TOUR OF OMAN. FORTUNATO: «SIAMO IN OMAN PER VINCERE. IO SONO PRONTO AD AIUTARE E A METTERMI ALLA PROVA»

INTERVISTA | 07/02/2026 | 08:30
di Giorgia Monguzzi

L’unico successo italiano della classifica generale del Tour of Oman risale al 2016 con Vincenzo Nibali, mentre Diego Ulissi è stato l’ultimo azzurro a vincere una tappa nel 2023. Quest’anno il Team Xds Astana è arrivato in terra omanita con una formazione aggressiva e che sulla carta è l’avversaria numero uno della Uae Team Emirates del campione uscente Adam Yates. Christian Scaroni è l’uomo più in forma della squadra, ha già vinto in Spagna ed è fresco di un quarto posto ottenuto proprio ieri alla Muscat Classic, potrà contare su validi compagni di squadra come Diego Ulissi, Alberto Bettiol  e Lorenzo Fortunato che nelle tappe più difficili, come la terza e la quinta potrebbe veramente dire la sua.


Il 2025 è stata una delle stagioni migliori nella carriera del bolognese che ha vinto una tappa in Romandia, la maglia azzurra al Giro, ma soprattutto ha trovato una continuità nel suo rendimento. Il finale purtroppo è andato nel senso opposto di quanto si aspettava, un malanno sottovalutato durante la Vuelta gli ha fatto affrontare un ultimo mese veramente complicato. «Il mio finale di stagione è stato tutt’atro che semplice, dopo la prima settimana della Vuelta ho iniziato ad avere problemi e non sono più riuscito a trovare il giusto colpo di pedale. La squadra mi ha lasciato un lungo periodo di riposo, ho fatto praticamente due mesi di stop e ho necessità di correre il più possibile. In Spagna ho avuto delle buone sensazioni e sono contento di essere stato di aiuto a Scaroni che ha vinto. Negli scorsi giorni abbiamo provato un po’ di strappi e credo che qui in Oman ci sia la possibilità di fare bene con tutta la squadra, siamo un gruppo attrezzato e molto forte, siamo pronti per combattre» spiega Lorenzo che con la squadra ha scelto di venire per la prima volta in Oman proprio per mettere chilometri nelle gambe.


L’obiettivo della squadra è chiaro, l’XDS Astana vuole vincere non solo una tappa, ma la classifica generale. Lorenzo ce lo dice senza mezzi termini e basta vedere i nomi degli uomini schierati per averne un’ulteriore conferma. Quello del team kazako è un approccio aggressivo, determinato e che non vuole lasciare nulla al caso. Si tratta di un modo di correre che tutti gli atleti hanno adottato proprio nella scorsa stagione quando, trovandosi di fronte al rischio di non ottenere la licenza World Tour hanno capito che dovevano fare qualcosa. «Esattamente un anno fa ci siamo trovati a gestire il problema di punti, non solo come atleti ma anche tutto lo staff si è rimboccato le maniche per cercare di fare il proprio meglio, non potevamo essere retrocessi. In squadra abbiamo avuto due innesti importanti, prima quello di Alberto Bettiol e poi quello di Diego Ulissi, hanno portato la loro esperienza nel gruppo e ci hanno fatto capire le nostre potenzialità – ha proseguito Fortunato – ci eravamo un po’ adagiati, andavamo alle corse ma non eravamo determinati a vincere, ma ad accontentarci, era un approccio sbagliato. Tra gli italiani siamo un gruppo molto unito, ci sfidiamo a vicenda per raggiungere il risultato migliore e questo sta giovando veramente a tutti».

In un clima stimolante soprattutto nella parte italiana, Lorenzo ha ritrovato se stesso. Ora non è più il “ragazzo che ha vinto sullo Zoncolan” come lo chiamava qualcuno, ma un atleta che sa cosa vuole e soprattutto ha imparato a conoscersi. Lorenzo si sente a suo agio sulle salite impegnative, può fare la differenza nelle corse di pochi giorni, mentre nei grandi giri preferisce presentarsi aggressivo e concentrarsi  solo sulle tappe e non sulla generale. Per fare un buon risultato significherebbe snaturarsi, intestardirsi su qualcosa che ora come ora non sarebbe nelle sue corde. Tra i suoi piani per il 2026 è riconfermarsi il corridore determinato e determinante della stagione scorsa e in futuro tornare a vestire la maglia azzurra come successo a settembre in Ruanda.

Formalmente Lorenzo è in Oman in supporto alla squadra, ma proprio l’ultimo giorno di corsa ci sarà la salita di Green Mountain che è molto adatta alle sue caratteristiche, se sta bene vorrà sicuramente provare. Intanto passo dopo passo cerca di riprendere la forma, dopo la corsa andrà in altura, poi sarà al via della Volta Ciclista Catalunya, solo a quel punto con la squadra deciderà su quale corsa a tappe concentrarsi. Il sogno è quello di tornare al Giro soprattutto per affrontare la tappa di casa, ma ci sono anche la Gran Boucle e la Vuelta che chiamano a gran voce.

 

 


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