LA VUELTA. SI PARTE DA SUSA, POI SI VALICANO LE ALPI PER APPRODARE IN FRANCIA

VUELTA | 26/08/2025 | 08:20
di Paolo Broggi

Dopo tre giorni di grandi emozioni, la Vuelta si prepara a lasciare l'Italia per fare tappa in Francia e da lì partire verso la Spagna, dove si correrà domani al termine di un lunghissimo trasferimento. In programma oggi c'è la quarta tappa, la Susa-Voiron di 206,7 km.


per seguire il racconto in diretta dell'intera tappa a partire dalle 11.25 CLICCA QUI


È una frazione lunga, di media montagna, che presenta difficoltà nella parte iniziale con tre Gpm: prima quello di Exilles (3a categoria) e poi in rapida successione il Monginevro e il Lautaret, entrambi di seconda categoria. È facile pensare che su queste ascese possa esserci battaglia per portare via la fuga e soprattutto per conquistare i punti validi per la maglia a pois, mentre nella seconda parte della tappa le squadre degli uomini più veloci potrebbero lavorare per cercare di ricucire il distacco e provare a giocarsi la soluzione allo sprint.

Variabile da considerare certamente, le possibili scelte della Lidl Trek: Mads Pedersen è sicuramente uno tra i più resistenti tra gli uomini veloci e potrebbe chiedere uno sforzo ai suoi compagni di squadra per impedire il rientro di corridori, primo fra tutti Philipsen, in grado poi di metterlo in difficoltà allo sprint.


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COMMENTI
Era perfetta
26 agosto 2025 09:34 ghisallo34
Era perfetta se girata al contrario.

@ghisallo34
26 agosto 2025 10:54 Frank46
Un po' di giorni fa dissi che in questa Vuelta si sono sacrificati i velocisti ma se proprio dovevano sacrificare qualche tipologia di corridori meglio sacrificare i velocisti.

Ho provato a spiegarmi meglio ma il commento non è stato pubblicato.

Le tappe per velocisti puri nel 90% dei casi sono banalissime e basta vedere gli ultimi 300 metri.

È un dato di fatto se metti una tappa completamente piatta in fuga ci vorranno andare solo 2/3 corridori di piccole formazioni per fare vedere gli sponsor e al primo tentativo la fuga andrà in porto.

Negli ultimi anni hanno deciso un tutti i GT di limitare le tappe per velocisti puri e al limite inserire qualche tappa adatta a velocisti resistenti e a passisti veloci, in quanto un queste tappe l' arrivo della volata non è scontato e ci possono essere molti più corridori interessati ad andare in fuga.

Siccome le fughe che si formano sono più numerose e agguerrite il gruppo deve andare a tutta e negli ultimi km le squadre degli uomini veloci hanno già consumato la maggior parte dei loro uomini, quindi anche se raggiungono i fuggitivi c'è la possibilità che qualcuno tenti un attacco da finisseur perché in gruppo le forze sono al lumicino.

Nello scorso Tour abbiamo assistito ad un infinità di tappe per passisti veloci che hanno fatto ottenere due risultati. Medie di gara elevatissime e altimetria totale anche essa molto elevata. Questo perché in quelle tappe li si va a tutta, nelle tappe per velocisti puri si va a passaggio e vengono prese come giornate di riposo.

Visto che non esistono solo tappe di montagna ha più senso anche una tappa come quella di oggi, perché oggi non ci sarà nessuna lunga passeggiata.

Tappe per velocisti puri vanno bene alla prima e all' ultima tappa perché li c' è molto in ballo e quindi può avere senso. Per il resto bisogna sperare in vento laterale favorevole e in squadre volenterose ma sono cose che succedono molto raramente.

Quindi per questo dicevo che fanno bene a sacrificare certi tipi di tappe, perché poi è inutile lamentarsi con i corridori ogni anno dicendo che vanno a passeggio, dipende dai percorsi.

Peccato la diretta
26 agosto 2025 13:58 Montagnin
Peccato che ci siamo persi Monginevro e Lautaret con scenari spettacolari, ci lamentiamo del Giro (rispetto al maestoso Tour) ma effettivamente la Vuelta è ben peggio... a partire dal coinvolgimento del pubblico (carovana inesistente in Italia, pubblico ancor più misero in terra spagnola rispetto ad altre corse a tappe, ecc...)

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