VILLA: «ARRIVO IN PETROLIKE E VOGLIO UN RISCATTO»

INTERVISTA | 06/12/2025 | 08:16
di Giorgia Monguzzi

Per Giacomo Villa sta per iniziare un’avventura tutta nuova in salsa italo messicana, dall’anno prossimo vestirà infatti i colori della Petrolike e proverà a ripartire dopo una stagione estremamente complicata. Il ventitreenne di Monticello Brianza è uno delle “vittime” del disastro della Wagner Bazin , la formazione franco belga dai mille progetti ha lasciato a piedi staff e corridori che hanno dovuto arrangiarsi in qualche modo. Nonostante l’ottimo 2024, il 2025 si è trasformato in una specie di tunnel infinito reso ancora più complicato dai tanti problemi fisici che non gli hanno mai permesso di rendere quanto voleva.


Le difficoltà di Giacomo sono in realtà iniziate addirittura prima del via ufficiale della stagione; esattamente un anno fa al termine del ritiro con la squadra in Spagna ha dovuto fare i conti con una polmonite che lo ha tenuto lontano dalla bici fino al 31 dicembre. Preparazione a metà, forma non al top, un esordio con buoni risultati, ma la stagione maledetta era solo alle prime battute. «Nelle prime gare ho fatto qualche top 10, ma non stavo benissimo, poi ad aprile nell’ultima gara in Francia prima di partire per il nord sono caduto ed è stato un disastro. Con la squadra ci eravamo già trasferiti in Belgio e non sembrava nulla di rotto, ma io sono rimasto in hotel bloccato dal dolore, era impossibile stare in bici. Tornato in Italia hanno capito che avevo rotto due legamenti della spalla, fortunatamente non ho dovuto fare nessun intervento, ma ero obbligato a fermarmi di nuovo. Sono rientrato agli italiani, ma poi non abbiamo più avuto gare, c’era il tour, le corse scarseggiavano e in squadra era un diastro.» spiega Giacomo a tuttobiciweb, conti alla mano si è ritrovato a fare una quarantina di giorni di gare e soprattutto ha dovuto saltare tutto il blocco del nord il suo preferito. La forma faticava ad arrivare e anche quando c’era si trovava a prendere il via a corse di livello inferiore con una squadra non più interessata ad arrivare fino alla fine.


Se dall’esterno a noi giornalisti e addetti ai lavori arrivavano notizie contrastanti circa la squadra non è che all’interno andasse meglio. Era un continuo rimbalzare di colpe e di accuse reciproche tra la parte francese e la parte belga, vere informazioni non c’erano e a pagarne le conseguenze sono stati i corridori. «Ogni giorno avevamo notizie contrastanti in base a se fossimo con la parte francese e belga, si scambiavano le colpe e anche lo staff era rassegnato. Noi non eravamo assolutamente più motivati, i direttori sportivi ci chiedevano di correre come un gruppo, ma ormai ognuno aveva iniziato a pensare ai suoi interessi e a salvarsi la pelle. Alcuni erano già sicuri di avere una squadra e hanno iniziato a non collaborare più, altri non avevano motivazioni, la situazione non faceva altro che peggiorare. » prosegue Giacomo sottolineando come non solo la motivazione nel gruppo fosse praticamente nulla, ma anche il livello delle gare a cui partecipavano era praticamente calato. L’impressione è che pur di accumulare punti e raccogliere qualcosa, la direzione abbia optato per corse di serie con la speranza di agguantare anche una minima vittoria.

Quando è arrivata a notizia ufficiale di chiusura c’era chi si era in qualche modo sistemato, chi ha deciso di smettere e chi come Giacomo ha visto una squadra continental tendergli la mano. È innegabile, essere in una professional e tornare indietro non è affatto facile, ma dopo tanti dubbi ha scelto di affrontare questa nuova sfida tenendosi comunque il suo piano b. Il monticellese è infatti prossimo alla laurea in scienze motorie e già collabora con i giovanissimi del pedale arcorese. «Ammetto che inizialmente vedevo tutto come una sconfitta personale, la chiusura della squadra è stato un duro colpo, ma poi ho cercato di ridimensionarmi. Dovevo assolutamente provare a ripartire e comunque fossero andate le cose avrei avuto il mio piano b. Quando ho ricevuto il calendario delle gare la mia motivazione è tornata perché ho visto che ci saranno delle corse di livello in cui posso fare bene e non vedo l’ora di ritornare a correre. La squadra è metà messicana, ma il team manager è italiano, hanno un progetto concreto e ambizioso, sanno quello che stanno facendo, inizieremo a fine gennaio con le corse spagnole e poi ritornare in Italia con il Trofeo Laigueglia. Per questa stagione dovrò rinunciare alle mie amate corse al nord, ma avrò molte più possibilità di mettermi in gioco e provare a rilanciarmi.» ci dice Giacomo. Intanto la preparazione per i 2026 è già iniziata e non vede l’ora di incominciare. Ci sarà anche tanta Italia nel suo calendario e di certo non mancherà la voglia di riprendersi la propria rivincita.


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