LA STORIA DELL'INGEGNER CELIS: DALLA MORTE DI LAMBRECHT ALL'INVENZIONE DELL'AIRBAG PER CICLISTI

TECNICA | 23/01/2026 | 09:15
di Francesca Monzone

Forse la morte di Bjorg potrà davvero salvare i suoi colleghi. Si chiamava Bjorg Lambrecht, era un giovane professionista belga di Gand, e prometteva bene: secondo al Mondiale Under 23 nel 2018.


Il 5 agosto 2019, durante la terza tappa del Giro di Polonia è rimasto coinvolto in una terribile caduta nei pressi di Pawłowice, finendo in un fossato. Trasportato d'urgenza all'ospedale, morì in sala operatoria ad appena 22 anni.


Questa tragedia ha cambiato la vita dell'ingegnere fiammingo Bert Celis, che da quel momento si è dedicato a studiare un modo per proteggere i corridori dalle cadute. Perché il casco protegge la testa, sì, ma il resto del corpo è coperto solo da un tessuto sottilissimo: e pochi sport sono rischiosi come il ciclismo. 

Si parla da tempo di un sistema airbag per proteggere meglio i ciclisti, simile a quello già utilizzato in MotoGP. Ma svilupparne uno, adattato alle specificità del ciclismo, ha richiesto tempo. Problemi di peso e ingombro, innanzitutto. Adesso, dopo anni di ricerca e sviluppo, una svolta è finalmente all'orizzonte, e l'ingegner Celis ha presentato il suo Aerobag, un sistema introdotto da qualche settimana in allenamento. Ve ne abbiamo parlato qualche giorno fa e ora scendiamo nei dettagli con il suo inventore. 

«I professionisti del team olandese Picnic PostNL hanno iniziato a testarlo - afferma Celis - Aspettiamo il feedback dei ciclisti e poi vediamo se si può effettivamente portare in gara nel 2027: al riguardo servirà anche un quadro normativo dell'Uci».

Come funziona? L'Aerobag è relativamente leggero (500 grammi) e può essere completamente integrato nell'abbigliamento da ciclismo. «Sul retro, ci sono una cartuccia di CO2 (anidride carbonica) e dei sensori che rilevano una caduta imminente - continua Celis - Il sistema si basa su tre parametri: posizione della schiena, accelerazione rotazionale e accelerazione laterale. La combinazione di questi tre valori indica al dispositivo se un ciclista sta cadendo o meno».

Se viene rilevata una caduta, la cartuccia di CO2 esplode e l'airbag si riempie d'aria. Dal centro della schiena, viaggia intorno al collo fino al busto e infine ai fianchi. In pochi millisecondi, l'airbag si gonfia fino a uno spessore di 8-10 centimetri, attutisce la caduta del ciclista e stabilizza il collo».

Celis è ingegnere dei materiali e in passato ha anche costruito una galleria del vento a Beringen, in Belgio, dove diverse squadre professionistiche hanno effettuato test. «Una volta ho visto Lambrecht passare da noi, pochi mesi prima del suo incidente mortale. Quello è stato lo stimolo che mi ha spinto a iniziare a lavorarci».

Grazie alla sua esperienza nel mondo del ciclismo, Celis è stato in grado di tenere conto il più possibile delle esigenze dei corridori nella progettazione dell'Aerobag. «Sappiamo che i ciclisti spesso desiderano continuare a pedalare il più velocemente possibile dopo una caduta. Ecco perché la pressione nell'airbag diminuisce lentamente dopo pochi secondi e torna automaticamente alla sua forma originale. Chiunque desideri comunque rimanere protetto può, in linea di principio, semplicemente collegare una nuova cartuccia di CO2 al sistema».

E ancora: «L'Aerobag è attualmente configurato in modo piuttosto conservativo. Ciò significa che, in pratica, non rileverà alcune cadute: per esempio, con una scivolata in una curva veloce, l'accelerazione rotazionale sarà troppo bassa per attivarlo. Ma questa scelta è voluta. In ogni caso se l'Aerobag si gonfia regolarmente senza che si verifichi una caduta, i ciclisti non resteranno intrappolati, perché si può tranquillamente continuare a pedalare».


Copyright © TBW
COMMENTI
Interessante
23 gennaio 2026 10:58 lupin3
Speriamo si riveli applicabile. Finalmente qualcosa di concreto in tema sicurezza

Caso
23 gennaio 2026 13:13 Craven
Non capisco il collegamento con la morte di Lambrecht.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Prestigiosa affermazione internazionale per Nicolas Milesi, che ha conquistato la Cronometro delle Nazioni Under 23 disputata a Les Herbiers, in Francia. Il vicecampione del mondo della specialità, portacolori della Netcompany INEOS Racing Academy, ha fatto registrare il miglior tempo...


Ultima corsa per il dottor Emilio Magni e la sua XdS Astana gli ha reso omaggio proprio come si usa tra corridori: bici in piedi, ruote che girano, un "tunnel" per il passaggio del dottore al quale tiutta la squadra...


Con la vittoria del polacco Bartolomiej Jedrysek a Camignone si è chiusa la stagione su strada degli juniores 2026. Il portacolori della Fagnano Nuova si è imposto per distacco anticipando l'ucraino Yurii Oliinyk, della Ecotek Zero24, e Alessandro Corradini della...


Si conclude senza medaglie anche la quinta e ultima giornata di gare al velodromno di Shanghai dove sono andati in scena i campionati mondiali della pista 2026. Miglior risultato di giornata, il quinto posto della coppia Consonni-Galli nella madison maschile....


Un altro direttore sportivo del ciclismo toscano ci ha lasciato. Ivo Masi, fiorentino di 82 anni, non saliva in ammiraglia da qualche anno, ma i suoi trascorsi nel mondo del pedale si sono protratti per tantissime stagioni. Ivo era un...


Oggi le strade del Veneto tornano a essere il palcoscenico del grande ciclismo internazionale con la sesta edizione della Veneto Classic. Nata dall’intuizione di Filippo Pozzato e del team Ride the Dreamland, la corsa organizzata da PP Sport Events chiude...


12 Settembre 2026: il termine che il MIT (Ministero infrastrutture e Trasporti) aveva indicato, a noi di ZEROSBATTI e ad altre associazioni coinvolte, per inviare la risposta alla richiesta di consultazioni per la stesura del nuovo codice della strada. Non più...


C'è un modo classico per annunciare una partecipazione: un elenco di nomi, una data, un programma. E c'è il modo in cui l'hanno fatto loro, davanti a una telecamera, esclusivamente per i canali social di BEKING, con il sorriso di...


Colpo doppio di Jarno Widar al Tour of Guangxi 2026. Conquistando l'ultima frazione della corsa a tappe cinese, la Yizhou-Nongla di 165 chilometri, il giovane belga della ha infatti messo la sua firma anche sulla classifica generale della manifestazione...


Secondo successo statunitense in tre anni alla Utsunomiya Japan Cup. Dopo Neilson Powless nel 2024, infatti, quest'anno è toccato a Quinn Simmons riportare il successo nella classica giapponese del calendario ProSeries e chiudere quindi nel migliore dei modi la...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra