Il ciclismo che ha fatto la storia torna a pedalare al Velodromo Monti. Questa mattina, a partire dalle ore 9, è in programma il raduno-bis degli ex pistard veneti, un appuntamento che riporterà sulla pista padovana numerosi protagonisti di una stagione indimenticabile del ciclismo regionale. Un tuffo nel passato sulle curve del Monti, teatro delle imprese di generazioni di campioni, dalla celebre coppia Bianchetto-Beghetto in poi.
Tra gli ospiti più attesi ci sarà Roberto Pagnin, indimenticato professionista e azzurro, che da giovane alternava strada e pista. Pagnin partecipò alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 nella gara individuale su strada e fu professionista dal 1985 al 1996. Nel corso della carriera conquistò 15 vittorie, tra le quali una tappa del Giro d’Italia 1992, tre tappe della Vuelta a España, due successi al Giro del Veneto e uno al Giro del Lazio. Domani sarà ancora protagonista, anche perché Pagnin continua a cimentarsi nelle gare amatoriali.
A organizzare il raduno sono due padovani, Giorgio Magagna e Ruddi Favero, entrambi ex protagonisti della pista. Magagna, 65 anni, è stato particolarmente attivo nelle gare su pista, dove conquistò sei campionati veneti del chilometro da fermo. Nel 1998 assunse inoltre la presidenza del Consorzio Piste di Padova, impegnandosi nel progetto di ristrutturazione e rilancio del Velodromo Monti.
Anche Ruddi Favero, 65 anni, di Ponte San Nicolò, ha un passato nel ciclismo agonistico. Ha corso con il Rubano, prima società di Dino Zandegù, e ha concluso la propria attività con il G.S. Azzurro.
Flaminio, la velocità nel sangue
Tra i nomi più attesi c'è anche Marco Flaminio, 64 anni, padovano, protagonista soprattutto tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta. Specialista della velocità, nelle riunioni su pista era uno degli elementi più interessanti del movimento veneto.
Nel 1980, da juniores, Flaminio vinse la prova della 6 Giorni di Milano riservata alla categoria, in coppia con Adriano Baffi. Nel 1982 passò tra i dilettanti con la Padovani e nello stesso anno disputò i Mondiali di Leicester nella velocità dilettanti, venendo eliminato dopo gli scontri con Gorski, De Piene e Barczewski.
Nel 1983 corse per il G.S. Supermercato da Ugo di Pordenone. Ma il rapporto con la pista non si è mai interrotto: dopo l'attività agonistica Flaminio è rimasto nell'ambiente anche come tecnico, seguendo tra gli altri Silvio Boarin, campione del mondo nel chilometro da fermo.
Quarantin-Pagnin, sfida tra velocisti
Non mancherà Luigino Quarantin, 66 anni, forte velocista che ha corso con la Rovigo Mantovani. Per lui è già pronta una sfida dal sapore amarcord con Roberto Pagnin, ancora impegnato nelle gare amatoriali.
Il parterre degli ex atleti sarà particolarmente ricco. Ci saranno Marco Furian, 65 anni, di Stra, Marino Bovo, 65 anni, di Caltana, il padovano Fabrizio Mazzetto, 64 anni, e Sandro Tortolato, anch'egli padovano, valido velocista che oggi si dedica all'attività di speaker. Atteso anche il veneziano Fabrizio Busatto, 63 anni, ex dilettante.
Mosè Segato, l'olimpionico
Un capitolo speciale è quello di Mosè Segato, 79 anni, nato a Limena e protagonista della pista negli anni Sessanta e Settanta. Segato fu olimpionico a Monaco 1972 ed è nipote di Guglielmo Segato, campione olimpico su pista ai Giochi di Londra del 1948.
La sua carriera agonistica lo portò a vestire le maglie della Carraro-Campodarsego nel 1967, della Guerra-Barbiero nel 1969, della Jollyceramica Padova nel 1970 e 1971 e della Crich di Treviso nel 1972 e 1973. Sposato con Lucia Buranello, ex pattinatrice di valore, Segato vive oggi a Visnadello, nel Trevigiano, e ha conquistato anche un titolo mondiale Master.
Dalla provincia di Treviso arriveranno con lui altri due protagonisti del ciclismo: Renis Mosole, 64 anni, figlio di Remo ed ex dilettante, e Luciano Mastellotto, anch'egli ex dilettante di valore. A completare il gruppo ci saranno, da spettatori, il padovano Andrea Stivanello e i veneziani Massimo Coin e Ivo Bozzato.
Sarà dunque una mattinata all'insegna dei ricordi, ma anche delle sfide e dell'amicizia. Al Velodromo Monti torneranno a girare le ruote di chi, tanti anni fa, aveva fatto della pista una ragione di vita. E per qualche ora il tempo, sulle curve di Padova, sembrerà tornare indietro.
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