VAN AERT. «UN PICCOLO BIGLIETTO DI INGRESSO NON RENDE IL CICLISMO MENO POPOLARE»

PROFESSIONISTI | 30/11/2025 | 10:54
di Francesca Monzone

Il dibattito su un possibile biglietto d’ingresso per le gare di ciclismo continua anche oltre confine e sono molti i corridori che hanno deciso di esprimere il loro punto di vista: tra loro anche Wout van Aert.


Il fiammingo, che ha vinto l’ultima tappa del Tour de France, una delle più avvincenti della Grande Boucle 2025, pensa che il ciclismo dovrebbe imparare la gestione economica da altri sport come per esempio la NBA. Ma non solo dal basket bisognerebbe prendere spunto e Van Aert pensa che se si paga il biglietto per andare a vedere il ciclocross e nessuno lo vede così scandaloso, allora lo stesso metodo si potrebbe applicare al ciclismo su strada.


«Penso che la vulnerabilità economica legata al ciclismo sarebbe molto meno significativa se, oltre alle entrate derivanti dalle sponsorizzazioni, ci fossero anche entrate legate allo sport stesso – ha spiegato Van Aert in una intervista al quotidiano De Tijd – Per esempio penso ai diritti televisivi, o ad altri mezzi che possano portare fondi, perché se andiamo a guardare sono i corridori che fanno il ciclismo ma non hanno direttamente i guadagni. Penso che il ciclismo potrebbe imparare molto dal modello NBA».

Nei giorni scorsi, si è discusso molto del modello economico del ciclismo e della mancanza di redistribuzione del denaro tra i principali organizzatori di corse (ASO, RCS, Classiche delle Fiandre, ecc.) da un lato, e le squadre e i corridori dall'altro. Van Aert pensa che la torta economica, a prescindere dal suo valore, dovrebbe essere divisa equamente: se per aumentare il valore bisogna aumentare i fondi, allora un biglietto a basso costo, richiesto anche solo per alcune zone, non sarebbe poi una cosa così negativa.

«Nel ciclismo a volte ci concentriamo troppo sul fascino e sul richiamo popolare. Chiedere una quota di partecipazione di 5 euro non significa farlo diventare meno popolare. Anche il ciclocross prevede una quota di iscrizione e nel nostro Paese non esiste uno sport più popolare».  

Il fiammingo è un corridore che ha molto successo tra i tifosi e pensa che un piccolo contributo potrebbe andare a migliorare alcuni aspetti di questo sport, motivando anche di più gli stessi corridori.

«Correggetemi se sbaglio, ma una corsa importante come il Giro delle Fiandre, o la Roubaix o il Tour de France dipende da noi, dai corridori e dalle squadre che vi partecipano. Eppure, la nostra squadra non riceve nemmeno un compenso sufficiente a coprire i costi delle spese di partecipazione e questo dovrebbe essere il minimo indispensabile. La torta dovrebbe essere divisa in modo più equo».


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COMMENTI
considerazione
30 novembre 2025 12:13 PIZZACICLISTA
non è assolutamente la stessa cosa far pagare in un ciclocross in belgio e far pagare in una tappa al tour se fate pagare per un ciclocross in italia nemmeno i genitori andrebbero a vederlo ...... meditate gente meditate. W il BUSSINES che farà finire tutto ma noi siamo occidentali americanisti quindi tutto bene

Uguale
30 novembre 2025 12:28 fransoli
Al calcio... Si comincia con poco e poi non bastano mai perché sono tutti a battere cassa

D'accordo ma...
30 novembre 2025 13:42 Randagio
Punto primo il basket o calcio si giocano in palazzetti o stadi privati non su strade pubbliche,punto secondo magari invece di pretendere che chi va a vedere le corse paghi il biglietto sarebbe più corretto fare la voce grossa con i diritti TV!

Pizzaciclista
30 novembre 2025 13:53 PACORIDER
Pienamente d'accordo con te. Belgio e Francia hanno altre mentalità nei confronti del ciclismo. Poi un conto è far pagare un arrivo di tappa del Tour, un altro è il Laigueglia ( con tutto rispetto per la corsa ligure). Non è sostenibile e non avrebbe manco senso. Bravo Wout invece sull'idea dei diritti TV.

PIZZACICLISTA
30 novembre 2025 14:27 Stef83
Campionato europeo Silvelle 2019 ....10000 paganti....informati!!!

ridicoli
30 novembre 2025 14:27 VERGOGNA
è imbarazzante vedere che questo piccolo mondo dove non girano certo i soldi del tennis o la F1, ma non me girano neanche pochissimi, sia popolato di gente che non vede più in là del proprio naso! ma che biglietti volete far pagare che ormai alle corse cavato Fiandre Roubaix Giro (neanche tutte le tappe) e Tour, alle altre gare non c'è un cane?? ma create eventi collaterali, servizi, eventi! rendete le gare più attrattive anche per che di ciclismo non capisce e create un business su quello! Secondo voi chi paga un biglietto per andare a vedere una delle gare di Pozzato o di Amici?? e poi come fai a impedire che uno non passi da un campo per andare a bordo strada?? giusto al Giro dell'Emilia potrebbe aver senso provarci, ma si avrebbe 1/10 delle presenze anzi meno, con grande soddisfazione degli sponsor.

Si parla del niente
30 novembre 2025 14:36 lupin3
Io continuo a non capire. Già adesso in Italia il 99% delle corse è seguito solo dai parenti stretti degli atleti e dal personale delle squadre. Vogliamo farli pagare? Il restante 1% avrebbe comunque introiti ridicoli. Le corse che potrebbero ricavare qualcosina di significativo dai biglietti sono il Tour, Fiandre, Roubaix e pochissime altre.

E poi
30 novembre 2025 15:36 fransoli
Se per un circuito la cosa può essere teoricamente fattibile, ma per le tappe? Cioè se io mi metto a bordo strada in un tratto di pianura dovrei pagare il biglietto per assistere al transito del gruppo? Allora si che non ci va più nessuno in strada

L'importante
30 novembre 2025 16:18 Greg1981
L'importante e' rimettere Van Aert nel mirino....

Greg1981
30 novembre 2025 17:46 Buzz66
Perdonami, ma…vuoi un fazzoletto? Cosa dovrebbe fare un sito di ciclismo? Lasciar perdere le parole di uno dei suoi personaggi più famosi perché alla maggior parte degli utenti non piacciono?
Dai su…che di vittimismo ce n’è già abbastanza in giro…

Lupin 3
30 novembre 2025 19:03 Beffa195
Hai pienamente ragione se togli parenti amici e personale di servizio chi va a vedere le corse…

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