MALAGA "IL SAGACE" LANCIA IL NUOVO PROGETTO "GUERRINI-SENAGHESE"

INTERVISTA | 06/12/2025 | 08:11
di Valerio Zeccato

L’unione fa la forza, si suol dire da sempre. E così due realtà del ciclismo giovanile, una bresciana di Castrezzato, l’altra milanese di Senago, hanno deciso di unire le proprie forze e creare una formazione in grado di lasciare il segno tra gli Juniores, la categoria che sta diventando sempre più importante, ed appetibile, per i grandi team del World Tour.


La prossima stagione 2026 partirà con una bellissima novità: la nascita del Team Junior Guerrini Senaghese, sodalizio bresciano con sede a Castrezzato. L’enorme passione per la bicicletta ha spinto l’ex professionista Stefano Guerrini ad accordarsi col Pedale Senaghese, formazione sempre in prima fila nelle categorie giovanili.


A guidare la nuova formazione un direttore tecnico di gran lusso e altrettanto prestigio: Leone Malaga. Il bergamasco di Palosco (nato il 24 marzo del 1975) arriva dalla corazzata orobica Team Giorgi che ha deciso di concludere la gloriosa attività quest’anno, dopo una lunga vita di trionfi a tutti i livelli, e di corridori svezzati e lanciati nei dilettanti e poi nei professionisti. Tra i tanti ricordiamo Alessandro Covi, Luca Vergallito, Alessio Martinelli, Karel e Mathias Vacek, Luca Giaimi.

Leone “il sagace”, come lo abbiamo ribattezzato negli anni, è in ammiraglia dal lontano 2000 e tra strada e pista vanta la bellezza di 825 vittorie. Numeri che parlano da soli. La sua capacità di guidare il gruppo, di convivere con i ragazzi e stimolarli al meglio è una delle doti di un personaggio che non ama apparire, ma saggiamente preferisce la «sostanza». Con il diesse bergamasco andiamo a scoprire qualcosa di più e gli obiettivi della nuova società.

Come sei approdato al neonato team?
«Quando Carlo Giorgi ha deciso di non fare più la squadra, di conseguenza mi sono ritrovato libero dopo tanti anni bellissimi trascorsi con lui ed il suo team, è arrivata la proposta da parte del nuovo team. Già dalla prima riunione fatta ho visto che c’erano tutti i presupposti per fare un buon lavoro, la società ha assecondato in toto le mie richieste e sono molto soddisfatto perché in questi primi due mesi il Team Junior Guerrini Senaghese si sta rivelando l’ambiente giusto per poter sviluppare il programma che abbiamo in mente».

Quali erano le tue richieste?
«Venendo da un team come il Giorgi ho chiesto la possibilità di fare un calendario di gare di altissimo livello, come abbiamo fatto per tanti anni con la squadra bergamasca. Ho chiesto una rosa di 12/13 atleti e non solo mi hanno assecondato, ma la squadra è formata da 15 ragazzi. E’ stato anche trovato un appartamento a Castrezzato dove possono stare tutti assieme i corridori quando faremo i vari ritiri in loco».

Li avete già programmati?
«Ne faremo due in sede di cinque giorni a cavallo di Capodanno. Poi faremo il ritiro lungo di 10 giorni nelle Marche, a Grottammare, dove il team possiede una struttura nella quale alloggiare i ragazzi, e questo avverrà la settimana prima dell’inizio delle gare a fine febbraio. Infine grazie al fatto che abbiamo tra gli sponsor Livigno, a fine giugno faremo due settimane di ritiro in Alta Valtellina per preparare il finale di stagione».

Cosa ti aspetti da questa nuova avventura?
«Ho maturato una lunga esperienza di 25 anni come direttore sportivo e questo mi fa pensare di avere le basi solide per fare un buon lavoro. Il gruppo di corridori che abbiamo nel team è importante, non ripartiamo da zero avendo in rosa corridori del secondo anno che arrivano dal Team Giorgi. Il progetto è importante e ambizioso allo stesso tempo, al primo incontro ho detto che l’obiettivo è di diventare nel giro di tre/quattro anni un team di riferimento nella categoria a livello nazionale. Questo visto anche le risorse che il team sta utilizzando per allestire un parco atleti, staff e via dicendo di prim’ordine. Il numero delle vittorie è relativo, dipende anche dalla qualità di gare vinte. In questi anni ho dimostrato di sapere come si fa a incere, non ho paura di propormi come vincente anche in nuovi team».

La categoria Juniores (17/18 anni) è ogni anno sempre più “chiacchierata”…
«Penso che l’evoluzione della categoria sia arrivata al punto che se non inseriscono un terzo anno (invece dei canonici due, ndr) e di conseguenza anche un terzo anno per gli Allievi, si rischia di far sparire i dilettanti. Quella juniores è diventata la categoria più importante e ormai ci sono sempre più corridori che passano direttamente ai team di World Tour e alle loro Development, o se ne vanno all’estero dove sono seguiti in maniera totale praticamente a livello dei professionisti. Non posso dire che sia un male, ma nemmeno che sia tutto giusto. Sta di fatto che questa è la realtà del ciclismo di questi anni».

25 anni in ammiraglia e non sentirli. Qual è il segreto?
«Mi è rimasto dentro l’entusiasmo. Anzi riparto con l’entusiasmo di un ragazzino convinto di poter fare molto e di imparare molto. Ho guidato diversi team, ho avuto tantissimi corridori da seguire, ne ho fatta di esperienza, ma ho capito soprattutto una cosa: non si smette mai di imparare!».


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