L'ORA DEL PASTO. RAFFAELLA, ALESSANDRA E QUELL'AMICIZIA A TUTTA BICI...

LIBRI | 12/12/2025 | 08:10
di Marco Pastonesi

Si sono conosciute, Raffaella Carrà e Alessandra De Stefano, a Roma, in un supermercato. “Mentre stavo facendo la spesa – ricorda Alessandra -, qualcuno mi ha telefonato, io ho risposto e poi ho chiuso. Con la coda dell’occhio intravedo una signora – è di spalle e porta un cappello. Mi fa: ‘Questa voce la conosco!’. Forse sgrano gli occhi, di sicuro dico: ‘No, io questa voce la conosco! Ho da sempre la bambola di Maga Maghella a casa!’”.


Raffaella Carrà e Alessandra De Stefano: attrice, cantante, ballerina, soubrette, presentatrice, Raffaella; giornalista, fino a diventare direttrice di RaiSport, oggi corrispondente da Parigi, Alessandra. E’ uno degli undici capitoli che compongono “Amiche”, storie di legami e sorellanza (da Grazia Deledda a Maria Montessori, da Sibilla Aleramo a Gae Aulenti, da Rossana Rossanda a Luciana Castellina), scritte da nove autrici (il Mulino, 188 pagine, 16 euro), ed è Francesca Sancin a occuparsi di Raffaella e Alessandra. “Io ti guardo tutti i giorni, perché adoro il ciclismo”, confida Raffaella, “Io ti adoro, sei una forza della natura, sei immediata, televisiva”, spiega Raffaella, “Vediamoci presto, vienimi a trovare”, aggiunge Raffaella. E Alessandra quasi non ci crede a tanta stima, tanta attenzione, tanto affetto.


Un’amicizia breve ma vera, forte, istintiva. “Era il 2018 – ricorda Alessandra -. Prima di salutarci mi ha dato il numero di telefono, dicendo che era quello del suo uomo tuttofare”. Invece no. “Ho scoperto più tardi che quel numero era proprio il suo. Abbiamo cominciato a sentirci, a scriverci. Poi ho avuto la fortuna di andare a casa sua. Abbiamo trascorso con mio marito un weekend da lei in Toscana. Giorni spensierati”. Unica debolezza: Alessandra (e anche Philippe) non sa giocare a burraco e Raffaella la sgrida. Altrimenti quattro chiacchiere al tavolino di un bar vicino a Ponte Milvio. “Lei si doveva mettere il cappello – dice Alessandra – bardarsi, tirare su il colletto della giacca. Mi diceva che la sua ossessione era la gente che le tirava i capelli, perché voleva vedere se era una parrucca”.

Raffaella bolognese, Alessandra napoletana. Raffaella appassionata di ciclismo, tifa Saronni, poi Di Luca, Alessandra aperta a tutto, dal cinema alla musica. La simpatia diventa amicizia, la curiosità si trasforma in stima. La differenza di età, 23 anni, Raffaella del 1943, Alessandra del 1966, non è un ostacolo. Raffaella ha attenzioni materne, anche in un messaggio telefonico vocale: “Cara Alessandra, ti vedo un po’ sofferente…”, “Stai calda, stai calda!”, “Hai mangiato?”. Alessandra le chiede consigli quando progetta il programma “Il circolo degli anelli” con Sara Simeoni e Yuri Chechi, ed è proprio Raffaella a suggerirle di rivolgersi all’amministratore delegato della Rai e proporgli “fammi fare due puntate e se va male mi tagli”. Altro che taglio: una media di due milioni di spettatori a sera, il 10 percento fisso di share, un grande successo.

Raffaella non riuscirà a vedere lo show di Alessandra: muore il 5 luglio 2021, 18 giorni prima dell’inizio delle Olimpiadi di Tokyo e del debutto televisivo. Ne sarebbe stata entusiasta.


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