IL CICLISMO VERONESE FESTEGGIA UNA STAGIONE IMPORTANTE E RIVENDICA MAGGIORI ATTENZIONI. GALLERY

PREMI | 27/11/2025 | 08:08

Le maglie iridate di Elia Viviani (eliminazione) e Alessio Magagnotti (inseguimento individuale e a squadre juniores), il titolo europeo dello stesso atleta trentino con il quartetto, 26 titoli italiani e 20 regionali veneti (con 16 atleti) e 9 atleti convocati in azzurro dicono a sufficienza dell’ottimo stato di salute del ciclismo veronese.


I risultati sono rilevanti anche perché ottenuti su strada e su pista, nel bmx, nel mountain bike e nel ciclocross, insomma in tutte le discipline del ciclismo.


«Il merito va alle 70 società affiliate con 3400 tesserati, capaci di mettere in cantiere più di 150 giornate gare» sottolinea, in apertura della 39^ Festa del ciclismo, tradizionale appuntamento dedicato alle premiazione di atleti, società, dirigenti, tecnici, il presidente Diego Zoccatelli, allontanando l’avvilimento per quanto, in una trasmissione su La7, sia stato detto che il velodromo di Pescantina è obsoleto e che ogni finanziamento pubblico debba essere riservato al velodromo coperto di Spresiano.

Zoccatelli risponde, in un gremito palasport di Valeggio, «presentando i ragazzi e ragazze del movimento ciclistico veronese, che non sono parole campate in aria, ma fatti, atleti e atlete che correranno nelle categorie professionistiche e tutti passati dal velodromo di Pescantina», a cominciare da un certo Elia Viviani che quel velodromo ha frequentato sin da ragazzino, da Giovanissimo, affinando l’arte che l’ha portato alle medaglie olimpiche e all’iride.

E ci sono dati inconfutabili a dimostrare quanto la pista di Pescantina sia importante per la crescita dei giovani: 182 iscritti, 50 gare organizzate in nove anni, pari a oltre il 50 per cento del totale riunioni organizzate nel Veneto. E ancora: Verona era la più rappresentata nella rappresentativa del Veneto vincitrice del Trofeo delle Regioni su pista. E’ la provincia che ha il maggior numero di Giovanissimi: 461, ben 100 in più della seconda provincia del Veneto, e, andando oltre l’attività su pista, è la sola in Italia ad avere tre piste di bmx ed è, sottolinea la vicepresidente vicaria del Comitato regionale veneto, Maria Bertolo, la prima provincia per l’organizzazione di gare fuoristrada, soprattutto a carattere nazionale e internazionale. Insomma, Verona è al primo posto nel Veneto per il ciclismo giovanile. E il velodromo San Lorenzo di Pescantina ne è un “tempio” per il quale da anni il comitato provinciale chiede interventi per favorirne la ristrutturazione. Lo stesso consigliere federale Sandro Checchin afferma che “impianti come il velodromo San Lorenzo sono fondamentali per creare gli atleti del futuro”.

Per quanto riguarda la Federciclismo, Zoccatelli avverte: «Le nostre società si aspetterebbero ben altro da un sistema che troppo vuole a livello economico, vedi l’aumento dei costi del tesseramento, e poco fa tornare indietro a livello giovanile».

Alla Festa del ciclismo è presente l’Ussi veneta. Da anni, in accordo col comitato provinciale, premia una persona che abbia contribuito alla crescita del ciclismo. La scelta è caduta su Filippo Scipioni, l’organizzatore della Vicenza-Bionde, la corsa più antica del calendario veronese, nata nel 1945, all’82^ edizione nel 2026. Premiato dal presidente veneto dell’Ussi, Alberto Nuvolari, ha dedicato il riconoscimento a Giorgio Furini e Alberto Tonini, a lungo direttori di corse della Vicenza-Bionde.

Il comitato ha consegnato altri riconoscimenti: il premio in memoria di Alberto Tonini al direttore di corsa Mauro Rigo; il premio Mario Becchelli al presidente del Caselle-Rossetto Cesare Braggio; il premio Roberto Dolci al dirigente delle Officine Alberti Mirco Dal Forno; il premio Centri giovanili don Mazzi per il ciclismo femminile a Matilde

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