RITIRO YATES: LE PRIME AVVISAGLIE GIÀ NEL FINALE DELL’ULTIMO GIRO D’ITALIA SECONDO DOULL

NEWS | 14/01/2026 | 16:40
di Federico Guido


Tra gli argomenti caldi toccati durante il media day del Team Visma Lease a Bike non poteva non esserci, oltre ai programmi dei vari corridori gialloneri, anche il sorprendente ritiro di Simon Yates, comunicato come un fulmine a ciel sereno lo scorso 7 gennaio e subito inevitabilmente diventato oggetto di dibattito nel mondo delle due ruote.


Sulla questione, nella giornata in cui la squadra belga ha aperto le sue porte ai giornalisti, sono stati interpellati diversi esponenti del team e fra questi anche il neoacquisto Owain Doull che, più di tutti gli altri, ha fornito alcuni nuovi elementi rivelando come il suo connazionale, nonché ultimo vincitore del Giro d’Italia, proprio durante l’atto conclusivo della Corsa Rosa 2025 ventilasse già l’ipotesi di mollare le due ruote.

Sono andato a congratularmi con lui durante l’ultima tappa del Giro dicendogli che avrei preferito che vincesse Richard (Carapaz, ndr) ma, se avessi dovuto scegliere qualcun altro, quello sarebbe stato lui e che, quindi, ero super contento per lui” ha raccontato l’ex EF Education-EasyPost a Cyclingweekly.

Allora lui mi ha risposto: ‘Ad essere sincero, penso che per me sia finita’. Gli ho chiesto cosa intendesse dire e lui mi ha detto: ‘Penso che potrei fermarmi qui. Non potrà andare meglio di così’. Poi ha comunque partecipato al Tour e ad altre gare, ma credo che quel pensiero fosse sempre presente nella sua mente. Ovviamente l'ho visto anche al nostro ritiro di dicembre, dove si stava preparando per la stagione e sembrava felice e motivato, ma penso che il desiderio di smettere fosse molto forte. Devo dirgli ‘chapeau’ e questo anche perché lui veniva pagato molto per correre in bici e invece ha detto ‘no, ne faccio a meno, voglio finire al massimo livello” ha spiegato il trentaduenne di Cardiff prima di dare una sua spiegazione delle ragioni che, sommate, potrebbero aver indotto Yates a non avere più la forza di continuare col ciclismo.

Ci sono grandi sacrifici, grandi rischi e passi molto tempo lontano da casa soprattutto quando pratichi questo sport al livello a cui l’ha fatto Simon per così tanto tempo. Per ragazzi come lui, il livello di impegno, attenzione e di dedizione a cui sono sottoposti è molto alto. Credo sia solo da ammirare il fatto che non abbia semplicemente preso il suo assegno e poi fatto nulla, ma abbia invece deciso di smettere quando era pronto per questo passo. Penso sia ammirevole” ha concluso un Doull che forse alla fine, in virtù delle esternazioni raccolte a maggio, è rimasto molto meno sorpreso dalla decisione di Yates di quanto invece non lo sia stato Matteo Jorgenson.

Con gli altri compagni di squadra ci siamo chiesti se abbiamo avuto la sensazione che avesse già mollato o qualcosa del genere ma nessuno di noi ha potuto davvero rispondere “sì” perché l'anno scorso è stato molto professionale, ha dato il massimo in ogni gara a cui ha partecipato ed è stato sempre presente a tutti i training camp a cui ho partecipato con lui” ha ammesso il corridore statunitense.

Probabilmente è qualcosa di cui ha parlato con la sua cerchia ristretta e con le persone a lui vicine ma con noi o pubblicamente non l’ha fatto. Io comunque non giudico le persone per le decisioni che prendono e in realtà, alla fine, ho ancora più rispetto per lui perché è stato disposto a prendere una decisione difficile e ad esserne sicuro. Sono certo che abbia avuto delle buone ragioni per fare questa scelta” ha affermato Jorgenson sulla cui posizione, poi, si è sostanzialmente allineato anche il CEO del Team Visma Lease a Bike Richard Plugge.

È qualcosa su cui avrà ragionato bene e sicuramente lo ha fatto. Noi lo conosciamo come una persona che riflette molto sulle cose e poi arriva ad avere una sua idea perciò quando mi ha chiamato sapevo che aveva deciso di smettere” ha detto il numero uno della compagine belga.

È molto triste che ci abbia lasciato, ma d'altra parte, come ha detto Vingegaard, rispettiamo il modo in cui lo ha fatto. Ha detto che voleva smettere, voleva ritirarsi, voleva andarsene, ed è una sua scelta. Certo, sarebbe stato meglio se ce lo avesse detto a settembre, ma non possiamo rimuginarci sopra troppo a lungo. È quello che è e dobbiamo adattarci” ha chiosato tra il realista e il dispiaciuto il massimo dirigente giallonero.


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COMMENTI
Insomma
14 gennaio 2026 17:35 titanium79
Alla fine i dubbi che avete insinuato pochi giorni fa, erano facilmente chiaribili. Ma meglio far montare la polemica sul web, prima di far chiarezza.

Si torna a parlare di quella tappa
14 gennaio 2026 18:04 Craven
Aumentano i misteri su quella tappa del Giro. C'è qualcosa che forse non si saprà mai, anche il ceo che sapeva già il contenuto della chiamata, molto strano. I secondi felici e contenti anche non si era mai visto.

Craven
14 gennaio 2026 21:44 Angliru
Ha lasciato da campione, alzandosi da tavola sazio. Un professionista davvero esemplare

Insomma cosa?
14 gennaio 2026 23:37 pickett
Abbiamo avuto la conferma che ha partecipato al ritiro di dicembre,preparando la nuova stagione,Quali dubbi avrebbe mai chiarito questa dichiarazione?Semmai li ha avvalorati.E poi non si trattava di dubbi,ma di certezze:si é ritirato quando ha saputo he Vingegaard avrebbe corso il Giro.Punto.

Pickett
15 gennaio 2026 19:01 Àaaaaaa
Secondo me, era sazio e stop.

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