JEUNE. «HO RIPORTATO LA FIDUCIA ALLA COFIDIS. AL TOUR PER LE TAPPE MENTRE AL GIRO DICIAMO NO PERCHÉ…»

INTERVISTA | 30/01/2026 | 09:08
di Luca Galimberti

Dalla fine della scorsa stagione Raphael Jeune è il General Manager della Cofidis. Il dirigente transalpino, cinquant’anni e un passato nella azienda Look, ha preso il posto di Vasseur dando un nuovo impulso all’équipe in cui corrono anche Edoardo Zamperini, Martina Alzini e Nadia Quagliotto. Qui di seguito vi proponiamo i passaggi salienti di una lunga intervista pubblicata sul sito Velofute.


I PRIMI MESI ALLA COFIDIS. «La mia nomina è avvenuta il 1° ottobre, eravamo a fine stagione con solo tre settimane di gare da gestire: è stato un periodo decisamente “caldo” e pieno di impegni. L’arrivo in squadra però per me non è stato un salto nel buio, arrivo da Look e lavoro con l’equipe Cofidis da una quindicina d’anni. Conosco molto bene come funziona questa squadra, lo staff, i corridori e le abitudini in generale. Si può quasi dire che tra il mio ultimo giorno di lavoro in Look e l’inizio della mia attività in squadra è cambiato semplicemente il ruolo. Il giorno del mio arrivo in squadra avevamo 700 punti di distacco da Uno X, e prima dell’ultima gara il divario era solo di 170 punti: abbiamo cercato di alzare l’asticella, atleti e staff si sono impegnati moltissimo. Ci è mancata la vittoria ma abbiamo ottenuto molti piazzamenti correndo bene in quasi tutte le gare».


LE CRITICITÀ DEL 2025. «Quando le cose non vanno bene non c’è mai un solo motivo ma diversi fattori. Il calendario Worldtour era molto fitto per la nostra squadra che non ha una Devo Continental. Abbiamo avuto diversi infortuni e non sempre siamo riusciti a essere competitivi con i “sostituti”, quando devi gareggiare su tre fronti è molto difficile essere competitivi ovunque. Infine c’è stata anche una perdita di fiducia».

L’IMPORTANZA DEL “RAPPORTO UMANO”. «Nel mondo di oggi spesso si dimenticano i rapporti umani e questo accade anche nello sport. Anche in Cofidis questo aspetto importantissimo si era un po’ perso. Al mio arrivo in squadra ho cercato di riportare la fiducia necessaria, di stare vicino a tutti, di far sentire la mia presenza. Sono stato in Italia nelle gare di fine stagione; sono stato in ammiraglia, ho aiutato a fare i rifornimenti e i meccanici quando avevano bisogno. Ho cercato di stare con tutti e le cose sono migliorate».

GLI OBIETTIVI PER IL 2026. «In generale auspico che ogni nostro atleta possa avere delle opportunità personali per giocare le proprie carte, che sia leader della squadra: meglio avere tante punte che un solo capitano. Sono convinto che il numero di vittorie non sia la sola cosa importante per una squadra, bisogna anche lavorare uniti e divertirsi. Più nello specifico credo che possiamo essere una delle cinque formazioni più forti alla Paris/Roubaix, abbiamo ambizioni molto alte per quel periodo al Nord. Il Tour de France? Tutti, sulla carta, vorrebbero vincerlo e noi non facciamo eccezione ma onestamente punteremo alle tappe senza pensare troppo alla classifica generale, abbiamo già dei piani per essere competitivi nelle volate».

ESSERE PROTEAM PUÒ ESSERE UN VANTAGGIO. «Dobbiamo trasformare lo svantaggio della retrocessione in un punto di forza. Essere Proteam significa poter scegliere maggiormente che calendario fare, dobbiamo essere bravi a trovare il giusto equilibrio tra calendario, picchi di prestazione e soddisfazione dei nostri sponsor».

LA SCELTA DI DIRE NO AL GIRO D’ITALIA. «Abbiamo scelto di non fare Giro, Tirreno-Adriatico e Strade Bianche. Rispettiamo molto queste gare, ma il mese di maggio è già molto intenso con le prove di Coppa di Francia, la Quattro Giorni di Dunkerque e la preparazione del Tour de France. È impensabile gareggiare su tre o quattro fronti con almeno venti corridori disponibili, rischieremmo di mettere a rischio la loro salute fisica e mentale».

LA SALUTE MENTALE, UN TEMA IMPORTANTE. «Il benessere psicofisico è già una priorità in molti campi lavorativi, quello economico ad esempio, deve essere così anche nello sport di alto livello. Ne siamo talmente convinti che abbiamo assunto una persona che si occuperà in maniera specifica alla preparazione mentale, non solo dei corridori ma anche dello staff: a quanto ne so siamo l’unica squadra francese ad averlo fatto»  

IL FUTURO «Cofidis ha dimostrato di essere un partner fedele della nostra équipe, abbiamo certezze fino alla fine del 2028 ma quando sono stato assunto mi è stato garantito un impegno solido e ponderato a lungo termine. Per ora il progetto continua. Vi dico di più, stiamo valutando la possibilità di creare una squadra Development per il 2027».


Copyright © TBW
COMMENTI
Quali sarebbero i "tre o quattro fronti"?
30 gennaio 2026 14:30 pickett
Se schierano una squadra alla 4 Giorni di Dunquerque e una al Giro,i fronti sono 2,se la matematica non é un'opinione.Poteva trovare scuse + plausibili.

Scuse
30 gennaio 2026 17:02 Albertone
Detto da uno, secondo cui fare selfie in bici è come prendere la borraccia. 🤣

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Era il corridore italiano più atteso ed è logico che sul volto di Jonathan Milan alberghi la delusione al termine della tappa inaugurale del Giro d'Italia: «Le sensazioni erano buone ma ci siamo persi, non so nemmeno io come e...


Un finale davvero thriller per la tappa inaugurale del Giro 109. Sul traguardo di Burgas ha vinto in volata il giovane Paul Magnier, ma clamoroso è quello che è successo a 600 m dal traguardo: una maxi caduta ha letteralmente...


Matteo Fabbro e Domenico Pozzovivo protagonisti nella terza tappa delll’Hellas Tour 2026. I due alfieri della Solution Tech NIPPO Rali hanno terminato la terza tappa della corsa greca piazzandosi rispettivamente al quinto e al decimo posto. I 207 chilometri della...


La 18enne Abigail Miller (UAE Development Team) ha conquistato la vittoria nell’edizione 2026 della Classique Morbihan disputata tra Quiberon e  Pluvigner sulla distanza complessiva di 111 chilometri. L’atleta britannica ha avuto la meglio sulla spagnola  Eva Anguela (Cantabria Deporte -...


Scoperto perché il presidente americano Trump segue assiduamente ‘Radio Corsa’ sulla Rai: vuole capire come faccia Beppe Conti a spararle più grosse di lui. Perplessità in Bulgaria per la totale assenza di biciclette alla presentazione delle squadre del Giro: in...


Il ciclismo piange la morte di Doriano Fontirossi consigliere dell’Associazione Sport Angels società organizzatrice di eventi ciclistici. Doriano era un volontario anche dell’associazione Radioamatori del Palio e di quella degli Ufficiali Gara Aci Siena. Era un dirigente e appassionato preziosissimo...


Non è il caso di parlare di buona notizia, perché ne contiene una che è tragica e che racconta della morte di un ragazzo, di un nostro ragazzo, Samuele Privitera, morto il 16 luglio dell’anno scorso all’ospedale Parini di Aosta...


Titolo cubitale, tre quarti di prima pagina e 10 pagine interne. Parte il Giro e la Gazzetta risponde “muscolarmente” con l’apporto dei suoi inviati. Restando alla “casa madre” Rcs, Corsera che inserisce il richiamo in alto nella prima pagina, dedicando...


Il team Tudor affronta il Giro con un duplice obiettivo, se da una parte c’è la classifica generale con Michael Storer, dall’altra c’è il desiderio di provare a vincere una tappa. La squadra svizzera ha deciso di schierare anche Luca...


Quali sono i passaggi più interessanti del regolamento del Giro d'Italia 2026? Sondando le 21 pagine del libricino che viene consegnato ai giornalisti (si scarica in digitale da qui) è possibile ritrovare per esempio tutte le indicazioni per tutelare i...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024