È con ambizioni sostanzialmente identiche che Julian Alaphilippe e Marc Hirschi si apprestano a cominciare rispettivamente la tredicesima e ottava stagione tra i professionisti. I due leader della sempre più ambiziosa Tudor, infatti, impronteranno il 2026 mettendo nel mirino gli stessi obiettivi, ovvero classiche delle Ardenne e Mondiali su strada di Montreal.
Per arrivare però a giocarsi le loro carte al massimo della condizione in questi appuntamenti, il due volte campione del Mondo e il forte corridore elvetico seguiranno strade differenti. Il francese classe ’92, reduce da un buon finale di 2025 grazie alla vittoria al GP de Quebec e al podio alla Tre Valli Varesine, comincerà la sua annata alla Volta ao Algarve per poi proseguire con un denso blocco di corse in Italia (Strade Bianche, Tirreno-Adriatico e Milano-Sanremo) e far rotta quindi al Giro dei Paesi Baschi prima di schierarsi al via di Amstel, Freccia e Liegi.
Nessuna classica del pavè, dunque, per il trentatreenne di Saint-Amand-Montrond che, nella seconda arte di stagione, si focalizzerà sulla preparazione alla rassegna iridata in Canada che, svolgendosi su un circuito che per sua stessa ammissione “gli piace”, potrebbe essere “l’ultima chance per lui” di puntare alla maglia arcobaleno. Alaphilippe, infatti, ha chiaramente imbracciato la parte finale di una carriera ricca di successi e affermazioni prestigiose che però, ancora oggi, non gli hanno tolto la fame e la motivazione per provare a dire la sua in qualche altra occasione.
“Sono chiaramente vicino ad appendere la bici al chiodo ed è evidente che non resterò ancora a lungo nel ciclismo ma ho ancora due anni di contratto e tanta grinta dentro di me” ha affermato l’esperto corridore francese nel corso del media day della sua squadra rivelando con grande tranquillità come, tutt’oggi, non abbia problemi a trovare i giusti stimoli per correre e prepararsi al meglio.
“Ora per me è diverso e mi diverto anche di più rispetto a prima. Se così non fosse non sarei stato così motivato a prepararmi per questa stagione e per tutti gli obiettivi che mi sono posto. No, la motivazione quindi non è un problema per me e quando hai ancora questo fuoco dentro di te, è un buon segno. Sono quindi super carico per quest'anno e per il 2027. Il ritiro? Forse tra qualche mese inizierò a rifletterci sopra, ma per il momento non ci sto ancora pensando”.
Sono invece ancora diversi, almeno sulla carta, gli anni di carriera davanti a Marc Hirschi, atleta che nel 2026, dopo un’annata poco fruttuosa conclusa con una sola vittoria (quella alla Clàssica Comunitat Valenciana 1969), proverà a rilanciarsi mettendo anche lui Ardenne e Mondiali al centro del proprio programma.
A differenza di Alaphilippe però, il ventisettenne di Berna inizierà a competere alla Figueira Champions Classic, in Portogallo, per poi schierarsi al via di Tour des Alpes-Maritimes, Faun Ardèche Classic e Trofeo Laigueglia e mettere quindi a punto la forma con un ritiro in altura che lo porterà a saltare Sanremo e Baschi. Il rientro agonistico, a questo punto, avverrà al GP Indurain, appuntamento che gli permetterà di ritrovare il ritmo gara in vista del Trittico al Nord dopo il quale, per concludere la sua prima parte di stagione, Hirschi disputerà GP Francoforte e, per la prima volta in carriera, il Giro d’Italia.
“Mi aspettavo di più dalla scorsa stagione per cui nel 2026 voglio fare le cose in modo leggermente diverso. È arrivato il momento di apportare alcuni cambiamenti al programma di gare e all'allenamento, concentrandomi un po' di più sull'esplosività e correndo di meno in modo da essere più fresco per i grandi obiettivi. Parteciperò poi per la prima volta al Giro e sono molto emozionato all'idea di farlo" ha commentato il vincitore della Freccia Vallone 2020, deciso in autunno ad andare a caccia di quella maglia iridata sfiorata nel 2020 con il terzo posto ottenuto a Imola alle spalle di van Aert e proprio del suo attuale compagno di squadra Julian Alaphilippe.
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