HUBERT. «SALARI E TRASFERIMENTI, L’UCI INTERVENGA. DIRITTI TV? SQUADRE E ORGANIZZATORI LAVORINO ASSIEME»

INTERVISTA | 20/10/2025 | 11:00
di Luca Galimberti

Pochi giorni fa ha ufficializzato la chiusura dell’Equipe Arkéa - B&B Hotels e ieri sera Emmanuel Hubert ha risposto alle domande dei colleghi di RMCSport. Molti i temi trattati dal dirigente transalpino, vi proponiamo qui di seguito i passaggi più interessanti della lunga intervista.


LA CHIUSURA DELLA SQUADRA. «Chiudere una squadra dopo vent’anni è molto triste. Per me è qualcosa di doloroso, ma non posso fare a meno di pensare ai 150 dipendenti della squadra. Siamo una famiglia, un gruppo di persone che passa più tempo assieme che a casa con le famiglie d’origine. Decidere e annunciare la chiusura non è mai facile, ma purtroppo è così: i contratti si sa quando iniziano e quando finiscono. L’obiettivo era trovare uno, due, tre nuovi partner per la squadra e ad oggi non ci sono. Le ultime settimane sono state complicate, sembrava potessimo farcela e sembrava che avessimo trovato qualcuno pronto a investire, ma purtroppo non si è concretizzato nulla. Ora non penso al futuro, sono impegnato a cercare di trovare delle soluzioni per i miei dipendenti. È a loro che devo pensare».


TROPPA DISPARITÀ TRA I TEAM. «Il ciclismo garantisce visibilità alle aziende che investono, e questa è una cosa positiva, ma è anche vero che ci sono squadre che possono investire quattro volte di più rispetto ad altre e questo crea disparità a livello sportivo. Vi faccio un esempio: la UAE può permettersi di ingaggiare cinque, sei corridori che aiutino un campionissimo come Pogacar nel finale di corse come il Lombardia questo, secondo me, chiarisce bene la potenza di squadre come quella emiratina e la disparità tra i vari team. Pensando allo stato attuale delle squadre francesi è chiaro che ci rimangano solo le briciole».

MANCA LA BASE E NON NASCONO NUOVE SQUADRE. «Alcuni anni fa quando una squadra chiudeva era molto probabile che ne nascesse una nuova, oggi non è più così. Ci sono più fusioni tra team che creazioni di nuove squadre. Ma la cosa più pericolosa è che la base del movimento ciclistico si sta impoverendo: stanno diminuendo le squadre giovanili e quelle delle categorie inferiori che garantiscono un vivaio».

TETTO SALARIALE E TRASFERIMENTI. «Per il futuro credo che l’UCI debba regolamentare un po’ di cose: imporre un tetto salariale e magari anche regolamentare i trasferimenti. Vi faccio un esempio anche in questo caso: Kévin Vauquelin cambia squadra? Alla mia equipe in tasca non viene nulla dal suo trasferimento, zero».

MERCHANDISING E DIRITTI TV. «Credo che il ciclismo abbia bisogno di un nuovo format, di un nuovo modello di business. Si potrebbe cercare di monetizzare anche dal merchandising e dal mondo digitale. Inoltre dobbiamo pensare ai diritti televisivi che non faranno certo la differenza ma sono importanti. Il ciclismo e gare come il Tour de France negli ultimi trent’anni hanno acquistato valore, dovremmo lavorare assieme agli organizzatori per creare qualcosa di nuovo: le squadre potrebbero “aprire le porte” alle telecamere offrendo un valore aggiunto agli appassionati e guadagnare anche da quello, come succede nel calcio».

 

 

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COMMENTI
Peloton su Netflix
20 ottobre 2025 13:27 VanderLuca
....si lamentavano tutti, che stronzata e bla bla bla e ora lo vogliono? Boh?

Triste realtà
20 ottobre 2025 13:56 Mronga
Il tetto salariale sarebbe ingiusto e difficilmente applicabile.. piuttosto ha senso la strada di monetizzare i trasferimenti

Tetto salariale no
20 ottobre 2025 14:42 Miguelon
Intodurre un limite massimale di budget non molto alto e minimo salariale molto dignitoso. Si sa che senza freni il crac è dietro l'angolo. E stiamo per arrivarci.

70%
20 ottobre 2025 16:01 Cyclo289
Condivisibile al 70% almeno quello che dice Hubert (specialmente quando lamenta la disparità fra i superteam e le squadre "normali" e indica la necessità di riequilibrare in qualche modo le forze in campo).
Non so se aumentare l'invadenza della tv e dei media nella vita delle squadre e dei corridori sia davvero utile o rischi, invece, di alimentare fanatismo e culto dell'immagine.

Punti UCI
20 ottobre 2025 16:53 moris
Non riesco a capire perchè non vengano monetizzati i punti UCI (come una volta faceva anche la FCI).
Sono stato bravo e ho valorizzato l'atleta? Se lo vuoi paghi anche il mio investimento.

Mronga
20 ottobre 2025 19:02 Cicorececconi
strada di monetizzare i trasferimenti ? Tu quando cambi posto di lavoro, la tua vecchia ditta ci guadagna con il cartellino ?
Ma di che cosa stai parlando. Davvero infelice

Solito discorso
20 ottobre 2025 19:40 PACORIDER
Cambiano gli attori ma lo spettacolo è lo stesso. Prima era un discorso che coinvolgeva le Professional ora tocca alle WT. È una situazione ormai irreversibile e lentamente porterà a un disastro totale. Piccolo aneddoto. Già Gianni Savio introdusse uno pseudo costo cartellino...lungimirante a differenza dì tutti gli altri...

Cicorececconi
21 ottobre 2025 09:07 moris
In altri sport già lo fanno (vedi calcio), quindi che problema c'è?
Stiamo parlando di attività sportive, non si "normali" attività lavorative. Se, ad esempio, con i punti dell'atleta una squadra riesce ad entrare nel WT, perchè non valorizzare anche la squadra di partenza? Questo permetterebbe anche a Professional / Continental di vedersi valorizzati i propri sforzi.

Considerazione
21 ottobre 2025 09:18 italia
Il merchandising è diritti tv sono le strade da esplorare per implementare gli introiti; se una buona partita di calcio viene vista da 6 milioni e una corsa importante da 2 milioni non c'e' corrispondenza di introiti di diritti in quanto il calcio non prende 3 volte di più ma 30 volte .....

Cicorececconi
21 ottobre 2025 23:04 Mronga
Di monetizzare i trasferimenti non lo sto dicendo io, ma lo auspica Hubert nell'intervista (che ovviamente non avrai letto), come molti altri addetti ai lavori (esempio Reverberi della Bardiani)... ma ovviamente hai più esperienza tu in merito ... PS "infelice" tienitelo per te maleducato.

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