FONDRIEST: «VISTO GARIBBO? ABBANDONATO A 20 ANNI, MA I RAGAZZI BISOGNA CONOSCERLI»

INTERVISTA | 25/02/2026 | 19:54
di Carlo Malvestio

Quella di Nicolò Garibbo è l’ennesima storia che, forse, non serve essere fenomeni a 20 anni per diventare comunque ottimi corridori. A 26 anni, pur non essendo ancora ufficialmente professionista, ha centrato la sua prima vittoria tra i professionisti al Giro di Sardegna, mettendosi alle spalle decine di corridori WorldTour e Professional. 


«Questi corridori vengono abbandonati troppo rapidamente, ma bisognerebbe conoscere le loro storie - ci ha raccontato il suo procuratore Maurizio Fondriest -. 5 anni fa, quando l’ho conosciuto, non trovava nemmeno una squadra U23. Col suo allenatore Giovanni Stefania, però, ci siamo accorti che aveva delle belle potenzialità, aveva solo bisogno di tempo  per maturare».


Nel 2023 è stato il migliore elite d’Italia (vinse anche l’Oscar tuttoBICI) ma non è bastato a garantirgli una chance coi grandi. La possibilità, però, gliel’ha data il Team Ukyo lo scorso anno: «Lo abbiamo proposto ad Alberto Volpi e quando ha visto i suoi numeri si è convinto. Pesa 57 kg, tiene in salita ma ha anche la potenza per vincere volate come quella di oggi. Qui ha un calendario per dimostrare quello che vale, perché va più forte di diversi corridori che sono nel WorldTour».

E poi c’è Federico Iacomoni, a sua volta in Top 10 oggi e sempre seguito da Fondriest: «Col covid ha corso pochissimo, è andato alla Zalf e in un incidente si è totalmente sfracellato un braccio, è fortunato ad essere vivo. Ma è tornato, è andato forte, lo hanno preso la Biesse-Carrera e ora il Team Ukyo. E vedrete che farà bene anche lui. Parlo di questi due corridori, ma in giro ce ne sono tanti che alla prima difficoltà sono stati accantonati».

In tutto ciò c’è anche un discorso strutturale: il livello delle corse U23 italiane si è inevitabilmente abbassato da quando le squadre Development sono diventate la destinazione preferita dei migliori talenti. E contro questi team le squadre italiane si scontrano molto raramente: «Se non ti misuri con le squadre più forti come pensi di emergere o metterti in mostra? Le formazioni italiane si scontrano tra loro in corse nazionali e regionali, hanno pochissime occasioni per misurarsi a livello più alto. Ma il livello delle nostre corse è basso e crescere è complicato».

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COMMENTI
Già
25 febbraio 2026 20:26 lupin3
Bravo Fondriest e complimenti a Garibbo

GIA'
25 febbraio 2026 23:39 PIZZACICLISTA
RIVEDERE LE CATEGORIE ORMAI PENSO SIA DIVENTATO INDISPENSABILE. Come penso siano da rivedere i percorsi delle corse. Sono diventate inutili le corse intorno al campanile o meglio se uno arriva solo in quelle non trova interesse nel mondo prof.

Fondriest
26 febbraio 2026 08:23 Luigi Rossignoli
Le squadre WorldTour cercano sempre più giovani già pronti, spesso pescando dall’U23 o addirittura dagli juniores, perché il livello si è alzato tantissimo e i budget impongono risultati immediati. Allo stesso tempo, molte Professional italiane non sempre riescono ad aspettare 3–4 anni per la maturazione completa di un corridore,penso a Rota,Martinez per citarne due ……
Luigi

Questo perchè
26 febbraio 2026 08:37 Angliru
Questo perchè abbiamo troppi Ds e manager chiacchieroni, che sbandierano progetti non sapendo valutare nemmeno i ragazzi.

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