellissimo. È un cortile, sarebbe piaciuto tanto a Gianni. Amava i cortili e le strade. Ci ha dato tanti consigli sulla strada, dove fermarsi a mangiare, ma anche come cercare di vivere. Riprendendo una frase di Vinicius de Moraes: la vita, amico, è l’arte dell’incontro, e mi sembra che oggi siamo qui per incontrarci. Ringraziamo Gianni non tanto e non solo perché scriveva benissimo, ma soprattutto perché prima leggeva».

Carlotta Moratti: «Faccio parte della Fondazione di Comunità Milano, felice di sostenere questo bellissimo progetto. Milano forse oggi ha bisogno di una biblioteca più di uno stadio, visto che lo stadio c’è già. E il fatto che sia dedicata a Gianni Mura, persona da sempre vicina alla mia famiglia, è la cosa più bella che si potesse fare».

Raffaele Cattaneo, Sottosegretario con delega Relazioni Internazionali di Regione Lombardia, parla di sport come fatto popolare. «Lo sport non è solo competizione e agonismo, è un formidabile strumento per fare cultura. È un veicolo di valori, l’abbiamo visto con le recenti Olimpiadi. È un grande facitore di ponti e amicizie: questa biblioteca va in questa direzione».

Disse Umberto Eco: «Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro». In via Confalonieri 3, alla Biblioteca Gianni Mura, in questo fantastico cortile di una Milano in continuo movimento che guarda sempre di più all’insù, basta un libro per spiccare il volo.


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